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Imenotteri (Hymenoptera)

Gli imenotteri (115 000 specie) sono un ordine molto vasto di insetti dalla morfologia piuttosto eterogenea e dalle dimensioni variabili (0,2mm-6cm). Gli imenotteri mostrano anche numerose specializzazioni ecologiche: non a caso, esistono specie fitofaghe, specie predatrici e addirittura specie parassitoidi. Molti imenotteri sono tra l’altro insetti pronubi (soprattutto apoidei), ossia favoriscono l’impollinazione dei fiori.

Morfologia degli imenotteri

L’apparato boccale può essere masticatore, masticatore-lambente (con mandibole a linguetta) o masticatore-succhiatore (presenta una ligula, una struttura formata dall’unione delle glosse). Le antenne sono spesso filamentose o genicolate, ma ne esistono anche di clavate, pettinate o pennate. Gli occhi composti sono ben sviluppati e adattati a sostenere uno stile di vita generalmente abbastanza attivo; gli ocelli sono fino a 3.

Anche le zampe, che di base mantengono una morfologia deambulatoria, possono essere adattate a varie esigenze dell’animale. Le ali, dove presenti, sono di tipo membranoso e il I paio è generalmente più ampio; il II paio è tenuto strettamente adeso al I mediante meccanismi di accoppiamento.

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L’addome degli imenotteri è composto tendenzialmente da dieci uriti, gli ultimi dei quali di solito ridotti. Negli imenotteri apocriti, in particolare, l’addome forma anteriormente un tipico restringimento (comunemente detto vitino di vespa) che coinvolge i primi 3-4 uriti: si distinguono pertanto, in senso antero-posteriore, il propodeo, il peziolo e il gastro. L’ovopositore presenta morfologia varia: da quello a sega tipico dei gruppi più basali, a quello lungo e sottile dei terebranti, fino a quello estroflessibile modificato in pungiglione degli aculeati.

Le larve sono generalmente eruciformi (nei sinfiti, 6-8 paia di pseudozampe prive di uncini) o apode eucefale o emicefale (negli apocriti). Spesso si ritrovano in gruppo attaccate alle foglie e possono talvolta esporre anche colorazioni aposematiche. Le pupe sono tendenzialmente exarate. Alcune specie sono partenogenetiche e mostrano maschi aploidi.

Sottordine Symphyta

I sinfiti sono imenotteri in cui il torace è della stessa larghezza dell’addome (il vitino di vespa è assente). Le larve sono eruciformi e presentano tipicamente 6-8 paia di pseudozampe.

Comprendono, tra le altre, le famiglie dei Tenthredinidae, degli Argidae, dei Cimbicidae e dei Siricidae. Le larve sono generalmente fitofaghe o, nei siricidi, xilofaghe. L’ovopositore è allungato.

Sottordine Apocrita

Gli apocriti sono imenotteri caratterizzati dalla presenza del vitino di vespa e con larve generalmente apodi. Comprendono le sezioni dei Terebrantia (famiglie Pretomalidae, Trichogrammatidae, Evaniidae, Gasteruptidae e Ichneumonidae), con ovopositore allungato, e degli Aculeata (tutte le altre famiglie qui riportate), con ovopositore modificato in pungiglione.

Famiglie Pteromalidae e Trichogrammatidae

Gli pteromalidi e i tricogrammatidi sono imenotteri dalle dimensioni ridotte, parassitoidi rispettivamente di larve/pupe e uova di altri insetti: per queste loro caratteristiche, pteromalidi e tricogrammatidi vengono a volte utilizzati nella lotta biologica.

Famiglie Evaniidae e Gasteruptiidae

Gli evanidi e i gasteruptidi sono anch’essi imenotteri parassitoidi di altri insetti, rispettivamente di ooteche di blattodei e di uova o larve di imenotteri solitari. Entrambi tengono le ali in posizione di riposo rivolte verso il basso. Gli evanidi hanno inoltre un addome notevolmente ridotto con un peziolo sottile, mentre i gasteruptidi hanno il gastro e l’ovopositore piuttosto allungati.

Famiglia Ichneumonidae

Gli icneumonidi sono un altro gruppo di imenotteri terebranti parassitoidi, soprattutto nei confronti di larve e pupe di coleotteri, lepidotteri ed altri imenotteri.

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Famiglie Chrysididae

I crisidi sono imenotteri aculeati caratterizzati da colorazioni molto vistose (aposematismo), a volte addirittura metalliche. Le loro larve sono parassitoidi di alteri insetti o cleptoparassite (sottraggono risorse alimentari all’ospite) ad esempio all’interno di alveari.

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Famiglie Mutillidae e Pompolidae

I mutillidi comprendono poche specie di imenotteri e le femmine sono generalmente attere. Il corpo è ricoperto di setole che conferiscono colorazioni molto varie. Lo stile di vita è anche in questo caso da parassitoide.

pompilidi sono anch’essi imenotteri aculeati parassitoidi e si nutrono per lo più di ragni. I nidi sono scavati dall’adulto o ricavati direttamente dalle tane dei ragni.

