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Tanatologia animale: gli animali percepiscono la morte?

Alla base dell’etologia, la scienza che studia il comportamento animale, c’è la ricerca della percezione animale nei confronti del loro ambiente, sia fisico che sociale. Tuttavia, è difficile riuscire a studiare le emozioni e le percezioni che caratterizzano la vita di un animale. Questa difficoltà si basa su due problemi principali: non possiamo sapere cosa pensa esattamente un animale e spesso le situazioni in esame sono difficilmente osservabili, perché rare o non comuni.

Tuttavia, la letteratura riguardo la percezione e l’emotività animale è piuttosto fiorente, e negli ultimi anni sta avendo il giusto riconoscimento. Lo studio della percezione animale si basa sulla comparazione oggettiva dei comportamenti di un animale in diverse situazioni, e la possibile motivazione che spinge un animale a fare determinate azioni.

In questo articolo cercheremo di indagare come gli animali percepiscono la morte di un membro del proprio gruppo. In particolar modo, rifletteremo sul caso di Noel e Thomas  e sull’infant corpose carrying, o trasporto del cadavere dell’infante, nel chacma baboon (Papio ursinus).

Gelada theropithecus
Una femmina di gelada con un piccolo.

Tanatologia animale

La tanatologia è la scienza che studia la morte di un individuo, con la successiva modificazione del corpo. Possiamo porci la domanda: “Esiste la tanatologia animale?“. Non possiamo essere certi di come un animale percepisca la morte di un proprio compagno.

Tuttavia, la tanatologia animale metterebbe in risalto un processo cognitivo piuttosto complesso, cioè capire che un altro individuo è morto (conoscenza dello stato di un’altro individuo), mentre lui è in vita (conoscenza di sé stessi e del proprio stato).

Il caso degli scimpanzé Thomas e Noel

Un articolo di Leeuwen (2016) riporta un caso singolare accaduto in un santuario di scimpanzé in Zambia (Chimfunshi Wildlife Orphanage Trust). Dopo la morte di un membro anziano del gruppo (Thomas), molti membri della comunità si sono avvicinati al cadavere, ma solo in pochi si sono fermati per esaminare il corpo. Per “esaminare” (o inspect, come descritto nell’etogramma dell’articolo) intendiamo l’ispezione fisica manuale del corpo con o senza oggetti. Questo comportamento indica un interesse profondo che si radica nella curiosità e nell’esplorazione, e quindi l’intento di capire/sfruttare la possibile risorsa o oggetto.

Tra questi c’era Noel, una femmina che spendeva molto tempo insieme a Thomas, e con cui aveva un forte legame affiliativo (grooming) e ludico. Noel prese un filo d’erba e si mise a “pulire i denti” al cadavere di Thomas. Il comportamento di pulire i denti ad un altro individuo (vivo) è una pratica che è stata osservata negli scimpanzé, ed indica un forte legame tra i due animale perché è necessario un ottimo livello di fiducia.

Noel voleva prendere del cibo incastrato nei denti di Thomas (ipotesi alimentare)? In cattività gli animali hanno cibo in abbondanza. In particolar modo, il keeper del santuario chiamò gli animali per recuperare il corpo di Thomas, ma Noel non si spostò dal cadavere[3]. Un’altra ipotesi, che necessita di ulteriori accertamenti, è quello di un “grooming compassionevole”. Simile al tocco delle ossa negli elefanti, gli scimpanzé dimostrerebbero un certo grado di empatia, riconoscendo la morte di un membro del gruppo con cui avevano un forte legame sociale e dimostrando un certo grado di compassione, attraverso comportamenti affiliativi come il grooming.

Gli autori indicano che la reazione alla morte di Thomas è diversa da quella che è avvenuta un anno prima con la morte di un piccolo[2]. Questa differenza potrebbe significare una visione diversa (differenziale) della morte, data dall’età e dall’inclusione di un individuo all’interno del gruppo. In poche parole, gli scimpanzé sarebbero in grado di capire cos’è la morte, e di associargli un importanza diversa in base all’individuo.

Infant corpse carrying nel babbuino nero

Recentemente Carter (2020) ha pubblicato sulla rivista Royal Society un articolo che esamina il fenomeno dell’infant corpose carrying nel babbuino nero (Papio ursinus), ovvero il trasporto del proprio infante deceduto. Questo comportamento è stato osservato in diversi animali, tra cui scimpanzé (Pan troglodytes), gelada (Theropithecus gelada) e macaco giapponese (Macaca fuscata). Le principali ipotesi comprendono fattori estrinseci ed intrinseci.

Tra i fattori estrinseci possiamo ipotizzare che ambienti freddi e secchi conservino meglio il corpo, e quindi il trasporto durerebbe di più nel tempo.  I fattori intrinseci possono essere leggermente più complessi, perché prendono in esame i fattori cognitivi.

In generale possiamo chiederci:

  • l’animale è consapevole o meno che il proprio piccolo è deceduto (unawareness hypothesis)?
  • l’esperienza della madre incide sulla quantità del trasporto (learning-to-mother hypothesis o Parity hypothesis)?;
  • si registrano alti livelli di ormoni materni (hormonal hypothesis)?
  • la madre, consapevole della morte del figlio, elabora il lutto (grief-management hypothesis)?
  • il legame madre-figlio incide (social-bonds hypothesis)?
Esempio di infant carrying.
Esempio di infant carrying.

Gli autori sono propensi verso la strada della “consapevolezza”, cioè la madre, o altri soggetti, sono consapevoli della morte del piccolo. Questa conoscenza può dipendere dal fatto che nel trasporto sono presenti alcuni comportamenti rari quando il piccolo è in vita, come trascinarli sul terreno con una mano, trasportarli con la bocca o la pulizia orale e delle ferite. Come nel caso precedente, anche in questo articolo sono stati osservati due casi in cui un individuo ha esaminato, attraverso una sorta di pulizia dentale, la bocca di un infante post-mortem. Questo comportamento è stato osservato anche in Macaca tonkeana, Macaca radiata e Pan troglodytes.

Conclusione

In questo articolo abbiamo visto che gli animali possono percepire in qualche modo la morte di un altro soggetto. Purtroppo, la natura aneddotica di queste osservazioni limitano la robustezza delle ipotesi formulate, e di conseguenza anche le analisi che vengono utilizzate per provarle. Tuttavia, lo studio di una possibile tanatologia animale, intesa come la conoscenza dell’animale della morte, ci permette di scavare più a fondo nei processi cognitivi degli animali ed intuire, in qualche modo, il loro pensiero.

Referenze

  1. Carter A., Baniel A., Cowlishaw G., Huchard E. “Baboon thanatology: responses of filial and non-filial group members to infants’ corpses“, (2020). R. Soc. open sci. 7: 192206.
  2. Van Leuween E. J. C., Mulenga I. C., Bodamer M. D., Cronin K. A. “Chimpanzees’ responses to the dead body of a 9‐year‐old group member“, (2016). American journal of primatology 78(9): 914-922;
  3. Van Leuween E. J. C., Cronin K. A., Haun D. B. M. “Tool use for corpse cleaning in chimpanzees“, (2017). Scientific Reports Volume 744091.
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