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Salvia: proprietà e controindicazioni

La Salvia officinalis e le sua proprietà terapeutiche

La salvia (Salvia officinalis L.), altrimenti nota con il nome di salvia comune o salvia dalmata, è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiacee[1].

La Salvia officinalis L.

S. officinalis L. Credit to Pixabay (https://pixabay.com).
S. officinalis L. Credit to Pixabay (https://pixabay.com).

Questa pianta cespugliosa è un sempreverde che può raggiungere i 100 centimetri di altezza. Le sue foglie sono oblunghe, verde-grigiastre e ricoperte di peli, mentre i suoi fiori vanno dal rosa al viola. La Salvia officinalis è la specie più importante dal punto di vista economico del genere Salvia, che include più di 900 specie diffuse in varie parti del mondo[1].

La salvia comune è originariamente nativa dell’area mediterranea (Albania, Grecia, Italia) e del Medio Oriente, ma oggi si può trovare coltivata in molteplici Paesi del mondo, come Stati Uniti, Indonesia ed Egitto. Questa pianta cresce spontaneamente in terreni calcarei secchi e ben drenati e a quote che arrivano a 1200 metri sul livello del mare[1].

Componenti bioattivi

Gli estratti isolati dalla salvia comune includono infusi, olii essenziali, estratti a base alcolica ed estratti ottenuti con anidride carbonica supercritica. Questi si possono isolare dalle foglie, dalle radici o dai fiori (che sono i più ricchi in olii essenziali)[1].

Gli estratti, l’olio essenziale o i costituenti della salvia hanno molte proprietà biologiche. I principali composti estratti dalla salvia sono derivati glicosidici, alcaloidi, carboidrati, composti fenolici, acidi grassi, steroidi, cere e terpeni. Di questi, i composti che hanno mostrato proprietà farmacologiche sono il carnasolo, l’acido rosmarinico, i flavonoidi e i polisaccaridi[1].

Proprietà della salvia

Oltre alle sue note proprietà aromatiche che ne fanno un eccellente condimento in cucina e un aroma in cosmesi, la salvia è usata da millenni anche per le sue proprietà terapeutiche[1].

Già gli antichi Greci la usavano per dozzine di scopi diversi, a partire dalla pulizia di piaghe ed ulcere fino al trattamento di tosse, epilessia e infertilità. Gli antichi Romani, invece, la apprezzavano al punto da coniare il famoso detto: “cur moriatur homo cui salvia crescit in horto?” (“perché dovrebbe morire l’uomo a cui la salvia cresce nell’orto?”)[1].

Nei secoli seguenti, l’uso della salvia officinale si è diffuso in America, dov’è stata usata per trattare una varietà di malattie (dalle infiammazioni alla gotta) e verso l’Oriente, come in India, dove le sue foglie essiccate ed estratti sono tuttora utilizzati in medicina tradizionale o alternativa, come nella medicina Ayurvedica, Sissha e Unani.

Recentemente, gli studi di hanno verificato la validità di S. officinalis e hanno individuato una vasta gamma di attività farmacologiche. Oggigiorno, questa pianta aromatica viene usata come ingrediente nell’industria fitofarmaceutica, in quella alimentare (per esempio come aroma per liquori e amari) e in quella cosmetica (per esempio, in profumi, detergenti, saponi e creme)[1].

Proprietà farmacologiche

Studi sperimentali clinici hanno evidenziato che la S. officinalis possiede molteplici proprietà terapeutiche. Risulta infatti[1]:

  • Antiossidante, ovvero capace di contrastare lo stress ossidativo, che causa tossicità cellullare e contribuisce all’insorgenza di diverse malattie[1];
  • Antiflogistico, ovvero in grado di ridurre i processi infiammatori, specialmente a carico della bocca e gola, come stomatiti e gengiviti[2, 3];
  • Antivirale, antifungina e antibatterica[2, 4, 5];
  • Aiuta a combattere il morbo di Alzheimer e i suoi sintomi, poiché favorisce alcune funzioni cognitive ed è neuroprotettivo[5];
  • Può abbassare i livelli di glucosio (ipoglicemizzante) e grassi (sia colesterolo, sia trigliceridi) nel sangue[1, 5];
  • Può ridurre alcuni sintomi della menopausa, come le vampate[1];
  • Antigalattico (in grado di ridurre la produzione di latte)[6];
  • Antidrotico (in grado di ridurre l’attività delle cellule sudoripare)[5];
  • Spasmolitico (in grado di allentare la muscolatura liscia, soprattutto quella a livello grastrointestinale) e astringente[5, 7];
  • Studi clinici sulla Salvia officinalis hanno anche evidenziato il potenziale di questa pianta come antinocicettivo, ipoglicemizzante e promotore dei processi di memorizzazione[1]. I principali componenti responsabili di queste attività sono carnasolo, acido rosmarinico, flavonoidi e polisaccaridi.

