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Svezzamento nel bambino: le ultime linee guida

Cos'è lo svezzamento o, meglio, il divezzamento?

Il divezzamento (dal termine anglosassone “weaning”), o svezzamento, consiste nell’abituare il bambino ad assumere alimenti in maniera diversa dal succhiare al seno a partire dai 6-8 mesi. Questa è infatti la tempistica con cui il latte inizia a perdere gradualmente la sua completezza per alcune vitamine e sali minerali. Con l’introduzione, altrettanto graduale di altri alimenti, definiti per questo complementari, è possibile supplire a queste progressive carenze e garantire al bambino una nutrizione adeguata e quindi un accrescimento regolare.

Il divezzamento

Cosa avviene prima: l’allattamento al seno

Il latte materno garantisce una nutrizione ed uno sviluppo ideale poiché offre sia al bambino sia alla madre effetti positivi sullo stato di salute [1].

Di seguito elenchiamo i benefici per il bambino:

  • ruolo protettivo contro le infezioni gastrointestinali e respiratorie;
  • riduzione dell’incidenza di alcuni tumori pediatrici (in particolare linfomi e leucemie);
  • riduzione del rischio futuro di obesità, di diabete di tipo 2, di malattie cardiovascolari;
  • effetto positivo sullo sviluppo neuro-cognitivo associato alla durata dell’allattamento al seno;

Qui, invece, quelli per la madre:

  • riduzione del rischio di cancro al seno e all’ovaio e del diabete mellito di tipo 2;
  • maggiore capacità in età senile di far fronte all’osteoporosi e alle sue complicanze;
  • opportunità per ritornare più velocemente al peso precedente alla gravidanza considerando la spesa energetica necessaria per la produzione di latte [1] .

Se vuoi saperne di più al riguardo, clicca qui. Nonostante questi vantaggi indiscutibili, per molte donne la ripresa dell’attività lavorativa rappresenta un freno all’allattamento oppure sono ostacolate per motivi fisiologici. A volte potrebbe subentrare un senso di colpa causato proprio dalla impossibilità/incapacità di allattare. Al giorno d’oggi, per venire incontro a queste esigenze, sono disponibili in commercio moltissimi prodotti comparabili al latte materno.

Tutte le altre tipologie di latte, incluso il latte vaccino, non devono essere introdotti assolutamente prima del 12esimo mese di vita perché la composizione risulta troppo diversa rispetto al latte materno o quello formulato [1].

Quando e come iniziare il divezzamento

Le tempistiche consigliate

Con il termine svezzamento s’intende l’aggiunta di cibi solidi e semi-solidi all’alimentazione con solo latte. La pratica non dovrebbe iniziare prima della 17esima settimana di vita del bambino e non oltre la 26esima [1].

Perché è importante rispettarle per il tuo bambino?

Lo svezzamento avviene generalmente quando l’alimentazione lattea da sola non è più sufficiente a soddisfare le richieste nutrizionali del lattante [1], soprattutto per quanto riguarda l’apporto di energia, proteine, ferro, zinco e vitamine ma dipende anche da quando il bambino può accettare il cucchiaino e gestire la deglutizione di cibi densi.

La pratica non deve essere anticipata troppo poiché fino al 3° mese di età è presente un riflesso di estrusione dei solidi a difesa dell’apprato respiratorio del bambino e che viene poi perso dal sesto mese. Dal quarto mese, il rene del bimbo è maturo per concentrare le urine e sopportare l’aumento del carico dei soluti. Anche la mucosa intestinale rispetta queste tempistiche prima di saper interagire con molecole di natura esogena [2].

Anticipare le tempistiche del divezzamento potrebbe aumentare il rischio di diarrea e di manifestazioni allergiche per immaturità intestinale e comportare squilibri nutrizionali. D’altro canto, iniziare troppo tardi, potrebbe causare un ritardo nella crescita, depressione immunitaria e malnutrizione.

Le tempistiche devono comunque essere decise insieme al pediatra di fiducia, valutando le condizioni di salute del bambino e quelle socio-economiche della famiglia. Dobbiamo anche tenere in considerazione che le abitudini legate al divezzamento sono influenzate dalle tradizioni locali e dalla disponibilità di alimenti del continente in cui si vive [1]. Oggi, in Italia, si ritiene che continuare ad allattare al seno anche dopo l’avvio del divezzamento sia positivo [1].

