Quanti sensi abbiamo?

In base a quello che abbiamo imparato sui testi scolastici, i sensi dell’essere umano sono cinque: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Ciascuno di questi ha il proprio organo “sensore”: vista – occhi, udito – orecchie, olfatto – naso, gusto – bocca e tatto – principalmente mani e piedi.

Ma che cosa si intende per Senso?

Se si cerca la parola su un vocabolario si può incorrere in definizioni simili alla seguente: facoltà di avvertire le sensazioni prodotte da stimoli esterni o interni. Se le cose stanno in questo modo, allora è molto probabile che i sensi siano più di cinque. Iniziamo parlando dei sensi più ancestrali e istintivi, necessari per la nostra sopravvivenza.

La fame, la sete e il dolore ci permettono di avere informazioni sullo stato del nostro corpo. Di questo gruppo fanno parte anche quelli che ci permettono di mantenere monitorata la pressione sanguigna: noi non siamo consci di quest’ultimi (non sappiamo che valore ha la nostra pressione sanguigna) ma il nostro corpo la tiene monitorata costantemente e, in caso, interviene per far tornare i valori in condizioni standard.

Ora provate a chiudere gli occhi e toccarvi la punta del naso con un dito. Facile, no? Senza vedere siete comunque riusciti a fare un’azione precisa, sapendo esattamente dove si trova il vostro naso e il vostro dito durante tutto lo spostamento. Questa capacità è data dalla propriocezione, cioè il conoscere con esattezza dove ogni parte del nostro corpo è posizionata nello spazio. Per fare questo, utilizza vari recettori presenti all’interno dei nostri muscoli e tendini.

Un altro senso per noi molto importante è il senso dell’equilibrio. Quando camminiamo o semplicemente stiamo in piedi riusciamo a mantenerci in equilibrio anche se gesticoliamo animatamente con le braccia. Questo ci è permesso dall’apparato vestibolare che si trova nell’orecchio interno. Lo stesso apparato ci permette di percepire l’accelerazione: il nostro cervello sa che ci stiamo muovendo anche se non siamo noi in modo diretto ad eseguire il movimento.

Ci sono, inoltre, alcuni casi di organi sensoriali che uniscono più sensi: stiamo parlando di sinestesia. Recentemente è stato pubblicato uno studio sul Journal of Cognitive Neuroscience [2] che svela la capacità di certe persone di associare ad un’immagine un suono. Questa particolare caratteristica viene definita orecchio visivo. Nonostante sia stato dimostrato che le due aree del cervello deputate alla vista e all’udito competono tra loro inibendo l’una le prestazioni dell’altra, nelle persone con orecchio visivo, invece, le due parti collaborano. Questa collaborazione è dovuta all’inibizione di alcuni dei collegamenti tra le due aree. Il fatto che solo alcuni riescono a sviluppare questa inibizione è dovuto, molto probabilmente, non solo a fattori genetici ma anche all’allenamento. Per esempio, è stato osservato che i musicisti hanno una propensione maggiore a sperimentare l’esperienza di “sentire con la vista”, probabilmente dovuto al fatto che nel loro lavoro devono accoppiare la musica con i movimenti del direttore d’orchestra.

Da queste osservazioni possiamo dedurre che i sensi vengono da noi percepiti non solo in base al tipo di stimolo o all’organo stimolato, ma anche dal modo in cui il nostro cervello riceve ed elabora il segnale. Per concludere: siamo partiti con la consapevolezza di avere solo cinque sensi ma ora non ne siamo più tanto sicuri.

Ma quindi, quanti sensi abbiamo?

Bibliografia

  1. Christian Jarrett “Great Myths of the Brain” – Wiley Blackwell
  2. Christopher Fassnidge, Danny Ball, Zainab Kazaz, Synøve Knudsen, Andrew Spicer, Anthony Tipple, and Elliot Freeman. (2019). Hearing through Your Eyes: Neural Basis of Audiovisual Cross-activation, Revealed by Transcranial Alternating Current Stimulation. Journal of Cognitive Neuroscience.
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