La Community italiana per le Scienze della Vita

Perché quando invecchiamo i capelli diventano bianchi?

Alla scoperta dei fenomeni molecolari dietro i capelli bianchi

Si sa, è inevitabile: i capelli bianchi prima o poi vengono a tutti. Certo è che questo spettro che ad ogni compleanno sembra sempre più avvicinarsi non spaventa tutti allo stesso modo. Davanti allo specchio c’è chi cerca di nascondere il più possibile quei capelli bianchi o grigi fuori posto e chi invece già si vede con un irresistibile look alla Patrick Dempsey.

Ma perché quando invecchiamo i capelli diventano bianchi o grigi? Come mai a qualcuno questo processo comincia prematuramente? E quali sono i possibili rimedi per l’ingrigimento?

Partiamo da una premessa: dire che i nostri capelli “diventano grigi o bianchi” non è proprio corretto. Il singolo capello infatti non diventa di questi colori, ma appare così a causa di una diversa riflessione della luce e di una ridotta o del tutto assente quantità di melanina[1].

Leggi anche: Stirare i capelli fa male?

Ruolo della melanina e stress ossidativo nei capelli bianchi

Cosa fa, di preciso, questa molecola? Diciamo che se non ci fosse saremmo tutti completamente bianchi come il latte. Infatti, la melanina funge da pigmento sia per la pelle che per i peli del nostro corpo. La sua produzione, tramite il processo di melanogenesi, è affidata a particolari cellule denominate melanociti, che tendono purtroppo a diminuire con l’avanzare dell’età. Quindi l’ingrigimento dei capelli sta proprio nella riduzione del numero di questi melanociti[1], mentre l’imbianchimento in una loro totale assenza. In realtà, la differenza tra il capello grigio e quello bianco non sta solo nella presenza o meno della melanina. Il capello bianco, infatti, presenta anche una fibra più spessa, ruvida e al contempo resistente ai trattamenti chimici e alle tinte [2].

Questo è il fulcro della nostra sad story, ma andiamo a vedere come mai queste cellule tendono a diminuire e a far apparire i nostri capelli bianchi o grigi. Per capirlo, occorre vedere e approfondire un minimo le altre funzioni della melanina. Oltre al fattore estetico, infatti, la nostra “tinta naturale” esercita un ruolo fondamentale nella protezione dai raggi ultravioletti e nell’eliminazione di sostanze tossiche[1].

Quante volte i tuoi genitori, prima di tuffarti in mare, ti hanno fatto mettere la crema solare, costringendoti ad aspettare quei pochi minuti interminabili? Beh il motivo sta proprio nel fatto che un’eccessiva esposizione alla luce UV sottopone le cellule a un elevato stress ossidativo, un meccanismo che tende a danneggiare diverse componenti cellulari, tra cui anche il DNA[1]. L’insorgenza di questo danno sembra aumentare col passare degli anni, ed è accompagnato da un concomitante cambiamento nella composizione della melanina.

Leggi anche: Meccanismi di riparazione del DNA

Composizione della melanina

Ci sono infatti due tipi di melanina: l’eumelanina, con una colorazione sul nero-marrone, e la feomelanina, che varia invece dal giallo al rossiccio. L’eumelanina, in particolare, è formata da due composti: DHI e DHICA. Quest’ultima presenta la capacità di bloccare le sostanze tossiche di cui parlavamo, ma purtroppo ha anche la tendenza a diminuire con l’età[2]. Dunque, la componente della melanina che sarebbe più utile contro lo stress ossidativo durante l’invecchiamento è proprio quella che tende a diminuire. Il risultato è quello che abbiamo visto prima: meno melanociti, meno melanina e quindi più capelli bianchi e grigi!

Leggi anche: L’abbronzatura fa male?

Perché a qualcuno i capelli si ingrigiscono più velocemente?

In realtà non c’è una vera e propria età per la normale comparsa dei capelli grigi, si può dire che sia un fenomeno molto eterogeneo. Molte ricerche sono però più precise per quanto riguarda il PGH (premature graying of hair), ossia per la comparsa prematura dei capelli grigi.
Infatti in questo caso vengono date delle tempistiche più precise, ovvero sono considerati “prematuri” nell’ingrigimento i caucasici con meno di venti anni e gli africani con meno di trenta[2].

Non c’è bisogno che corriate allo specchio a guardarvi, sappiate che è un fenomeno del tutto normale! Solo alcune volte può essere correlato a patologie più gravi e a malattie autoimmuni. È la stessa cosa che avviene per la vitiligine, che può essere associata ad anemia perniciosa e a disfunzioni autoimmuni della tiroide[3]. A queste patologie va aggiunto un fattore fondamentale: lo stress emotivo. Ebbene sì, è stato dimostrato che lo stress influenza direttamente la comparsa dei capelli bianchi e grigi, così come l’eccessivo consumo di alcol[4].

Leggi anche: Le patologie da stress lavoro correlato

Quali sono i possibili rimedi?

Non sentirti in colpa se cerchi di coprire in ogni modo i tuoi capelli bianchi o grigi. Pensa che i ricercatori hanno scoperto che è dal 1500 a.C. che si cerca ogni possibile tinta[1]. Fortunatamente, a differenza dei nostri antenati, non abbiamo bisogno di ricorrere a piante o insetti per colorare i capelli. Esistono una varietà di coloranti che possono penetrare più o meno profondamente la fibra del capello e che per questo hanno anche durata diversa tra loro. Un colorante temporaneo agirà sui capelli fino al prossimo shampoo, mentre uno permanente resisterà per almeno sette docce. I coloranti permanenti sono di sicuro quelli più usati e che al contempo suscitano più dibattiti. Alcuni studi hanno infatti ipotizzato che un uso prolungato di questi prodotti (in particolare la tinta nera) possa essere correlato allo sviluppo di tumori, ma non ci sono abbastanza evidenze scientifiche per provarlo[2].

Referenze

  1. Seiberg, M. (2013), Age-induced hair greying-the multiple effects of oxidative stress. Int J Cosmet Sci, 35: 532-538.
  2. Trüeb RM. Pharmacologic interventions in aging hair. Clin Interv  Aging. 2006;1(2):121-129.
  3. Itou, T.; Ito, S.; Wakamatsu, K. Effects of Aging on Hair Color, Melanosome Morphology, and Melanin Composition in Japanese Females. Int. J. Mol. Sci.201920, 3739.
  4. Kumar Anagha Bangalore, Shamim Huma, Nagaraju Umashankar. Premature graying of hair: Review with updates, (2018) Internation Journal of Trichology, volume:10|issue number: 5|page:198-203
Articoli correlati