I prodotti del divezzamento

Secondo lo studio “Early macronutrient intake and overweight at five years of age” pubblicato sull’international journal of obesity, il sovrappeso dei genitori è un fattore di rischio maggiore per il sovrappeso dei bambini nei primi 5 anni di vita, ma anche una precoce ed elevata assunzione di proteine può influenzare lo sviluppo di adiposità. Questo vuol dire che la dieta del bambino dallo svezzamento in poi non è da sottovalutare e va ad incidere sullo stato di salute del soggetto quando sarà adulto [3].

Quantità di proteine consigliate

Nei lattanti (6-12 mesi), la quantità di proteine da calcolare è di 1,32 g/kg di peso corporeo al giorno e tende a diminuire andando avanti con l’età, fino a 0,92 g/kg di peso corporeo in media tra femmine e maschi di 17 anni [4].

Categorie alimentari per lo svezzamento del bambino

  • Cereali e derivati: contengono fibra e micronutrienti indispensabili. È consigliabile evitare sia un’introduzione precoce di glutine (<4 mesi) che una troppo tardiva (>7 mesi) e il momento migliore è quando il bambino viene ancora allattato al seno. Scelta consigliata è quella di variare i cereali senza glutine come il mais, il riso e la tapioca con quelli contenente il glutine come il frumento, orzo, avena e altri.
  • Frutta e verdura: introdurre questi alimenti in maniera graduale tenendo in considerazione anche il potere allergizzante. Non esagerare con biete e spinaci dato il loro contenuto in nitrati. Farsi consigliare sempre dal proprio pediatra.
  • Legumi: fonte di carboidrati complessi, fibre, vitamine e minerali. Per creare proteine complete vanno abbinati ai cereali.
  • Latte e derivati: il latte vaccino va introdotto dopo i 12 mesi. Le frequenze di yogurt e formaggi vanno stabiliti con il proprio pediatra in base al bambino.
  • Carne: se il bambino segue una dieta onnivora, la carne è una buona fonte di ferro e zinco, nutrienti che nella dieta del lattante sono carenti.
  • Pesce: fonte di zinco, ferro e iodio. Utili per il contenuto di acidi grassi polinsaturi a lunga catena della serie n-3, tra cui il DHA.
  • Uova: ricche di amminoacidi essenziali.
  • Zucchero e sale: andrebbero evitati per tutto il primo anno di vita e tenuti ridotti durante la crescita. Proteggono il bambino da cattive abitudini alimentari future.

Divezzamento e allergie

La pratica tradizionale consiglia di introdurre un nuovo cibo per volta ed attendere alcuni giorni prima di introdurne un altro, evitare cibi troppo elaborati e non introdurre un nuovo alimento se sono in corso patologie.

Studi recenti [5] evidenziano come l’introduzione precoce degli alimenti anche più allergizzanti (come uova, frutta secca, crostacei) porterebbe all’acquisizione di una tolleranza immunologica, ovvero renderebbe il bambino un soggetto meno allergico. Ciò nonostante, l’età precisa alla quale alcuni allergeni dovrebbero essere introdotti è ancora incerta e non ci sono ancora un numero di studi sufficienti per confermare questa ipotesi.

Consigli pratici per il bambino

Introdurre i primi cibi solidi senza fatica

  • Per il tuo bambino iniziare a mangiare come gli adulti potrà non essere immediato; d’altronde non gli era richiesto quando bastava il latte! Fai diversi tentativi, non mollare, anzi incoraggia e fai fare pratica al bimbo.
  • Non affrettare i tempi.
  • Adattati alle tempistiche del bambino e cerca di capire da lui quando è sazio. Se serra le labbra e gira la testa dall’altra parte insistere non servirà a nulla. Riprova in un’altra occasione.
  • Offri al bimbo un’ampia scelta di cibi di volta in volta, con cottura e consistenze diverse.
  • Lasciagli toccare, annusare e impastare il cibo in serenità. Non sgridarlo se vuole portarsi il cibo alla bocca con le mani.
  • Cerca di non distrarre il bambino mentre mangia, soprattutto con tablet, cellulari e televisione.
  • Lascia che il tuo bimbo ti imiti quando mangi. Spesso è utile sedersi a tavola in famiglia e lasciare che, osservando i gesti, impari dai propri genitori come rapportarsi con il cibo.

Referenze

  1. FAQ – Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia – Ministero della salute
  2. Svezzamento – Ospedale bambino Gesù
  3. Early macronutrient intake and overweight at five years of age – Nature
  4. LARN – Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana: PROTEINE – SINU
  5. Randomized Trial of Introduction of Allergenic Foods in Breast-Fed Infants – New England Journal of Medicine
  6. Your baby’s first solid foods – NHS
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