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Ordine Nazionale Biologi: l’importanza di ONB

Gli Ordini Professionali sono istituzioni di autogoverno delle professioni riconosciute dalla legge che servono a garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti. I laureati in Scienze della Vita – Biologia, Biotecnologie, Scienze Naturali o Ambientali – tra le figure professionali di riferimento hanno quella del Biologo. Per essere Biologi agli effetti di legge ed esercitarne le prerogative professionali, però, la laurea non basta. Occorre ottenere l’Abilitazione ed iscriversi all’ONB, l’Ordine Nazionale Biologi.

L’ONB è un ente sussidiario dello Stato: è indipendente dallo Stato ma persegue l’applicazione delle normative nazionali e regionali. In particolare, garantisce la professionalità dei Biologi nelle loro varie aree di competenza (sanità, ambiente, produzione alimentare, nutrizione…). In caso di professioni sanitarie, anche a tutela dei pazienti.

Per capire l’importanza dell’ONB per Biologi e altri laureati in Scienze della Vita – soprattutto in questo momento di notevoli cambiamenti che richiedono la partecipazione attiva dei Biologi nel definire chi li rappresenterà – intervistiamo Fabio La Grua sulla sua esperienza nella Delegazione ONB per la Puglia e la Basilicata.

Fabio tiene a specificare che, al momento dell’intervista, non ricopre più l’incarico. Le sue dichiarazioni non sono, quindi, attribuibili all’ONB in quanto istituzione.

Cosa può fare l’ONB per un Biologo?

Per farlo, in primo luogo si assicura che ogni Biologo sia iscritto all’Albo dei Biologi. Si tratta di un elenco consultabile pubblicamente che permette a chiunque di verificare la professionalità dei singoli e rilevare eventuali casi di abuso di professione. È quindi ONB l’ente che gestisce la registrazione e la cancellazione dei professionisti dall’Albo dei Biologi. In base al titolo di studio ottenuto, poi, esistono due diverse sezioni dell’Albo. Chi possiede solo una Laurea Triennale potrà accedere alla sezione B (“Biologi Junior”). Chi ha una Laurea Magistrale, invece, avrà diritto ad accedere alla sezione A (“Biologi Senior”). Oltre a questo, l’ONB garantisce che ogni Biologo abbia una casella di Posta Elettronica Certificata (PEC) per essere rintracciabile e ricevere comunicazioni ufficiali.

Per tutelare i clienti e i pazienti, garantendo un’elevata professionalità degli iscritti, tra i compiti dell’Ordine Nazionale Biologi c’è quello di tenere aggiornati i Biologi sullo stato dell’arte della ricerca pura e applicata nei vari ambiti toccati dalla professione. Per questo motivo, ONB regolamenta e controlla l’erogazione dell’Educazione Continua in Medicina (ECM). Questi corsi formativi valgono al professionista il cumulo dei crediti ECM necessari a raggiungere la quantità prevista per ogni triennio.

Un capitolo di questa attività è il Giornale dei Biologi. Organo ufficiale di ONB, ne veicola i messaggi istituzionali ma, tramite appositi articoli, fornisce anche ai professionisti un’opportunità di formazione valevole come ECM.

Cosa non è l’Ordine Nazionale Biologi

L’ONB non è un sindacato, anche se spesso capita che questa concezione prenda piede tra gli iscritti. Un sindacato, infatti, rappresenta e difende una categoria con le altre parti sociali sia a livello collettivo, sia nelle vicende che riguardano i singoli iscritti. Dato il più alto mandato, l’attività degli ordini professionali non prevede la rappresentanza e la difesa del singolo professionista e ONB non fa eccezione.

