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Prima impressione: cosa ci dice un bel viso?

Avere un viso simmetrico aiuta a fare un'ottima prima impressione

Un vecchio adagio recita: l’abito non fa il monaco. I proverbi ci ricordano di non fermarci alle apparenze. Tuttavia, per noi umani, risulta impossibile non avere una prima impressione delle altre persone ogniqualvolta ci troviamo di fronte al corpo, al volto di qualcuno. Dall’aspetto di ognuno traiamo, spesso inconsapevolmente, delle informazioni. Ma di che tipo?

Per farci un’idea, pensiamo ad un paio di situazioni comuni nelle nostre vite: l’incontro con potenziali partner e la scelta di un candidato politico da votare. Si tratta di contesti sociali molto diversi tra loro, eppure in entrambi è stato indagato il ruolo dell’aspetto fisico e delle impressioni che ci suscita. I risultati sono sorprendenti.

Influenza del viso nella scelta del partner

Nella scelta di un possibile partner è normale che l’attrattività fisica di una persona abbia una sua importanza. Ma è difficile stabilire cosa si intenda per “attrattività”. La simmetria dei volti, è stato scoperto, è un fattore che contribuisce alla percezione di un viso come piacevole[1, 2, 5].

Volto diviso in settori. La distanza tra i diversi punti si misura per valutarne la simmetria.

Nel 1999 fu proposto ad alcuni volontari di scegliere il volto più attraente che vedevano in ciascuna coppia di una serie di fotografie: le coppie erano composte da un viso normale e da un viso, modificato per diventare più simmetrico, dello stesso individuo. I risultati rilevarono una netta preferenza per i volti più regolari[2].
Uno studio del 2007 si spinse oltre, per valutare il gradimento della simmetria facciale da parte di due culture profondamente diverse: una popolazione di cacciatori-raccoglitori della Tanzania (gli Hadza) e la popolazione britannica. I due gruppi di partecipanti si trovarono a scegliere i volti più attraenti da una serie di fotografie, presentate a coppie: una foto originale ed una più regolare, appositamente modificata.

L’obiettivo dello studio era quello di scoprire se la simmetria facciale fosse una preferenza di origine culturale. I risultati segnalarono un grande apprezzamento per i volti regolari in entrambi i gruppi. Questo significa che si tratta di una caratteristica gradevole per gran parte degli esseri umani, a prescindere dalla società in cui vivono[5].

Ma veniamo al punto: perché la simmetria facciale costituisce un tratto fisico piacevole, che porta ad una buona prima impressione? Che ci fornisca qualche informazione utile? In effetti un viso molto regolare sembra essere indice di “alta qualità genetica” per il suo portatore, di buoni geni trasmissibili alla progenie[1, 2, 5].

Aspetto fisico e prima impressione

Ora invece analizziamo i corpi nella loro interezza, per scoprire quali dati possono fornire all’osservatore. Le donne con caratteristiche “più femminili”, quali fianchi stretti e seno abbondante, sono in media ritenute più attraenti dai maschi. Questo perché tali tratti indicano spesso donne più fertili di altre, con livelli di estrogeni maggiori.

Invece gli uomini con caratteristiche fisiche “più mascoline”, come mascella marcata e corpo muscoloso, sono in genere prediletti dal pubblico femminile. Questi attributi maschili sono spesso associati ad uno stato di buona salute, con alti livelli di testosterone circolante. Gusti differenziati nelle scelte tra i due sessi si possono quindi imputare alla ricerca inconsapevole di partner riproduttivi ottimali[1]. Si tratta tuttavia di un argomento complesso. Per una lettura di approfondimento sul rapporto uomo-donna, in ambito evolutivo, si segnala “La regina rossa. Sesso ed evoluzione”, di Matt Ridley.

Prima impressione e politica

Nessuno di noi penserebbe che dal volto di un politico possano trasparire le sue capacità di leader. Tuttavia sono state raccolte alcune evidenze anche in questo particolare settore. In uno studio del 2010, alcuni volontari furono chiamati ad assegnare un punteggio per diverse qualità di alcuni politici finlandesi. I votanti potevano basarsi solo su fotografie del viso dei candidati, per valutarne: bellezza, intelligenza, competenza, affidabilità, popolarità. I dati raccolti evidenziarono una forte correlazione tra competenza ed intelligenza “percepiti” dall’elettore e bellezza del candidato. In pratica, è come se i politici più belli comunicassero maggiormente queste qualità al pubblico.

La ricerca suggerisce due possibili spiegazioni per questi risultati:

  • gli elettori apprezzano di più la vista di candidati di bell’aspetto;
  • i politici più attraenti intraprendono relazioni sociali di maggior successo[3].

Un’altra interessante ricerca a riguardo fu condotta nel 2005. I volontari giudicarono alcuni politici statunitensi solo sulla base dei volti mostrati da fotografie in bianco e nero. I punteggi attribuiti per ciascun candidato riguardavano: competenza, intelligenza, leadership, onestà, affidabilità, carisma, popolarità. La valutazione della competenza del candidato sulla base del solo aspetto fisico predisse con una fedeltà del 68,8% i veri risultati delle elezioni del 2004 per i rappresentanti del Senato. Si tratta di un dato notevole, se ricordiamo che deriva dalla semplice osservazione di visi in bianco e nero[4].

La prima impressione conta?

Come spesso accade nell’ambito delle relazioni umane, non si possono trarre delle leggi universalmente valide da queste ricerche. Ogni contesto sociale è un mondo a sé stante e ciò che conta davvero sul lungo periodo sono le nostre capacità, i nostri successi, le nostre qualità.
Dobbiamo però accettare che i nostri corpi, a modo loro, forniscano molte più informazioni di quanto immaginiamo.

Referenze

  1. Etologia. Un approccio evolutivo. J., Alcock. Zanichelli. Terza ed. Italiana, condotta sull’ottava ed. Americana.
  2. Symmetry and Human Facial Attractiveness. D. I., Perrett et al. 1999. Evolution and Human Behavior 20: 295-307.
  3. The looks of a winner: Beauty and electoral success. N., Berggren et al. 2010. Journal of Public Economics 94, 8-15.
  4. Inference of competence from Faces predict election outcomes. A., Todorov et al. 2005. Science 308, 1623.
  5. Preferences for symmetry in human faces in two cultures: data from UK and the Hadza, an isolated group of hunter-gatherers. A. C., Little et al. 2007. Proceedings of the Royal Society B, 274, 3113-3117.
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