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Storno comune (Sturnus vulgaris)

Ogni volta che vedo uno stormo di storni non riesco a non pensare al famoso film di Hitchcock “Uccelli”. D’accordo, in quel caso si trattava di gabbiani, corvi e cornacchie, ma quando migliaia di uccelli si posano contemporaneamente su tetti e antenne, non riesco proprio a trattenermi. Temuti per i danni che arrecano alle coltivazioni e per la grande quantità di escrementi che depositano su monumenti, arredo urbano e auto parcheggiate, sono stati additati anche come untori.

Pare infatti che i loro escrementi siano un veicolo per parecchie malattie. Un vero e proprio flagello insomma. Ma se proviamo a ribaltare il nostro punto di vista, scopriremo che gli storni sono uccelli molto interessanti e che possiedono caratteristiche eccezionali.

Caratteristiche generali

Lo storno comune (Sturnus vulgaris) è indubbiamente un animale dal grande successo. Estremamente adattabile, pur essendo di origine eurasiatica, ha colonizzato efficacemente il Nord America e l’Australia, dove è stato introdotto dall’uomo a fini ornamentali. Questo ha giustificato il suo inserimento nell’elenco delle 100 specie invasive più dannose del mondo. Ma se da un lato questo causa gravi danni economici ed ambientali, dall’altro ci spinge a chiederci quale sia il segreto di un tale successo.

Storno comune (Sturnus vulgaris)
Storno comune (Sturnus vulgaris)

Innanzitutto l’habitat di questo uccello è costituito da pascoli ed aree coltivate, oltre che dalle zone urbane a cui ha imparato efficacemente ad adattarsi, grazie a zampe robuste per camminare su terreni scoperti ed ali triangolari per volare in grandi spazi aperti. L’espansione del suo areale va quindi di pari passo con l’espansione antropica: più spazio viene sottratto a boschi e foreste, più spazio vitale viene fornito agli storni.

Per quanto riguarda poi il comportamento migratorio, gli storni si spostano solo se le condizioni diventano molto sfavorevoli, ad esempio se non riescono più a reperire del cibo, cosa che però essendo onnivori succede più difficilmente che in altre specie. In questo modo si ha il vantaggio di diminuire il tasso di mortalità dovuto ai lunghi spostamenti. Consideriamo l’Europa: le popolazioni residenti nei territori del nord migreranno verso sud, aggiungendosi a quelle che già risiedono nei territori meridionali e che invece non migrano affatto, dato che le condizioni ambientali lo permettono.

Ecco perché in Italia troviamo gli storni tutto l’anno, ma vediamo gli stormi di maggiori dimensioni solo in autunno e inverno. Ci sono poi altre caratteristiche che spiegano il grande successo di questi uccelli e che derivano dalla loro spiccata capacità di adattamento.

Alimentazione

Gli storni sono animali pressoché onnivori e quindi estremamente adattabili dal punto di vista alimentare. Il loro becco infatti non è molto specializzato, vale a dire che la sua forma non è collegata al consumo di un alimento specifico. Per essere precisi, lo storno viene classificato come opportunista alimentare: è cioè in grado di nutrirsi di una vasta gamma di cibi in base alle condizioni in cui si trova.

In particolare, lo storno si nutre di cibo di origine animale quando è più abbondante, cioè principalmente in primavera, mentre in autunno ed inverno consuma una percentuale molto più alta di cibo vegetale. Questa adattabilità alimentare si ripercuote sul suo intestino, che si allunga e accorcia in base ai tempi di digestione richiesti, più lunghi per i cibi di origine vegetale.

Costruzione del nido

Inoltre gli storni mostrano una grande capacità di adattamento anche per quanto riguarda la costruzione del nido. Questi animali infatti difficilmente costruiscono i loro nidi all’aperto, prediligendo invece gli spazi chiusi, come aperture nel legno, buchi nel suolo, anfratti nei tetti delle case. Non fanno certo gli schizzinosi: se il punto prescelto è la tana di altri animali, gli storni possono diventare molto aggressivi, scacciando i legittimi occupanti e conquistando così un nido sicuro. Nidificare in spazi riparati aumenta le probabilità che i pulcini sopravvivano, essendo essi meno esposti ai predatori ed alle condizioni climatiche avverse.

