Paracheirodon innesi: Il pesce NEON

Il Paracheirodon innesi, conosciuto come pesce neon, è un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia Characidae. Questo pesce è originario dell’Amazzonia, abita il bacino del fiume del Solimoes.

Classificazione scientifica

Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Osteichthyes
Classe Actinopterygii
Ordine Characiformes
Sottordine Characoidei
Famiglia Characidae
Genere Paracheirodon
Specie P. innesi
Nomenclatura binomiale
Paracheirodon innesi

Descrizione

A prima vista è difficile distinguere il Paracheirodon innesi dal ”cugino” Paracheirodon axelrodi, noto  come CARDINALE. Tuttavia il NEON è distinguibile per la banda rossa che non colora l’intero corpo bensì soltanto la parte terminale del corpo, lasciando così emergere la colorazione argento peritoneo sulla pancia.

cardinal-tetra-vs-neon-tetra

Le dimensioni di questo pesce sono ridotte, infatti, difficilmente supera i 3-4 centimetri. Analizzando il corpo in toto emerge la pinna dorsale ( nel maschio i primi raggi sono molto allungati), la pinna caudale (sfumata di rosso alla base) ed una pinna adiposa di piccole dimensioni sul dorso.

Questo piccolo pesce è dotato di una bocca dotata di una ottima dentatura.

  • Dimorfismo sessuale

Le femmine di solito presentano una ventre rigonfio tuttavia ciò non è sufficiente per discriminare il sesso.

  • Valori consigliati per l’acquario d’allevamento

– T°:  20-24 °C

– pH: 6-7

-dGH : 5-15

  • Alimentazione

E’ un carnivoro ma in acquario si adatta ad ogni tipo di cibo. Per il benessere del pesce consigliamo una alimentazione varia.

  • Comportamento

Specie di natura pacifica, ama nuotare in banco.

  • Convivenza

E’ l’ideale per gli acquari di comunità. Può convivere con specie di pari taglia o superiori purché cresciuti insieme.

  • Curiosità

Il Paracheirodon innesi soffre molto gli sbalzi di temperatura e patisce una malattia, la malattia del neon, la Plistophora hyphessobryconis, attualmente incurabile.

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