Sviluppo post-embrionale degli insetti

Per gli insetti lo sviluppo post-embrionale è la successione di eventi che inizia con la fuoriuscita della neanide (o larva) e termina quando l’insetto raggiunge l’età adulta.

L’uovo

L’uovo presenta un chorion esterno che conferisce robustezza, impermeabilità e previene la  disidratazione. Il chorion presenta degli aeropili e dei micropili deputati rispettivamente agli cambi gassosi e all’ingresso degli spermatozoi, in quanto la fecondazione avviene quando il chorion è già stato depositato; i micropili sono poi generalmente concentrati in una determinata zona del chorion, come ad esempio lungo il perimetro dell’opercolo. La membrana vitellina delimita il tuorlo, la cui quantità varia nei diversi gruppi: è infatti elevata negli esopterigoti, minore negli endopterigoti e molto scarsa nei parassitoidi, nei quali il nutrimento deriva direttamente dai tessuti dell’ospite.

Le uova possono essere deposte singolarmente oppure in gruppo, a volte con la presenza addirittura di un’ooteca di consistenza varia (coriacea nelle blatte, spumosa nelle mantidi) che funga da protezione contro gli insulti esterni. La schiusa dell’uovo avviene al termine dello sviluppo embrionale quando l’insetto rompe il chorion attraverso eventuali linee di prefrattura.

Accanto alle più comuni forme ovipare, cioè che depongo uova direttamente nell’ambiente, esistono anche casi di ovoviviparità, in cui l’uovo viene trattenuto nel corpo della madre senza però instaurare alcun rapporto trofico con questo, e addirittura di viviparità, in cui invece la madre nutre direttamente l’embrione in sviluppo. In quest’ultimo caso le uova possono essere prive di chorion e vitello e mantenute negli ovarioli (sviluppo di una pseudoplacenta), oppure trattenute in una dilatazione dell’ovidotto (utero) e nutrite da ghiandole accessorie, o ancora essere immesse nell’emocele da cui poi le larve sbucheranno attraverso le vie genitali o il tegumento.

Modello di sviluppo post-embrionale

L’ametabolia è lo sviluppo tipico degli esapodi primitivamente atteri. Dall’uovo esce una neanide che è molto simile all’adulto sia nella morfologia (minor numero di segmenti addominali, appendici ridotte) che nello stile di vita e che attraversa varie età prima di giungere allo stadio adulto.

L’eterometabolia è invece lo sviluppo che si ritrova tipicamente negli esopterigoti e in cui le ali si sviluppano per passaggi successivi da un’età all’altra; dall’uovo esce una neanide (o naiade, se acquatica) priva di ali che, dopo un certo numero di età, sviluppa gli abbozzi alari diventando una ninfa, i quali saranno completi solo nell’adulto.

L’olometabolia è infine tipica degli endopterigoti, dove gli stadi giovanili sono morfologicamente molto differenti dalle forme adulte e dove le ali vengono sviluppate in un’unica muta; dall’uovo esce una larva che, dopo un certo numero di età, darà una pupa, nella quale avverrà la metamorfosi a adulto. Gli abbozzi alari sono in realtà presenti come dischi imaginali già all’interno del corpo della larva.

Negli insetti olometaboli esistono inoltre numerose morfologie sia larvali che pupali.

Le larve protopodi sono un particolare adattamento delle forme parassitoidi, hanno un aspetto embrionale e delle appendici rudimentali. Le larve polipodi (o eruciformi) sono tipiche di lepidotteri, mecotteri e alcuni imenotteri, hanno tre paia di zampe toraciche e un numero variabile di pseudozampe addominali.

Le larve oligopodi hanno le sole zampe toraciche ed eventualmente anche un pigopodio terminale, utilizzato come organo di movimento e di ancoraggio; si distinguono in larve campodeiformi (dal genere Campodea, Diplura), piuttosto mobili e attive, spesso predatori (alcuni coleotteri, tricotteri e neurotteri), e larve melolontoidi (o scarabeiformi; da Melontha melontha, Coleoptera), tipicamente immobili e ripie-gate a C (alcuni coleotteri).

Le larve apodi sono infine prive di qualsiasi appendice ambulatoria; si distinguono in eucefale, se il capo è ben visibile e provvisto di appendici boccali complete (alcuni coleotteri, imenotteri e ditteri), emicefale, se il capo e le appendici boccali sono ridotte (alcuni ditteri), e acefale, se la capsula cefalica è assente e dal torace emergono esclusivamente degli uncini di derivazione mascellare (alcuni ditteri).

La pupa degli insetti olometaboli è uno stadio quiescente del ciclo biologico durante il quale si ha la metamorfosi allo stadio adulto in seguito a significative modificazioni di tessuti ed organi. Durante la fase pre-pupa la larva smette di nutrirsi e mostra una diminuita motilità, in quanto iniziano a svilupparsi gli organi del futuro adulto a partire dai dischi imaginali; con l’impupamento vero e proprio, gli organi interni della larva vengono completamente lisati. Le pupe possono essere exarate, se provviste di appendici libere, o obtecte, se le appendici sono aderenti al resto del corpo; le pupe coartate sono un caso particolare di pupe exarate in quanto racchiuse all’interno del pupario, l’esuvia dell’ultimo stadio larvale. Alcune pupe possono essere dotate di strutture di protezione, come bozzoli di seta o ripari costituiti da vari materiali.

Testi di riferimento

  • Bellman, Heiko. Guida agli insetti d’Europa, 2019, Ricca Editore, Roma.
  • Brusca, Richard C., et al. Invertebrates – Third edition, 2016, Sinauer Associates, Inc., Sunderland, Massachussetts.
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