Xylella: il killer degli olivi

La Puglia, con oltre 377.000 ettari di terreno coltivati a olivi, è la prima regione olivicola in termini di superficie, con una produzione di oltre 11 milioni di quintali di olive all’anno. Purtroppo negli ultimi mesi la produzione è stata messa in ginocchio dalla Xylella fastidiosa, il batterio killer degli olivi. Migliaia di olivi, secolari e non, eradicati o tagliati e ridotti a tronchi morti.

È questo il triste scenario che si prospetta nel Salento. La Xylella è un batterio della famiglia delle Xanthomonadaceae, con la caratteristica di un’elevata variabilità genetica e fenotipica. Ad oggi se ne conoscono quattro sottospecie che infettano circa 150 diverse Strage-d'Ulivi---Parco-Paduli,-via-Maglie-Collepassopiante. Ciò che porta alla morte degli alberi è che si moltiplica nei vasi conduttori dello xilema delle piante ospiti: ostruisce i vasi che trasportano acqua e nutrienti dalle radici al fusto e fino alle foglie, creando una sorta di gel che impedisce il regolare flusso del fluido. Le piante infette così si seccano completamente.

La Xylella fastidiosa si trasmette attraverso insetti vettori, in particolare quelli della famiglia delle Cicadellidae, che si nutrono succhiando dai vasi linfatici delle piante, nutrendosi da una pianta infetta trasmettono poi il batterio a una pianta sana. Si ipotizza che la Xylella presente in Puglia è uguale a quella in Costa Rica. Un viaggio davvero lungo, se si pensa che l’insetto vettore al massimo vola per un centinaio di metri o poco più, sfruttando i venti. L’ipotesi più probabile è che la Xylella sia arrivata con una pianta già infetta. Il problema più grande è che a oggi ancora non esiste una terapia per curare le piante malate, una volta infettate sono perse.

  • Articolo redatto da Ludovico Cataldi.

Immagini prese da

Articoli correlati