La Community italiana per le Scienze della Vita

Superstizioni scientifiche – parte seconda

INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO DOCENTI TOGA PROFESSORI UNIVERSITARI TOCCO

Il termine Scienza patologica fu coniato dal chimico-fisico statunitense Irving Langmuir (1881-1957, premio Nobel per la Chimica nel 1932) in una sua conferenza del 1953, 4 anni prima di morire, presso la General Electric, nei cui laboratori di ricerca aveva lavorato per la maggior parte della sua carriera (il testo fu poi divulgato dalla General Electric soltanto 15 anni dopo, nel 1968). Langmuir cita una serie di esempi, in cui, malgrado la perfetta onestà e l’entusiasmo dei protagonisti, si genererebbe un fenomeno psicologico, che si può chiamare “autoinganno”, che condurrebbe a “vedere” dati sperimentali e fenomeni nuovi laddove non ce ne sono. Infatti, tali pseudo-fenomeni non resisterebbero ad analisi ulteriori di altri ricercatori indipendenti.

Le caratteristiche distintive della “scienza patologica”, secondo Langmuir, sono:

  •  l’effetto massimo osservato si produce per una causa di intensità appena misurabile, e l’ampiezza dell’effetto è in pratica indipendente dall’intensità della causa;
  •  l’effetto ha un’ampiezza che prossima al limite di sensibilità dello strumento; oppure sono necessarie molte misure a causa della bassa significatività statistica dei risultati;
  •  l’accuratezza dichiarata è eccezionale;
  •  c’è bisogno di teorie “fantastiche” contrarie all’esperienza;
  •  le critiche sono affrontate con scuse “ad hoc” estemporanee;
  •  il rapporto percentuale tra sostenitori e critici raggiunge circa il 50%, ma poi l’attenzione verso il presunto fenomeno decade gradualmente fino alla totale dimenticanza.

Il premio Nobel per la Fisica Brian Josephson, però, fa giustamente notare che la visione “generalmente accettata” di un fenomeno può essere sbagliata in due modi:

1) un fenomeno non esistente viene considerato reale (es.°: raggi N, poliacqua, ecc…)

2) un fenomeno reale viene considerato inesistente.

E’ del secondo caso che tratteremo portando alcuni esempi relativamente recenti.

Le meteoriti hanno origine extraterrestre? Tra gli argomenti a favore vi erano gli avvistamenti, nonché le pietre trovate sul sito dell’apparente atterraggio, spesso calde. Tra gli argomenti contrari, ma scorretti, erano quelli molto diffusi del tipo: “gli oggetti che cadono dallo spazio contraddicono le leggi della meccanica”, “non ci sono pietre nel cielo al di fuori della Terra”. C’erano poi spiegazioni alternative: le meteore sono illusioni ottiche, oppure sono pietre colpite dai fulmini.
Un motivo di chiarimento finale fu un meteorite abbastanza grande che cadde vicino Parigi.

“un parto della fantasia; vaneggiamenti di un malato grave della malattia della rotazione della crosta e dell’epidemia dello spostamento dei poli; ricerca del tutto fallita; come possa muoversi un continente, formato da uno spessore di ben 35 chilometri di solida roccia, non è mai stato spiegato veramente; (…) non dovremmo prendere sul serio la deriva dei continenti; si tratta del sogno di un grande poeta.”

Gli argomenti a favore, compresi da Wegener già nel 1912, erano che le coste del Sud America e dell’Africa si corrispondono a incastro (già Bacone nel 1620 l’aveva detto), e che si trovano fossili e rocce similari sulle due coste, e che c’è del carbone in Antartide (e quindi alberi nel passato, il che implica un clima molto diverso dall’attuale).

L’argomento contrario: i continenti non possono spostarsi.

Il che ci fa capire quanto facilmente la “comunità scientifica” possa liquidare delle “idee bizzarre”, malgrado siano supportate da forti evidenze. Poi pian piano altre osservazioni geologiche portarono alla teoria della tettonica a placche. Wegener ne parlò fin dal 1912; eppure, ancora 40 anni dopo, cioè fino agli anni ’50 del XX secolo, i commenti degli scienziati di fama erano del calibro di quello sopra citato.

ipocondria-darwin Anche Charles Darwin qualcosa ne sa.

