Un Lavoro da Biologo: l’Acquarista

Bentornati a questa nuova puntata della rubrica “Un Lavoro da Biologo”, che intende spiegare per filo e per segno quali sono le prospettive di carriera per chi sceglie di studiare le Scienze della Vita (Biologia, Scienze Naturali, Biotecnologie). Oggi scopriremo che dietro alle vetrate delle vasche di ogni grande acquario aperto al pubblico ci sono dei biologi che svolgono la mansione chiamata, senza grande fantasia, dell’Acquarista. Ci racconta la sua esperienza nel ruolo Federico Chieppa.

In che ambito è inserita questa figura

Gli acquari sono dei “musei viventi”, come anche gli zoo, dedicati ad ospitare forme di vita sia marine che di acqua dolce.

La maggior parte di loro nascono per svolgere principalmente una funzione commerciale: molti sono privati, appartengono a delle multinazionali dell’intrattenimento e sorgono all’interno di parchi giochi o in altri contesti turistici con lo scopo di attrarre il maggior numero possibile di visitatori paganti.

Un’altra loro importante funzione è però il ruolo che possono svolgere nella didattica. Oltre a turisti e curiosi sono frequentati infatti da scolaresche che vengono condotte in visite guidate per sensibilizzare le nuove generazioni a problemi urgenti come l’inquinamento dei mari, i cambiamenti climatici o anche solo mostrare loro da vicino la biodiversità acquatica.

Solo alcuni tra i più importanti e di maggiori dimensioni svolgono invece anche delle funzioni scientifiche e di supporto agli sforzi di tutela ambientale. Possono per esempio essere utilizzati come stazioni di riabilitazione per la fauna marina ferita, oppure ospitano collaborazioni con le università per lo svolgimento di tesi sperimentali che riguardano gli organismi ospitati.

Quale che sia la sua principale vocazione, un Acquario è un insieme di ambienti acquatici trasferiti sulla terraferma: una struttura complessa che deve essere gestita quotidianamente per garantirne il corretto funzionamento come anche il benessere delle specie ospitate.

Chi si occupa dell’aspetto pratico di questa gestione è la figura dell’Acquarista.

Chi è l’Acquarista

Principalmente un acquarista si occupa della cura degli ospiti animali dell’acquario e della manutenzione delle vasche.

È suo dovere controllare routinariamente lo stato di salute degli animali e provvedere alla loro alimentazione. Ogni vasca contiene specie con bisogni nutritivi differenti, cosa di cui tiene conto nella preparazione e nella somministrazione del mangime.

Quando individua degli esemplari malati questi vengono isolati in vasche dette di quarantena dove somministra loro i farmaci appropriati fino alla totale guarigione. Qui stazionano anche gli esemplari nuovi, appena importati da altri acquari, allevamenti oppure presi dal loro habitat naturale, che vi rimarranno finché il loro stato sanitario sia accertato per evitare che portino con sé parassiti o patogeni.

È importante sottolineare che solamente il veterinario incaricato di vigilare sulla salute degli animali può effettuare diagnosi e decidere terapie, pertanto sarà a lui che l’acquarista riporterà i segni clinici ritrovati e solamente su sua prescrizione potrà somministrare farmaci nel mangime, tramite iniezione oppure versandoli direttamente nell’acqua della vasca.

Alcune specie vengono attivamente assistite per far loro completare il ciclo vitale fornendo delle vasche di nursery con condizioni appropriate, come può capitare per esempio con i cavallucci marini o le meduse.

Per svolgere le loro funzioni, le vasche e gli ambienti acquatici ricostruiti al loro interno devono fornire condizioni chimico-fisiche il più possibile costanti. Temperatura, pH, salinità e durezza dell’acqua, gas disciolti, contenuto in nutrienti e sostanze di scarto o sottoprodotti della decomposizione della materia organica devono quindi essere costantemente tenute sotto controllo per evitare danni alla salute degli animali.

Ogni vasca è dotata di una pompa che permette il ricircolo dell’acqua attraverso una stazione di monitoraggio e depurazione che la filtra, elimina le impurità proteiche tramite un gorgogliatore detto “Protein Skimmer” e la sterilizza con delle radiazioni ultraviolette per eliminare la componente batterica, potenzialmente dannosa.

Compito dell’acquarista è controllare quotidianamente che i valori registrati dei parametri più importanti siano corretti per il tipo di ambiente ricreato. Ad esempio vasche di mare richiederanno salinità e pH costanti a valori differenti rispetto a quelle che ricreano ambienti lacustri.

Delle operazioni molto frequenti nella manutenzione delle vasche sono inoltre la pulizia delle vetrate con spatoline o spugne, internamente per liberarle dai biofilm di alghe e batteri ed esternamente per rimuovere tracce lasciate dai visitatori, come anche la sifonatura del fondale con un tubo aspirante per rimuovere il sedimento organico che decomponendosi rischia di alterare le condizioni chimico-fisiche dell’ambiente riprodotto nella vasca.

L’acqua salata per le vasche che riproducono ambienti marini viene preparata a parte, in una cisterna dedicata che funge da sorgente. Conoscendo i volumi di acqua e sale che vi vengono immessi è possibile ottenere acqua ad una salinità nota che viene poi diluita all’immissione secondo le necessità di ogni specifica vasca per ottenere, per esempio, le salinità minori di ambienti di foce.

Chi lo può fare

Per ricoprire la mansione di acquarista vengono ricercati soprattutto biologi e naturalisti che si siano specializzati in ambienti acquatici. Un imprescindibile requisito aggiuntivo, talora valutato piú di una formazione teorica specifica, è però essere in possesso del diploma di immersione subacquea. Questo permette di operare all’interno delle vasche e di soccorrere all’occorrenza dei colleghi che durante le operazioni abbiano riscontrato dei problemi o subito malori.

Cosa aspettarsi

In ogni lavoro nel quale ci si debba prendere cura di animali non sono previsti giorni di riposo generalizzato per fine settimana o giorni festivi, e il mestiere dell’acquarista non fa eccezione.
Dal momento che ogni giorno qualcuno deve essere presente a prendersi cura delle vasche gli acquaristi si organizzano in turni che spesso non hanno una cadenza e durata regolare, non permettendo quindi di far convivere questo lavoro con eventuali altre attività.

Pur richiedendo delle qualifiche specifiche per accedere alla mansione, quello dell’acquarista è un lavoro molto pratico: può essere considerato come un operaio specializzato.
Questa percepita dissonanza tra bagaglio di formazione e realtà della pratica lavorativa, unitamente alle retribuzioni non elevate, fa sì che vi sia un turnover elevato tra gli acquaristi, rendendola una mansione tipica di giovani laureati in attesa di altre opportunità.

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