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Mantoidei, blattoidei ed isotteri

Mantoidei, blattoidei ed isotteri sono tre gruppi di insetti tradizionalmente considerati ordini affini ma ben distinti tra loro; ad oggi, tuttavia, le più recenti analisi sembrano suggerire che essi siano in realtà tre sottogruppi dell’unico ordine Dictyoptera e che gli isotteri siano a loro volta un sottogruppo (infraordine) dei Blattodea. In questo articolo viene comunque mantenuto il rango di ordine per tutti i tre gruppi, sebbene non vi sia ancora accordo nella loro reale posizione sistematica.

I mantoidei (Mantodea), o mantidi, (2400 specie) sono un gruppo di insetti di medio-grandi dimensioni (1,5-15 cm) caratterizzati dall’avere un capo triangolare e il I paio di zampe raptatorio. I blattoidei (Blattodea), o blatte, (7000 specie) sono insetti di piccolo-medie dimensioni (da 3 mm a 10 cm) dal corpo depresso dorso-ventralmente e molto comuni nelle abitazioni umane o in generale nei centri urbani. Gli isotteri (Isoptera), o termiti, (2800 specie) sono infine insetti sociali anch’essi talvolta presenti nelle abitazioni umane.

Ordine Mantodea

L’apparato boccale dei mantoidei è tipicamente di tipo masticatore, le antenne sono lunghe e filiformi o pennate nei maschi di alcune specie (ad esempio Empusa pennata); gli occhi sono ben sviluppati e sono generalmente presenti anche 3 ocelli. Il protorace è piuttosto allungato e porta il paio di zampe raptatorie utilizzate per la predazione; le ali del I paio sono modificate in tegmine, mentre quelle del II sono più ampie e di tipo membranoso. L’addome è formato da 10 uriti, presenta cerci evidenti e nei maschi un paio di stili.

Le uova vengono deposte all’interno di ooteche dalla consistenza di solito piuttosto spumosa. Il cannibalismo delle femmine nei confronti dei maschi con cui si sono accoppiate sembra essere piuttosto raro in natura, ma molto più frequente in cattività.

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Fig. 1 – Esemplare di Iris oratoria in posizione di difesa. Si nota la colorazione aposematica del II paio di ali. (di: CaPro, Wikipedia)

In Italia sono piuttosto diffuse le specie Ameles spallanzania (dimensioni contenute, addome rigonfio), Mantis religiosa (presenta macchie scure al livello delle coxae del I paio di zampe) e Iris oratoria (tipica della zona mediterranea; ali del II paio con colorazione aposematica, senza macchie sulle coxae). Empusa pennata è anch’essa una specie italiana ma piuttosto rara, quindi protetta; entrambi i sessi presentano una protuberanza sul capo fra i due occhi, ma i maschi presentano in più delle antenne pennate.

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Ordine Blattodea

L’apparato boccale dei blattoidei è di tipo masticatore, le antenne sono lunghe e filiformi e sono normalmente presenti 2 ocelli. Il pronoto è di solito piuttosto ampio e copre talvolta il capo. La morfologia alare è molto variabile tra le diverse specie: in generale le ali del I paio sono modificate in tegmine e quelle del II sono più ampie; molte specie sono però brachittere (ali presenti ma non funzionali) o attere (ali assenti) ed altre possono presentare dimorfismo sessuale con situazioni diverse a seconda delle specie. Le zampe sono di tipo cursorio e le tibie presentano delle spine. L’addome è costituito da 10-11 uriti, presenta dei cerci e un paio di stili negli individui maschi. Le uova sono racchiuse in ooteche che a volte vengono trattenute nelle vie genitali femminili (ovoviviparità); in alcune specie si ritrovano cure parentali.

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Fig. 2 – Esemplare di Supella longipalpa, blatta molto comune anche nelle abitazioni in Italia. (di: nonrev, Flickr)

I blattoidei sono insetti gregari, ossia che tendono a vivere concentrati in uno stesso luogo senza però formare vere e proprie colonie socialmente organizzate. In natura, essi vivono principalmente nella lettiera dei boschi o comunque in ambienti piuttosto riparati di climi caldo-umidi, ma alcune specie (ad esempio generi Blatta, Periplaneta, Supella, Blattella) si sono adattate a vivere nelle abitazioni umane (specie sinantropiche) dando spesso luogo a infestazioni: l’interesse principale nel debellare tali infestazioni riguarda in particolare le malattie di cui questi insetti sono portatori.