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Fig. 1 – Diversità degli imenotteri. Esemplare di: (a) gasteruptide; (b) icneumonide; (c) crisididae; (d) pompilide che ha catturato un ragno. (in ordine, di: Ton Rulkens, Charles J. Sharp, Rison Thumboor, Rison Thumboor; Wikimedia Commons)

Famiglia Scoliidae

Gli scolidi hanno una colorazione tipicamente scura con macchie gialle sull’addome. Le larve sono parassitoidi e gli adulti, nonostante le dimensioni a volte considerevoli, mostrano una ridotta aggressività.

Famiglia Vespidae

I vespidi comprendono le vespe propriamente dette, sia con specie solitarie che con specie sociali. Le specie solitarie costruiscono generalmente nidi di fango, come quelle appartenenti alla sottofamiglia Eumeninae (vespe vasaie). Le specie sociali fondano colonie annuali, almeno nelle zone temperate e costruiscono invece nidi di cartone, ossia di legno processato con saliva. Le larve sono carnivore e gli adulti nettarivori. Il pungiglione è seghettato e in grado di recidere le fibre collagene.

Il genere Polistes comprende le cosiddette vespe cartonaie. Il gastro è affusolato e i maschi possiedono antenne ricurve. Nelle colonie, la casta riproduttrice è formata dalla sola regina fecondata, in quanto il maschio muore dopo l’accoppiamento. I nidi sono formati da un singolo favo.

Il genere Vespa possiede invece un gastro appiattito anteriormente. Comprende la specie italiana del calabrone (Vespa crabro). La specie Vespa orientalis è ad oggi molto diffusa in Sicilia, mentre Vespa velutina, famosa per attaccare gli alveari, sembra essere presente solo in Francia; Vespa mandarina, infine, molto aggressiva, non sembra ancora presente in Europa.

Famiglia Formicidae

I formicidi comprendono le comuni formiche, imenotteri sociali per eccellenza insieme alle api. Le abitudini sono molto simili a quelle delle termiti, con le quali si osservano di fatto numerose convergenze evolutive; le formiche, tuttavia, mostrano una vita molto attiva anche all’esterno del nido.

All’interno delle colonie si osserva un’organizzazione in caste. Gli operai sono atteri, mentre i reali sono alati e si accoppiano in volo. Le formiche hanno inoltre varie armi meccaniche (ad esempio mandibole sviluppate in certi individui o pungiglioni) e varie armi chimiche (ad esempio ghiandole secernenti acido formico). Dopo l’accoppiamento, il maschio muore e la regina si stacca le ali, così da essere meno visibile, e inizia a costruire il nido.

Esistono numerosi casi di simbiosi, sia con altri insetti (ad esempio afidi), che piante.

Leggi anche: Cecropia e la simbiosi con le formiche

Famiglia Sphecidae

Gli sfecidi comprendono le cosiddette vespe scavatrici, i cui adulti paralizzano altri artropodi per nutrire le larve. Scavano nidi nella terra.

Leggi anche: Sfecidi, le vespe scavatrici

Famiglia Apidae

Gli apidi sono un gruppo di imenotteri che comprende sia specie solitarie che specie sociali. Sia le larve che gli adulti si nutrono di polline, nettare e loro derivati. La tibia e il primo tarsomero sono appiattiti e sono dotati di setole per raccogliere il polline; alcune specie raccolgono poi il polline al livello dell’addome.

Il genere Xylocopa comprende specie solitarie, dalla colorazione blu-viola cangiante. Gli adulti nidificano all’interno di canne o fori in generale. Possono pungere ma non sono aggressive.

Il genere Bombus comprende numerosi specie sociali, a volte anche di difficile identificazione tassonomica a causa della grande variabilità cromatica. Gli adulti scavano nidi nel terreno o nell’erba alta; alcune specie sono parassiti sociali di altre colonie.

Il genere Apis comprende le api propriamente dette, con specie tutte sociali. L’ape da miele (Apis mellifera) costruisce favi di cera, ognuno con due serie di cellette. La regina ha l’addome notevolmente ingrossato a causa dei numerosi e sviluppati ovarioli. Le larve si nutrono esclusivamente di pappa reale se metamorfosano in regine, oppure di pappa reale nei primi tre giorni e poi di miele se metamorfosano in operaie. I maschi, o fuchi, sono aploidi e hanno occhi molto sviluppati.

Leggi anche: Api e vespe, differenze ed analogie

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Fig. 2 – Diversità degli imenotteri. Esemplare di: (a) scolide; (b) sfecide. (in ordine, di: Hectonichus, B. Schoenmakers; Wikimedia Commons)

Referenze

  • Bellman, Heiko. Guida agli insetti d’Europa, 2019, Ricca Editore, Roma.
  • Brusca, Richard C., et al. Invertebrates – Third edition, 2016, Sinauer Associates, Inc., Sunderland, Massachussetts.

Immagine di copertina di Federico Stefanelli.

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