Servizi ecosistemici e cicli biogeochimici

Per servizi ecosistemici si intendono i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano. Questo filone dell’Ecologia studia i prodotti del funzionamento degli ecosistemi, per esempio l’ossigeno è un servizio ecosistemico fornito dai produttori primari in maniera inconsapevole.

Ci sono i seguenti tipi di servizi ecosistemici individuati da Robert Costanza, un economo-ecologo che si occupa dell’aspetto monetario che rappresentano questi servizi ecosistemici:

  • Servizi di approvigionamento: sia per gli animali che per l’uomo, un esempio è la pesca
  • Servizi di regolazione: insieme ai servizi di supporto sono fondamentali per il sostenimento della vita, la regolazione del clima, acqua, rifiuti, impollinazione e del controllo biologico preda-predatore (permette nell’agricoltura di non usare pesticidi)
  • Servizi di supporto: come il ciclo dei nutrienti (in ecologia sono inorganici) quindi per esempio il sequestro del carbonio da parte delle foreste, la dispersione dei semi col vento, la formazione del suolo (richiede 10 anni) a partire da materia organica e la mineralizzazione
  • Servizi culturali: per esempio i parchi

Esiste una relazione diretta tra servizi ecosistemici e biodiversità, quest’ultima infatti se è elevata aumenta i servizi ecosistemici.

Cicli Biogeochimici

I cicli biogeochimici riguardano la movimentazione, per lo più circolare, di elementi chimici attraverso elementi biotici e abiotici. In ogni ciclo bio-geo-chimico distinguiamo un pool labile o di scambio e un pool di riserva. Il pool è una quantità associata ad un compartimento. Il pool labile passa dal compartimento abiotico a quello biotico, è un pool più piccolo dell’altro e molto più attivo. Il pool di riserva è molto vasto, poco attivo e generalmente non biotico.

Ci sono tre tipi diversi di cicli:

  • Cicli gassosi: vi rientrano quegli elementi che hanno il pool di riserva nell’atmosfera o nell’idrosfera, tra questi abbiamo C, O e N. L’azoto è l’unico che ha il suo pool di riserva completamente nell’atmosfera
  • Cicli sedimentari: hanno il pool di riserva nella litosfera (crosta terrestre e sedimenti marini, i sedimenti tendono a seguire il ciclo idrogeologico, quando questi finiscono in mare vi rimangono segregati perché non hanno una forma volatile), ad esempio il P
  • Cicli misti: per esempio lo S ha parte del suo pool di riserva nell’oceano come solfato e parte nella litosfera nella roccia piritica
Le proporzioni dei macronutrienti inorganici sono le seguenti: C>O>N>P>S.

Lo schema dei cicli biogeochimici è a carattere circolare e viene innescato da un input (di materiali non di energia) esterno all’ecosistema. I produttori primari captano e mettono in circolo nutrienti e minerali (veicolano dia materiali che energia). I materiali possono provenire da un input esterno o dal riciclo di materia organica nel suolo. Una componente può anche abbandonare l’ecosistema attraverso, per esempio, il dilavamento → un’alluvione porta via i minerali dall’ecosistema. In tutti i cicli troviamo un input, una ciclizzazione e un output.

Fonte: Elementi di ecologia, di Thomas M. Smith e Robert L. Smith. Pearson editore.

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