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Un lavoro da Biologo: il Formulatore Erboristico

Eccoci alla seconda puntata di “Un lavoro da Biologo”, la rubrica nata per chiarire a chi si appresta a scegliere la facoltà alla quale iscriversi quali carriere vengano aperte dal conseguimento di una laurea in ambito Scienze della Vita. Oggi parliamo della professione del Formulatore Erboristico.

Ci ha narra della sua esperienza in questo ruolo Selene Acconci, che lavora per conto di una piccola-media azienda alimentare specializzata in caffè in cialda e tisane.

Il formulatore erboristico

Il mercato erboristico nasce da una tradizione antica come la storia umana, di utilizzare le piante per via dei loro effetti sulla nostra fisiologia. Un tempo erano, infatti, gli unici farmaci disponibili, gli unici stimolanti (uno su tutti il caffè) e l’unico modo per produrre bevande dal gusto piacevole.

Dai tempi della genesi del rito del tè delle 17 in poi il gusto dei consumatori per le tisane non ha mai accennato a calare, ed ecco che cresce quindi l’interesse da parte delle industrie alimentari nel proporre delle formulazioni sempre nuove, capaci di affiancare alle proprietà fitoterapiche dei principali metaboliti contenuti in ogni determinata essenza vegetale anche delle caratteristiche organolettiche che siano di appeal per il consumatore finale.

È qui che entra in gioco la figura del Formulatore Erboristico, un operatore di Ricerca e Sviluppo che non fa uso di strumentazioni o tecniche sofisticate ma che deve possedere una buona conoscenza dei principali metaboliti vegetali di interesse fitoterapico, dei loro effetti sulla salute umana e delle caratteristiche sensoriali degli estratti di ogni determinata pianta.

Il mestiere del Formulatore può essere svolto anche da casa. In tal caso il professionista si interfaccia con un referente interno alla ditta che può essere il Direttore Commerciale o il proprietario.

Un Formulatore segueo le linee di indirizzo dell’azienda. Per esempio, una direttiva comune è utilizzare necessariamente una determinata essenza perché i consumatori la collegano a uno specifico periodo dell’anno. Stando in quesi limiti, opera con grande autonomia. Ordina dai fornitori gli ingredienti che intende utilizzare e li macina per triturarli in frammenti della grandezza richiesta dalle specifiche della ditta.

Le due misure più utilizzate sono denominate, dall’uso che ne viene fatto, “Taglia Filtro” e “Taglia Tisana”.

Inizia poi la fase di sperimentazione vera e propria:  il Formulatore in primis crea delle miscele con percentuali variabili degli ingredienti che intende utilizzare prendendone accuratamente nota, quindi imbusta queste miscele in bustine da tisana vuote, prepara la tisana e assaggia in prima persona il risultato dei suoi sforzi.

Se questo lo soddisfa il gioco non è però ancora fatto!
Sarà suo compito organizzare un campione di assaggiatori abbastanza numeroso e rappresentativo della popolazione dei consumatori per ricevere il loro feedback sulla nuova miscela.
Solo una volta che è stato ottenuto un giudizio complessivamente positivo potrà consegnare il prodotto finito all’azienda, che lo porterà quindi in produzione.

Chi lo può fare?

Il lavoro del Formulatore Erboristico richiede una ottima conoscenza delle specie vegetali contenenti dei metaboliti utili per il trattamento di sintomi di malattie umane, per la loro cura oppure aventi delle proprietà psicotrope.

Anche nozioni di fisiologia umana sono utili a prevedere le interazioni tra questi metaboliti una volta assunti per via orale perché ad esempio, racconta Selene, uno stesso metabolita può essere molto più facilmente assimilato da parte del corpo se associato ad un altro piuttosto che da solo (la curcumina derivante dalla radice della curcuma diventa più biodisponibile in associazione con la piperina del pepe nero ben del 2000 per cento!!).

Esiste un corso di laurea apposito che prepara in queste discipline, ovvero Scienze Erboristiche. Anche numerosi indirizzi dei corsi di laurea in Biologia e Scienze Naturali permettono di approfondire le medesime tematiche.

Cosa aspettarsi?

Un Formulatore Erboristico ha ampi gradi di libertà, soprattutto se lavora per aziende che gli richiedono di formulare di nuove linee di prodotto.

La stessa mansione può essere svolta all’interno delle erboristerie, dove però perde quasi completamente la propria caratterizzazione come mansione di Ricerca e Sviluppo. Risulta infatti molto più concentrata sull’esecuzione di ricette già consolidate e sulla loro commercializzazione al consumatore, richiedendo quindi buone capacità comunicative utili al marketing diretto.

Questa professione è una delle più gettonate tra i neolaureati come occupazione “ponte”, soprattutto presso catene di erboristerie.

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