Uomo e squalo: chi è il mostro?

Purtroppo è innegabile: gli squali sono forse gli animali più odiati, temuti e fraintesi nella storia dell’umanità. Letteralmente demonizzati e presentati come mostri, assassini spietati, mangiatori di uomini e freddi pianificatori di omicidi mirati. In questo, molto ha contribuito il fatto che si tratta di creature che si muovono senza problemi in un mezzo in cui noi, invece, siamo in difficoltà. Sono grandi predatori, spesso non li vediamo arrivare, e un loro attacco può risultare fatale per un fragile essere umano. Tuttavia, il maggiore contributo è arrivato da leggende, racconti, superstizioni, pseudo-documentari e una marea di film (alcuni molto famosi, come il famigerato “Jaws” di Spielberg, conosciuto da noi semplicemente come “Lo Squalo”) che narrano il falso.

squalo
La verdesca (Prionace glauca) è uno degli squali ancora relativamente comuni nel nostro mare

Il problema, in questo caso, non è il film in sè ma come le persone ignoranti, menti suggestionabili, lo interpretano. Evidentemente incapaci di capire che si tratta di finzione, milioni di spettatori hanno cominciato a temere irrazionalmente gli squali. E non c’è niente di più sbagliato, perchè sono creature eccezionali e che hanno un ruolo cruciale nell’equilibrio del mare. Senza i grandi predatori, una catena alimentare va a farsi benedire: dopotutto, lo sanno anche i bambini.

Molto va ancora chiarito sulla relazione uomo-squalo, e dobbiamo tuttora capire la ragione di molti dei loro comportamenti. A volte questi animali possono attaccare senza apparente motivo, altre volte la causa è riconducibile a comportamenti sbagliati o avventati dell’uomo. Uno squalo può sentirsi minacciato da alcuni nostri atteggiamenti, può attaccare per sbaglio (credendo magari di attaccare una sua preda abituale), o semplicemente dobbiamo partire dal presupposto che stiamo parlando di grandi predatori territoriali.

spinarolo squalo
Lo spinarolo (Squalus acanthias) arriva regolarmente sulle nostre tavole

Una loro aggressione nei nostri confronti può essere la semplice conseguenza del trovarsi letteralmente a casa loro. Non è possibile pretendere di prevedere esattamente il comportamento di un animale così diverso da noi.

In ogni caso, il concetto è semplice: dobbiamo accettare l’ineluttabile verità che il mare non è nostro, non ci appartiene. Appartiene a loro. E quando ci addentriamo in questo mondo dobbiamo farlo in punta di piedi, rispettando i suoi equilibri e sapendo come comportarci in caso di pericolo.

Non abbiamo il diritto di sterminare una specie animale solo perchè rappresenta una minaccia (anche minima) per noi o per il nostro portafogli. Si tratta di capire che anche noi, come ogni altro animale, abbiamo un posto nel mondo e dobbiamo imparare ad accettare le altre specie e a convivere con esse in armonia.

Di certo, se gli squali ci considerassero una preda, ogni estate solo sulle coste italiane ci sarebbero delle vere e proprie stragi di bagnanti. Invece non accade mai nulla, e per alcuni potrà sembrare strano, poichè anche nel Mediterraneo vivono svariate specie di squali, alcune anche piuttosto comuni (basti pensare alla verdesca, Prionace glauca). Questi squali ci nuotano accanto, il 99% delle volte non ce ne accorgiamo, ma non si curano minimamente di noi.

carcasse di squali
Ogni giorno, in ogni parte del mondo, ha luogo una vera e propria strage di squali. Ogni anno muoiono milioni di esemplari a causa dell’uomo

Se qualcuno deve avere paura, semmai quelli sono gli squali. Ogni anno l’uomo è il responsabile della morte di milioni e milioni di questi animali. Le cause sono le più svariate. Gli squali vengono uccisi direttamente per essere mangiati. Ebbene sì, in barba ai luoghi comuni siamo noi a mangiare carne di squalo e non viceversa.

Quotidianamente, tantissimi squali finiscono a tranci o a filetti sui banchi di mercati e pescherie. Privati della pelle e chiamati con nomi che la gente non conosce, magari anche fantasiosi (vitello di mare, nocciola). Di conseguenza, la gente li compra e se li cucina senza sapere che si tratta di squali. Beata ignoranza. le specie più comuni in pescheria? La verdesca (Prionace glauca), il palombo (Mustelus mustelus), lo spinarolo (Squalus acanthias), lo smeriglio (Lamna nasus). A volte vengono chiamati col loro nome, ma pochi sanno che si tratta di squali (dopotutto, per molti gli squali sono enormi bestioni mangia-uomini). Molti altri squali vengono mutilati vivi, privati delle loro pinne (nella cucina orientale la zuppa di pinne di squalo è considerata una prelibatezza) e rigettati in mare, dove muoiono dissanguati fra atroci sofferenze.

Poi ci sono gli esemplari cacciati per “pesca sportiva”, quelli che muoiono accidentalmente nelle reti da pesca, quelli che restano vittime dell’alterazione del loro habitat, dell’inquinamento, dell’eccessiva pesca delle loro prede. In alcune zone del mondo, alcune specie di squali si sono ridotte del 98%. I mari si stanno svuotando, e questi animali hanno difficoltà a ripopolare le zone da cui sono spariti perchè si tratta di pesci longevi e dai ritmi riproduttivi bassi e lenti. Forse, quando nel mare non esisteranno più squali, ci renderemo conto della vergognosa strage che stiamo perpetrando. Chi è il mostro?

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