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Perché la pipì è gialla?

Perché la pipì è gialla? Questa è una domanda che probabilmente, almeno una volta, ci siamo posti tutti. La formazione dell’urina avviene nei reni con lo scopo di eliminare sostanze di scarto idrosolubili, ossia che possono sciogliersi in acqua. Tra queste, è soltanto una a conferire il noto colore giallo.

Urobilina e pipì gialla

Le urine sono composte per la maggior parte d’acqua (il 95%), Urea e sali minerali, oltre a sostanze in minor concentrazione. Tra queste, è l’Urobilina a conferire il colore giallo alle urine. Questa molecola deriva dalla degradazione dell’emoglobina, proteina altamente concentrata nei globuli rossi e responsabile del trasporto di ossigeno nel sangue. Gli eritrociti, alla fine del loro ciclo vitale di circa 120 giorni, vengono degradati. L’emoglobina viene scissa in una parte proteica (globine), da cui si recuperano gli amminoacidi, e in una parte non proteica, il gruppo eme, dal quale si ottiene la Bilirubina.

Da essa, attraverso diversi passaggi intermedi, si ottiene la stercobilina, espulsa tramite le feci, e l’urobilina, che viene invece in parte espulsa con le urine e in parte riutilizzata dal fegato nella produzione della bile. La tonalità di giallo, più o meno intenso, delle urine dipende principalmente dal quanto siamo idratati: più acqua beviamo, più il pigmento verrà diluito, conferendo un aspetto più “trasparente” alle urine.

Urine blu: verità o leggenda?

Il colore delle urine è un preziosissimo dato per monitorare il nostro stato di salute.
Il colore “giallo paglierino” delle urine è indicatore di buona salute mentre un giallo troppo intenso indica che dovremmo bere di più. Ben più allarmante è il caso delle urine rosse, che possono indicare presenza di sangue dovuta a infiammazione o infezione del tratto urinario[1]. Se doveste mostrare questo sintomo, non aspettate a parlarne al vostro medico curante!

È difficile crederlo, ma in rari casi le urine possono avere un colorazione tendente al blu. Questo colore inusuale è da attribuire all’utilizzo di un farmaco utilizzato per trattare i casi di Metaemoglobinemia. Detto “Blu di Metilene” è, appunto, di colore blu scuro. Per diversi anni, questo farmaco ha avuto anche un’applicazione come antimalarico[2].

Sono tante le sostanze che alterano la colorazione delle urine. Gli asparagi, ad esempio, possono conferire una sfumatura verde (oltre ad un odore spiacevole); eccesso di barbabietole, more, o rabarbaro può risultare in una colorazione rossastra delle urine; zucca e carote danno un tono arancione. Lo stesso discorso vale per i coloranti alimentari, che espulsi con le urine ne alterano il colore.  

Referenze

  1. Alterazioni delle urine – Cleveland Clinic
  2. Utilizzi medici del Blu di Metilene – National Center for Biotechnology Information
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