Ordine Isoptera

Gli isotteri sono un gruppo di insetti dalle colonie pluriennali (come in api e formiche) in cui si distinguono varie caste sociali: i reali, i soldati e gli operai. In comune hanno tutti un apparato boccale masticatore dotato di mandibole piuttosto robuste (sono xilofagi, ossia si nutrono di legno; possiedono non a caso dei batteri simbionti nel tubo digerente in grado di digerire la cellulosa) e delle antenne moniliformi lunghe circa la metà del corpo. Le ali degli isotteri, dove presenti, hanno nervature piuttosto ispessite soprattutto nella parte costale. L’addome è costituito da 10 uriti e presenta brevi cerci nonché due stili negli individui maschi.

Sebbene tutte le caste siano indistintamente formate sia da individui maschi che femmine, operai e soldati sono entrambi sterili o possiedono comunque gonadi non funzionali a causa dell’inibizione ormonale operata dai reali.

Gli operai costituiscono più del 90% degli individui e si occupano nel complesso della gestione della colonia, costruendo il nido, procacciando cibo e acqua, nutrendo le altre caste, curando i giovani esemplari e a volte addirittura difendendola dai predatori. Gli operai hanno una lunghezza compresa tra i 3mm e il centimetro e un corpo poco sclerificato e povero di pigmento adattato a luoghi riparati dall’aria e dalla luce; sono generalmente sprovvisti di occhi, ocelli ed ali. Nelle specie di isotteri più basali la determinazione del ruolo sociale non è molto rigida e il passaggio ad altre caste è possibile attraverso le mute.

I soldati sono effettivamente specializzati per la difesa della colonia; hanno a tal proposito un apparato boccale non funzionale all’alimentazione in quanto dotato di mandibole o atrofizzate o piuttosto ingrossate. Le dimensioni sono generalmente paragonabili a quelle degli operai se non per il capo che risulta più sclerificato e robusto di torace e addome; anch’essi sono ciechi ed atteri. Accanto alle armi meccaniche (ad esempio mandibole e capo fragmotico, ossia in grado di chiudere le vie di entrata/uscita del termitaio) i soldati espongono anche varie armi chimiche, come i secreti tossici/urticanti prodotti da ghiandole che sboccano al livello del capo.

I reali sono infine gli unici individui non sterili e quindi gli unici in grado di riprodursi. Sono generalmente più grandi degli altri individui con casi di regine dall’addome ingrossato che arrivano fino ai 10cm (regine fisogastriche). Presentano un tegumento discretamente sclerificato e pigmentato, due paia di ali che favoriscono la dispersione e un paio di occhi composti. I reali sono inoltre piuttosto longevi e una coppia può rimanere unita anche per l’intera vita. Accanto ai reali fondatori della colonia, esistono poi dei reali secondari e dei reali terziari che si sviluppano da operai allo stadio rispettivamente di ninfa e di neanide e che hanno una morfologia intermedia tra le due caste. I reali secondari e terziari vengono poi detti reali di complemento, se si vanno ad aggiungere alla coppia di reali primari, o di sostituzione, se invece si sostituiscono ad essi.

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Fig. 3 – Esemplari del genere Reticulitermes appartenenti alle tre diverse caste, operai (a), soldati (b) e reali (c); foto non in scala. (di: Hans Hillewaert, unknown e Gerald J. Lenhard; Wikipedia)

L’accoppiamento si compie a terra, a differenza delle api che invece si accoppiano in volo. La sciamatura dei reali avviene in modo sincronizzato (ad esempio sulla base alle condizioni meteorologiche) tra tutte le colonie di uno stesso areale ed è ad opera dei reali primari che abbandonano la loro colonia per fondarne di nuove. Alcune specie di isotteri sono partenogenetiche facoltative, ad esempio nel caso in cui una regina non riesca ad accoppiarsi dopo la sciamatura. La formazione di nuove colonie si può  avere, oltre che per sciamatura, anche per propaggine (una parte degli individui di una colonia diventa indipendente e sviluppa dei reali di sostituzione) o più raramente per sociotomia (una parte della colonia, reali compresi, abbandona il nido).

I termitai hanno una struttura e una dimensione molto variabili tra le diverse specie: i più semplici sono costituiti da un sistema di camere e gallerie scavati nel legno o nel terreno con eventuali camminamenti che collegano il nido alle fonti di cibo ed acqua, mentre i più complessi possono presentare addirittura delle parti ipo- ed epigee, con una camera reale definita, dei sistemi di condizionamento ed aerazione e a volte dei pozzi per l’approvvigionamento d’acqua.

Referenze

  • Bellman, Heiko. Guida agli insetti d’Europa, 2019, Ricca Editore, Roma.
  • Brusca, Richard C., et al. Invertebrates – Third edition, 2016, Sinauer Associates, Inc., Sunderland, Massachussetts.
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