E per quanto riguarda le dinamiche di gruppo?

Più siamo, meglio è

Vi sarete accorti che gli storni sono animali molto gregari: si muovono in stormi enormi, composti da migliaia di individui. Le ragioni a favore di numeri simili sono molte.

Innanzitutto vivere in gruppi così numerosi aiuta a difendersi dai predatori, sia durante il volo, sia durante l’alimentazione. Se proviamo ad immaginare un uccello che si alimenta, capiamo subito che non riuscirà a controllare l’arrivo di eventuali predatori mentre è intento a consumare un buon pasto. Ci sarà quindi un momento in cui si guarderà intorno ed un momento in cui sarà distratto dal cibo. Se però, invece di essere da solo, l’animale si trova in gruppo, la probabilità che mentre un esemplare si nutre qualcun altro stia controllando i dintorni si alza, rendendo l’alimentazione molto più sicura. Questo è esattamente ciò che accade negli storni e, naturalmente, più è grande lo stormo più aumenta il beneficio.

Inoltre, in questo modo, il singolo animale può trascorrere più tempo ad alimentarsi che a vigilare, dato che la probabilità che qualche altro membro dello stormo stia sorvegliando aumenta. E in caso non si riuscisse a sventare l’attacco di un predatore? Più lo stormo è grande, più è probabile che ad essere catturato sia qualcun altro. Egoistico ma funzionale.

Sembrerebbe infine che vivere in gruppo favorisca lo scambio di informazioni alimentari tra uccelli. Ad esempio, osservare compagni di stormo alimentarsi può garantire informazioni dirette su eventuali fonti di cibo. A questo punto, dopo una lunga giornata dedicata al cibo, gli storni si concedono un meritato riposo, ancora una volta con tecniche sorprendenti.

Dormitori collettivi

Se gli stormi di storni alle prese con il foraggiamento ci sembrano grandi, che dire degli assembramenti che si formano all’imbrunire? I dormitori, cioè i luoghi dove gli storni si raggruppano dopo una giornata di foraggiamento, riuniscono infatti più di uno stormo, raggiungendo numerosità vertiginose: possono essere composti anche da milioni di individui.

I diversi stormi si radunano a una certa distanza dal dormitorio, in modo da atterrare in massa sulla zona prescelta. Questo avviene poiché, dato che i dormitori migliori vengono utilizzati per anni, i predatori attendono fiduciosi l’arrivo delle loro potenziali prede. Arrivare al dormitorio in massa garantisce agli storni ottime probabilità di sopravvivenza, massimizzando i vantaggi della vita in gruppo.

Infine, c’è un’altra particolarità legata ai dormitori, forse la caratteristica più stupefacente degli storni. Spesso prima di atterrare su un dormitorio i milioni di individui che si sono riuniti si esibiscono in evoluzioni aeree incredibili, che lasciano a bocca aperta. Viene naturale chiedersi come facciano così tanti animali a muoversi all’unisono in maniera tanto veloce e precisa. Pare che uno dei motivi sia da ricercare nella colorazione di questi uccelli.

Le penne iridescenti, il cui colore cambia in base all’inclinazione dell’ala, sembrano infatti avere un ruolo nella sincronizzazione dei movimenti collettivi. Naturalmente queste esibizioni non servono a dare spettacolo, ma vengono attuate per ragioni precise, prima fra tutte quella di depistare i predatori. Quante caratteristiche interessanti allora si nascondono in questi piccoli uccelli.

Certo, i problemi che arrecano sono reali, sia nei confronti delle specie autoctone laddove sono stati introdotti, sia nei confronti degli esseri umani. Tuttavia, mentre cerchiamo un modo per arginarli e convivere pacificamente con loro, possiamo provare ad apprezzarne le particolarità.

Bibliografia

  • National Geographic, Vita segreta degli storni, di Alessandro Montemaggiori, dicembre 2018
  • Risposte collettive antipredatorie nello storno (Sturnus vulgaris): studi di campo e di laboratorio. Tesi di laurea specialistica in Ecologia di Francesca Zoratto, Università degli Studi di Parma.

Risorse

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