Specie chiave di volta: cosa sono e perché preservarle

In campo scientifico si parla spesso della conservazione di specie chiave di volta. Ma di cosa si tratta? E perché gli studiosi sono così interessati alla loro protezione?

Definizione

Per specie chiave di volta (o “specie chiave”) si intendono tutte le specie (animali, vegetali o fungine) con un forte impatto nel loro territorio, in base al loro numero. Le specie chiave di volta svolgono dunque il ruolo di stabilizzatore negli ecosistemi: la loro mancanza porterebbe ad un forte sbilancio ecologico, provocando gravi cascate trofiche. Preservando quindi questi organismi si hanno indirettamente grandi effetti positivi su interi habitat. Le specie chiave sono principalmente animali carnivori in cima alla catena alimentare, ma includono anche erbivori e carnivori di piccola taglia.

Esempi tipici di specie chiave

Il lupo

Dove è presente, il lupo grigio (Canis lupus) svolge il ruolo di predatore apice, controllando il numero di ungulati erbivori. Grazie alla predazione i lupi portano inoltre all’aumento di carcasse, favorendo la presenza di specie necrofaghe come avvoltoi, aquile, orsi e corvidi. Il controllo degli erbivori porta anche all’aumento di alberatura nelle zone fluviali, permettendo il sostentamento dei castori.

I castori a loro volta sono considerati un’altra specie chiave, poiché contribuiscono alla creazione di micro-habitat per pesci, insetti e piccoli mammiferi grazie alla creazione di dighe. La gestione del numero di erbivori porta inoltre a una riduzione delle loro incursioni nei campi, riducendo i danni alle colture. Il lupo è anche capace nel bilanciare il numero dei predatori di media taglia, che rarefacendosi determineranno l’aumento dei micro-vertebrati (roditori, uccelli, lagomorfi, anfibi, etc.).

Schema esemplificativo dei benefici portati dal lupo in Europa (Fonte: The European Wilderness Society PDF)

Stelle marine

Nonostante non si tratti di un predatore in cima alla catena alimentare, molte specie di stella marina sono considerate specie chiave negli ecosistemi marini. Rimuovendo questi animali dal loro habitat si ha un aumento drastico delle sue prede tipiche (ricci e lumache di mare), che causano la distruzione delle foreste di kelp e delle intere faune ittiche legate ad esse.

Stelle marine come Pisaster ochraceus svolgono un ruolo di grande spessore nelle foreste di kelp (Crediti: Karoline Cullen)

Il coniglio selvatico

Può sembrare strano, ma anche il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) è una specie chiave. L’importanza dell’animale si è potuta ben notare dopo le stragi epidemiche in tutta Europa che hanno decimato la specie, dovute principalmente alla mixomatosi e caccia incontrollata. La rarefazione del coniglio portò in Spagna a una progressiva diminuzione della lince, suo tipico predatore. Con meno linci in giro le volpi divennero più comuni, aumentando la pressione predatoria verso gli uccelli galliformi e sui pochi conigli rimasti.

Close Up Photography of Brown Rabbit
Grazie alla sua alta densità popolativa, il coniglio selvatico è la principale fonte alimentare di moltissimi predatori

L’elefante africano

L’elefante africano (Loxodonta africana) è una specie chiave di grandissimo spessore in Africa, capace nel modificare drasticamente l’ambiente circostante. Consumando ingenti quantità di arbusti e piccoli alberi gli elefanti rallentano l’espansione vegetale; ciò evita la creazione di ambienti chiusi, mantenendo l’intero bioma savanico.

Alcune piante, come il dattero del deserto, sono molto legate alla presenza degli elefanti, essendo i loro principali dispersori. Inoltre, grazie alla loro mole, gli elefanti possono sostentare più facilmente i grandi felini africani e le specie necrofaghe.

Elefanti africani in ambiente savanico (crediti:Joel Sartore, National Geographic)
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