Sino a poco tempo fa non c’era modo di vedere l’evoluzione in corso e fino a poco tempo fa non poteva essere riprodotta. Nulla gli ha vietato però di usare la logica per arrivare a molte conclusioni strabilianti. Anche errori grossolani ma fu lui il primo a mettere i condizionali ovunque necessitassero nella sua esposizione.
Inutile ricordare la resistenza che incontrò. Utile forse ricordare l’ostracismo che ancora oggi incontra.

Il professore di matematica ed astronomia alla Johns Hopkins University, Simon Newcomb, nel 1906 aveva pubblicato un articolo sul The Independent che “dimostrava” scientificamente l’assoluta impossibilità del volo umano a motore, che avrebbe richiesto, a suo dire, la scoperta di qualche nuova forza della natura!! Ciò accadeva non molto più in là dei tempi dei nostri nonni.

Lo stesso Michael Faraday fu accusato di ciarlataneria quando annunciò di poter generare una corrente elettrica semplicemente muovendo un magnete in un avvolgimento.

Che nesso poteva mai esserci tra il notissimo e antichissimo fenomeno del magnetismo e la moderna elettricità?!

Oggi la cosa è più che ovvia, e si utilizza ad esempio nella dinamo che alimenta la lampadina della bicicletta.

Quando Antoine Laurent Lavoisier, il padre della chimica moderna, scoprì che esisteva un gas, l’ossigeno, fondamentale per il fenomeno della combustione, e che la causa fino ad allora individuata, cioè il “flogisto”, invece non esisteva, tutti spararono a zero contro di lui sulle più importanti riviste scientifiche del tempo! Ma, d’altronde, lo stesso Lavoisier aveva i suoi limiti, e li dimostrò tutti quando fu chiamato a pronunciarsi sull’origine delle meteore.

C’erano allora varie teorie sull’origine delle meteore, una delle quali (quella giusta) era quella secondo cui si trattava di pietre che cadevano dal cielo, come oggi sappiamo bene… Lavoisier disse che le meteore non potevano certo essere pietre che cadevano dal cielo per il semplice motivo che tutti sanno che nel cielo le pietre non ci sono… Effettivamente c’era poco da discutere!!
Riguardo le meteore altre obiezioni erano che si sarebbe andati contro le leggi della fisica adducendo come spiegazione ‘reale’ che si trattava di pietre colpite da fulmini, scaraventate in aria e fuse. Di certo non pietre dallo spazio.

La storia di Ignaz Semmelweiss

Nel 1847 questo medico svizzero intuì una cosa che per noi oggi è banale. Perché le partorienti morivano in così gran numero? Perché c’erano diffuse infezioni a causa del fatto che i medici non si lavavano le mani, né disinfettavano gli strumenti! Anzi, spesso, subito dopo aver dissezionato i cadaveri, senza lavarsi le mani, andavano a far partorire le donne!! Ebbene gli altri medici lo trattarono come un folle, per diversi anni.

Pubblicò finalmente un libro: ancora peggio! Infine, fu rinchiuso in manicomio e lì morì a seguito di una ferita conseguente ad una colluttazione con un infermiere e successiva setticemia… L’ironia della sorte.

Bisogna stare attenti ai ciarlatani, specialmente quando ne va della salute, ma ricordate che se un nobel afferma che una scoperta è sicuramente sbagliata…..allora è quasi sicuramente giusta. La statistica insegna.

“La buona coscienza ha la cattiva coscienza come avvio, non come contrario, giacché ogni cosa buona, una volta è stata nuova e di conseguenza insolita, contro il costume, immorale, e, come un verme, ha roso la coscienza del suo fortunato scopritore.”
(Friederich Nietzsche)

Superstizioni scientifiche parte prima: Leggi l’articolo

Approfondimenti:

Articoli correlati