Zoologia

Plecotteri e dermatteri

I plecotteri (1700 specie) sono un ordine di insetti di piccolo-medie dimensioni (0,5-6 cm) abbondanti nelle aree umide con acque pulite. I dermatteri (1800 specie), noti comunemente come forbicine, sono invece insetti di piccolo-medie dimensioni (0,5-5 cm) piuttosto diffusi anche nelle abitazioni umane.

Ordine Plecoptera

Il corpo dei plecotteri è depresso in senso dorso-ventrale, l’apparato boccale è masticatore e atrofizzato negli adulti di alcune specie; le antenne sono lunghe e filiformi, gli occhi ben sviluppati e sono presenti 3 ocelli. Le ali anteriori sono piuttosto lunghe, mentre quelle posteriori si sviluppano maggiormente in ampiezza e nel complesso forniscono una capacità mediocre di volo; nelle specie alate le nervature sono ben evidenti, ma esistono anche specie attere e specie brachittere (ad ali ridotte e non funzionali). Le zampe hanno funzione prettamente deambulatoria. L’addome è composto da 11 uriti e porta dei cerci piuttosto allungati.

Gli stadi giovanili sono acquatici bentonici e, essendo diffusi in acque correnti, si tengono tendenzialmente aderenti al substrato, mostrando tra l’altro colorazioni criptiche; respirano mediante tracheobranchie disposte dietro al capo, sul torace, sulle coxe e sull’addome. Le larve dei plecotteri sono considerate buoni indicatori della qualità dell’acqua. Lo sviluppo è nel complesso piuttosto lento e può richiedere in alcuni casi (ad esempio in condizioni di basse temperature) anche diversi anni. Se da un lato le forme giovanili sono detritivore o predatrici, dall’altro gli adulti si nutrono in genere di pollini, alghe e licheni.

plecoptera
Fig. 1 – Due esemplari di plecotteri, uno allo stadio giovanile (a) e uno allo stadio adulto (b). Nella larva si notano i lunghi cerci addominali e le tracheobranchie disposte lungo il corpo. (di: Friedrich Böhringer, Bernard Dupont)

Ordine Dermaptera

I dermatteri presentano un corpo depresso dorso-ventralmente. L’apparato boccale è di tipo masticatore, le antenne sono moniliformi, gli occhi a volte ridotti o addirittura assenti. Le zampe sono ben adattatate alla deambulazione in quanto, sebbene siano presenti, le ali vengono raramente utilizzate per il volo; il I paio è in particolare modificato a dare delle corte elitre, mentre il II è di tipo membranoso e a riposo viene tenuto ripiegato. L’addome è composto da 10-11 uriti e presenta due cerci distintivi del gruppo piuttosto sviluppati e robusti e soggetti a dimorfismo sessuale: nei maschi sono solitamente ricurvi in quanto usati durante l’accoppiamento per afferrare il partner, mentre nelle femmine sono più rettilinei e utilizzati esclusivamente per intimorire eventuali predatori.

A seconda delle specie, le femmine possono essere ovipare o vivipare e offrire cure parentali alla prole fino di solito alla seconda muta. Sono particolarmente abbondanti in luoghi riparati dai quali escono soprattutto di notte; si nutrono di detrito organico, vegetali e a volte di piccoli artropodi.

forficula
Fig. 2 – Dermattero del genere Forficula. I due cerci ingrossati e sclerificati sono tenuti sollevati probabilmente a scopo difensivo/intimidatorio. (di fuentedelateja)

Referenze

  • Bellman, Heiko. Guida agli insetti d’Europa, 2019, Ricca Editore, Roma.
  • Brusca, Richard C., et al. Invertebrates – Third edition, 2016, Sinauer Associates, Inc., Sunderland, Massachussetts.

Sono un giovane biologo evoluzionista con un dottorato in genomica comparata nel corso "Tecnologie innovative e uso sostenibile della pesca e delle risorse biologiche del Mar Mediterraneo". Il mio principale interesse di ricerca è la zoologia e la genomica comparata, soprattutto di invertebrati. Al momento sono un ricercatore postdoc all'Università di Leicester, nel Regno Unito. La natura non smette mai di stupirmi, dai meccanismi più nascosti che permettono ad una cellula di vivere e riprodursi, fino alle grandi interazioni ecosistemiche che si sviluppano tra le comunità di organismi. Da quando al liceo ho iniziato i primi studi di biologia c'è però sempre stata una domanda che ha mosso il mio interesse più delle altre: come può l'evoluzione aver dato origine a tutta la diversità genetica, di specie e di ambienti che oggi osserviamo sul nostro pianeta? Non potevo allora che farne la mia occupazione principale. - Enjoy BioPills -

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