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Psocodei: psocotteri, mallofagi ed anopluri

Quelli degli Psocoptera, dei Mallophaga e degli Anoplura sono gruppi di insetti tradizionalmente classificati come ordini distinti, ma che ad oggi sono riuniti sotto l’unico ordine Psocodea. Inoltre, mentre psocotteri ed anopluri sono gruppi monofiletici, i mallofagi costituiscono un gruppo parafiletico nei confronti degli anopluri; la collocazione sistematica di questi tre gruppi non è tuttavia ancora risolta.

Gli psocotteri (5500 specie) sono un gruppo di insetti di piccole dimensioni (1-10 mm) dalla forma del capo piuttosto caratteristica; sono comunemente noti come pidocchi dei libri. I mallofagi (3000 specie) sono un gruppo parafiletico di piccoli insetti (1-10 mm) secondariamente atteri che vivono come ectoparassiti soprattutto di uccelli (da cui il nome comune di pidocchi pollini). Gli anopluri (490 specie) sono un gruppo di piccoli insetti (2-4 mm) secondariamente atteri che vivono come ecto-parassiti ematofagi di mammiferi e che comprendono i pidocchi propriamente detti. 

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Psocoptera

Gli psocotteri hanno un apparato boccale masticatore, delle antenne filiformi piuttosto allungate, un paio di occhi composti a volte ridotti e fino a tre ocelli. Le zampe sono deambulatorie e in alcune specie il III paio, essendo adattato al salto, presenta dei femori ingrossati. Nelle specie alate, le ali del I paio sono generalmente più grandi di quelle del secondo. L’addome è composto da 9 uriti e non presenta cerci.

Esistono sia forme ovipare che vivipare, ma anche specie o popolazioni partenogenetiche.

Gli psocotteri vivono nella lettiera e sotto le cortecce, ma possono essere rinvenuti anche nelle abitazioni in condizioni di umidità elevata dove si cibano di libri, carta da parati, archi e collezioni museali; in natura essi si nutrono di alghe, licheni e materiale vegetale in decomposizione.

psocotteri
Fig. 1 – Pidocchio dei libri della specie Dorypteryx domestica. (di: Arp, Wikimedia)

Mallophaga

I mallofagi presentano un corpo depresso dorso-ventralmente e un capo generalmente più largo del torace. L’apparato boccale è di tipo masticatore, le antenne sono brevi e gli occhi piuttosto ridotti. Le zampe presentano dei tarsi modificati con 1-2 unghie per agganciarsi alle penne o ai peli degli ospiti. L’addome è composto da 10 uriti, alcuni talvolta fusi insieme.

Sebbene i mallofagi siano ectoparassiti tipici degli uccelli, alcune specie infestano invece i mammiferi, come quelle del genere Felicola (parassiti di felidi) o del gruppo Rhynchophthirina (parassiti di elefanti e facoceri, con aspetto simile a quello degli anopluri). I mallofagi si nutrono principalmente di frammenti di cute, piume e sebo, ma possono talvolta causare delle lesioni per ricavarne sangue. Alcune specie sfruttano la foresi da parte ad esempio di ditteri ippoboscidi per poter passare da un ospite all’altro. La specificità per l’ospite è molto elevata e molte specie infestano addirittura solo particolari distretti corporei di determinati animali.

mallofagi
Fig. 2 – Pidocchi pollini del genere Felicola adesi ai peli di un felino. (di: Fourrure, Flickr)

Anoplura

Gli anopluri presentano un corpo depresso dorso-ventralmente e un capo più stretto del torace. L’apparato boccale è secondariamente entognato ed è di tipo pungitore-succhiatore: presenta una proboscide retrattile con all’interno un canale alimentare e un canale salivare. Gli occhi sono ridotti o assenti, le antenne brevi. Le zampe (almeno quelle del II e III paio), così come quelle dei mallofagi, sono adattate ad afferrare i peli dell’ospite, avendo nella parte terminale una sorta di pinza formata dall’unghia ricurva del tarso e da un processo digitiforme della tibia; tale pinza ha tra l’altro un diametro conforme con quello dei peli dell’animale. L’addome è formato da 10 uriti.

Le uova, note come lendini, sono opercolate e vengono fissate ai peli mediante un manicotto prodotto dalle ghiandole accessorie della femmina.

Una delle specie di pidocchi esclusiva dell’uomo è Pediculus humanus (2,5-4 mm), distinta probabilmente in due sottospecie: P. humanus capitis, che infesta i capelli con preferenza per la zona nucale, e P. humanus humanus (o vestimentorum), che infesta invece gli abiti a contatto con la pelle e che può veicolare anche diverse patologie (ad esempio tifo petecchiale, febbre delle trincee, peste). Un’altra specie esclusiva dell’uomo è Phthirus pubis, o piattola del pube.

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Referenze

  • Bellman, Heiko. Guida agli insetti d’Europa, 2019, Ricca Editore, Roma.
  • Brusca, Richard C., et al. Invertebrates – Third edition, 2016, Sinauer Associates, Inc., Sunderland, Massachussetts.
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