Come emerso da studi su colture cellulari e modelli animali, la salvia comune potrebbe avere anche proprietà antitumorali[1, 3].

Effetti collaterali e controindicazioni

Sebbene le sostanze di origine naturale siano spesso considerate benefiche, possono anche dare problemi, come tossicità e interferenza con i farmaci, per cui si consiglia sempre di assumerle dietro consiglio medico. Queste precauzioni valgono anche per la salvia[7, 8].

Innanzitutto, nonostante gli effetti terapeutici, grande attenzione va posta alle quantità di salvia assunte. Infatti, a causa del suo contenuto di tujone (porfirogenico, cioè che può causare porfiria), la S. officinalis, qualora venga assunta ad alti dosaggi (con dosi che corrispondono a oltre 15g di foglie al giorno) o per lunghi periodi di tempo, può causare sanguinamento, problemi di coagulazione, vomito, nausea, vertigini, battito cardiaco accelerato (tachicardia), reazioni allergiche e talvolta convulsioni[1].

Particolarmente a rischio di effetti collaterali anche gravi sono alcune persone, come i neonati e i bambini. Inoltre, la salvia è sconsigliata in caso di[7]:

  • gravidanza, poiché potrebbe portare a un aborto spontaneo;
  • allattamento, poiché riduce la produzione di latte;
  • terapia in corso con alcuni farmaci con cui può interferire, per esempio antidiabetici, anticonvulsivi e antidepressivi.

 

Le informazioni presenti su BioPills hanno scopo divulgativo e non costituiscono indicazioni mediche. Per approfondimenti e consigli, rivolgersi al proprio medico.

 

Referenze

    1. Ghorbani A., & Esmaeilizadeh M., 2017. Pharmacological properties of Salvia officinalis and its components. J Tradit Complement Med. 2017 Jan 13;7(4):433-440. Doi: 10.1016/j.jtcme.2016.12.014.
    2. Badiee P., Nasirzadeh A. R., & Motaffaf M., 2012. Comparison of Salvia officinalis L. essential oil and antifungal agents against candida species. Journal of Pharmaceutical Technology and Drug Research 2012, 1:7 Doi: 10.7243/2050-120X-1-7.
    3. Qnais E. Y., Abu-Dieyeh M., et al., 2010. The antinociceptive and anti-inflammatory effects of Salvia officinalis leaf aqueous and butanol extracts. Pharmaceutical Biology 48:10, 1149-1156. Doi: 10.3109/13880200903530763.
    4. Ezema C. A., Chidike Ezeorba T. P., et al., 2022. Therapeutic benefits of Salvia species: A focus on cancer and viral infection. Heliyon 8(1), e08763. ISSN 2405-8440. Doi: 10.1016/j.heliyon.2022.e08763.
    5. Maache S., Zbadi L., et al., 2023. Antioxidant and antimicrobial effects of essential oils from two salvia species with in vitro and in silico analysis targeting 1AJ6 and 1R4U proteins. Sci Rep 13, 14038. Doi: 10.1038/s41598-023-41178-2
    6. Akhondzadeh S., Noroozian M., et al., 2003. Salvia officinalis extract in the treatment of patients with mild to moderate Alzheimer’s disease: a double blind, randomized and placebo-controlled trialJournal of Clinical Pharmacy and Therapeutics 28(1) pp. 53-59. Doi: 10.1046/j.1365-2710.2003.00463.x
    7. WebMD, Sage: uses, side effects, and more.
    8. Halicioglu O., Astarcioglu G., et al., 2011. Toxicity of Salvia officinalis in a Newborn and a Child: An Alarming Report. Pediatric Neurology 45(4), P259-260. Doi: 10.1016/j.pediatrneurol.2011.05.012.
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