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Premio Letterario Galileo: chi sono i finalisti della XIV edizione

Il Premio Galileo, dal 2006, premia i migliori libri di divulgazione scientifica.

Il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica

Galileo Galilei (1564-1642), considerato il padre della scienza moderna per aver inventato il metodo scientifico, fu il primo a scrivere opere scientifiche in italiano volgare. È quindi al primo divulgatore scientifico del nostro paese che è intitolato il premio di comunicazione scientifica del Comune di Padova. Non a caso questa città: lo scienziato insegnò matematica all’Università di Padova per oltre vent’anni ed è qui che iniziò a osservare lo spazio con un cannocchiale, rivoluzionando l’astronomia [1].

Obiettivo del Premio Galileo è la “diffusione di una solida e critica cultura tecnico-scientifica, che si rivolgano ad un vasto pubblico ma capaci di coinvolgere in modo specifico i giovani”. Per questo motivo l’elezione dei vincitori è divisa in due fasi. In primo luogo una giuria scientifica, composta da undici esperti dell’ambito scientifico-divulgativo, propone i candidati e seleziona i finalisti fra i titoli pubblicati nel biennio precedente. Il vincitore è poi eletto da una giuria popolare, composta da studenti delle scuole superiori. Questi ultimi sono in parte selezionati tramite un concorso a inizio anno scolastico e in parte individuati fra i partecipanti alla Settimana della Scienza e dell’Innovazione [2].

I titoli finalisti

Il 7 febbraio, a Torino, si è tenuta la seconda tappa del tour di presentazione dei libri finalisti. Grazie alla conduzione di Gabriele Beccaria, giornalista presso La Stampa responsabile degli inserti Tuttoscienze e Tuttasalute, gli autori hanno presentato le proprie opere tramite curiosità e aneddoti.

Il tour di presentazione dei libri finalisti è iniziato a Milano il 29 gennaio 2020 e le prossime tappe saranno a Trento, il 28 febbraio alle 21, e a Padova, il 28 marzo alle ore 11 [3].

Foto dei libri finalisti della quattordicesima edizione del Premio Galileo
Libri finalisti della quattordicesima edizione del Premio Galileo. Foto di Galileofestival.it.

Guido Barbujani e Andrea Brunelli, Il giro del mondo in sei milioni di anni (editore Il Mulino, 2018)

Spesso crediamo che gli ominidi che ci hanno preceduto nella storia fossero privi di emozioni, creatività, immaginazione; in realtà ritrovamenti dell’ultimo decennio hanno rivoluzionato la nostra conoscenza sui nostri antenati, portando alla luce il loro estro artistico e la loro capacità di provare compassione. Grazie a queste scoperte «siamo anni luce da quello che credevamo inizialmente di loro», ha spiegato durante l’evento Andrea Brunelli, dottorando che si occupa di genetica delle popolazioni.

Nel libro che ha scritto con il Professor Guido Barbujani si legge la testimonianza di Esumim, che ha superato i sei milioni di anni e così ha potuto osservare tutte le migrazioni della specie umana sin dagli albori. Il primate, dunque, ci racconta la ricostruzione della nostra storia come è stato possibile fare a partire dai nostri geni, che, sorprendentemente, racchiudono anche il DNA di altre specie di Homo in percentuali fra il 2 e il 6% circa [3].

Francesca Buoninconti, Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019)

La comunicatrice e giornalista scientifica Francesca Buoninconti parla del fenomeno delle migrazioni, descrivendo i modi ancora non del tutto compresi in cui gli animali riescono a orientarsi, talvolta coprendo distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Migrano mammiferi e uccelli ma anche animali che non ci aspettiamo, scrive, come insetti e granchi; alcuni sono straordinariamente puntuali, altri subiscono trasformazioni incredibili durante il tragitto [3].

Durante l’evento del 7 febbraio l’autrice ha spiegato che alcuni comportamenti degli animali, come le migrazioni, sono determinanti per assicurarne la sopravvivenza e che le nostre abitudini talvolta li compromettono. Ha elencato fra queste la costruzione delle strade, che talvolta costituiscono delle barriere nei punti di passaggio di certe specie, uccelli inclusi; l’inquinamento acustico e quello luminoso, che confondono gli animali rendendoli incapaci di orientarsi; il cambiamento climatico, che determina lo spostamento di molte specie e interferisce con la riproduzione di altre.

Giulio Cossu, La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018)

Durante la presentazione del suo libro, l’esperto ricercatore in medicina rigenerativa Giulio Cossu spiega che al momento è possibile curare alcune malattie del sangue e degli epiteli (fra cui pelle, ossa, ghiandole) esportando i tessuti malati, curandoli grazie a metodi biotecnologici e reimpiantandoli nell’organismo. Conclude il suo intervento specificando che queste tecniche non sono ancora applicabili a organi più complessi e che la ricerca punta a realizzare quest’obiettivo.

Nel suo libro, il ricercatore sfata i numerosi miti su cellule staminali, terapie geniche e molte altre metodiche della medicina rigenerativa servendosi della letteratura scientifica. Lo scienziato tocca anche temi etici ed economici, in un esame dei costi e benefici dei finanziamenti a lungo termine, dell’importanza della ricerca sulle malattie rare e della disinformazione generale nel campo della medicina innovativa [3].

Anna D’Errico, Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019)

La neuroscienziata Anna d’Errico studia gli odori. Durante la presentazione del suo libro racconta del tentativo statunitense di costruire una bomba puzzolente, che avrebbe creato scompiglio fra i nemici. L’idea, risalente alla Seconda Guerra Mondiale, coinvolse diversi ricercatori per la realizzazione di una “puzza perfetta”, universale. Oggi, però, sappiamo che non è realizzabile, perché ogni odore ha un effetto soggettivo sulle persone, a seconda delle loro esperienze pregresse.

Perché una bomba del genere sarebbe stata un’arma potente, meritando ingenti finanziamenti? Perché l’uomo non ha un olfatto così sottosviluppato come si crede. A riprova di questo si pensi soltanto ai guadagni dell’industria dei profumi, pari a circa 45 miliardi di dollari l’anno. Nel suo libro queste e altre curiosità sul senso dell’olfatto, sottovalutato per molto tempo in quanto gli odori sono in grado di influenzare il nostro comportamento [3].

Carola Frediani, Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019)

A causa dei film immaginiamo gli hacker come uomini solitari con il cappuccio che lavorano in scantinati con codici stile Matrix. Così inizia l’intervento della giornalista Carola Frediani, che descrive l’importanza degli hacker “buoni”, coloro che testano i siti e i server per trovare falle nella sicurezza così che si possa rimediare per tempo. Un lavoro che può evitare danni molto concreti, come quello dell’attacco Stuxnet, dal nome del virus informatico statunitense che nel 2010 mandò in tilt macchine iraniane per l’arricchimento dell’uranio, rompendole.

Attraverso il suo libro, la giornalista vuole così spiegare il concetto, spesso molto astratto per il pubblico, del “cybercrime”. Per riuscirci, racconta episodi realmente accaduti a ospedali, persone di spicco, criminali e mercati neri e le conseguenti implicazioni economiche, politiche, legali e sociali [3].

La finale

La premiazione si terrà la mattina dell’8 maggio 2020 presso l’aula magna dell’Università degli Studi di Padova [4]. L’evento s’inserisce all’interno della Settimana della Scienza e dell’Innovazione, che dal 4 al 10 maggio ospiterà professori e ricercatori che racconteranno di recenti scoperte, fenomeni poco conosciuti e bufale scientifiche. Qui il programma completo dell’evento, con la possibilità di iscriversi.

Referenze

  1. Treccani – Galileo Galilei.
  2. Padovanet.it – Premio Letterario Galileo per la Divulgazione Scientifica, Quattordicesima Edizione.
  3. Galileofestival.it – Premio Galileo, il 29 gennaio al via a Milano il tour di presentazione dei libri finalisti.
  4. Galileofestival.it – Premio Galileo, XIV edizione.
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