È vero, però, che l’ONB deve difendere le prerogative dei Biologi. Questo con gli altri ordini professionali, con le Pubbliche Amministrazioni, con le Università o con istituti sanitari anche privati. Le situazioni che richiedono sforzi di tutela della professione da parte di ONB sono quelle in cui la figura del Biologo non è prevista oppure valorizzata nel modo giusto a livello contrattuale. Spesso accade in ambito sanitario, ma si sono registrati interventi di ONB anche riguardo ai bandi delle ARPA. Oppure l’ONB potrebbe avere interesse a interagire con le università per richiedere che le norme di accesso ai percorsi di Laurea Magistrale siano più restrittive per assicurare sufficiente preparazione ai futuri Biologi.

Cosa bolle in pentola nell’ONB?

Per l’ONB è un periodo decisivo, soprattutto perché sono in corso notevoli cambiamenti a stravolgere lo status quo, mentre altri sono in cantiere.

Per esempio, al momento l’iscrizione all’ONB conferisce la medesima qualifica e le medesime prerogative a professionisti con formazione e interessi anche molto diversi. Una delle riforme in cantiere è la settorializzazione dell’Ordine. L’intento di questa misura è separare le carriere dei biologi ambientali, dei nutrizionisti e dei Biologi che si occupano di Patologia Clinica. In tal modo ONB abiliterà a svolgere ogni determinata professione solamente chi abbia acquisito competenze specifiche alla fine di un percorso formativo congruo.

Inoltre, da pochi anni l’Ordine Nazionale Biologi è passato sotto la sorveglianza del Ministero della Salute, mentre prima dipendeva dal Ministero della Giustizia. Questa modifica apparentemente poco rilevante ha significato notevoli cambiamenti. Ora tutti i Biologi sono considerati figure sanitarie, anche se si occupano di ambiti non correlati con la salute umana. Da questo dipende l’estensione dell’obbligo di Educazione Continua in Medicina per ogni singolo professionista. La nuova situazione, per contro, apre molte opportunità circa un maggior riconoscimento dei Biologi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, se verranno condotte adeguate azioni per ottenere questo risultato.

Un’altra importante conseguenza del passaggio dei Biologi a figure sanitarie è che l’Ordine Nazionale Biologi dovrà organizzarsi come gli altri ordini sanitari. Questo significa diventare una Federazione di Ordini su base macroregionale.

Al momento ONB ha già costituito delle Delegazioni Regionali che non sono, però, composte da eletti, bensì da Delegati nominati dall’Ordine stesso. A normalizzare la situazione, si prevede che nel corso del 2022 si tengano le prime elezioni di questa nuova configurazione. Le Delegazioni Regionali, quindi, sono state commissariate per aprire la strada alle primi elezioni, che sanciranno la nascita dei veri e propri Ordini Regionali dei Biologi.

Cosa può fare un Biologo per l’ONB?

Non esiste la figura del Biologo funzionario dipendente dell’ONB, dotato di funzionari amministrativi di altra estrazione professionale. Un Biologo, però, può ricoprire tutte le cariche elettive che costituiscono la componente politica e decisionale dell’Ordine.

Finora, i membri delle Delegazioni Macroregionali sono stati dei volontari. Per chiamata diretta hanno costituito gruppi di studio, che potremmo definire come dei think-tank, dei centri di consulenza informali e partecipati che realizzano attività di orientamento, di formazione e di consulenza ai colleghi. Per esempio, Fabio ci racconta che cercando i temi di maggior interesse per i colleghi – soprattutto i più giovani – è emersa fortemente la necessità che l’ECM diventi un’opportunità di reale formazione certificata, invece che un mero obbligo, una pratica da dover sbrigare. I gruppi di studio, inoltre, si sono occupati di organizzare webinar. Per educare i colleghi su argomenti di tendenza e di utilità, per informarli sulle normative di settore e per condividere le buone pratiche necessarie, ad esempio, per aprire un laboratorio analisi o uno studio da nutrizionista, in base alle esigenze più espresse dei colleghi.

Cosa riserva il futuro a ONB?

Le figure che popoleranno i nuovi ordini macroregionali, però, non saranno più dei volontari.

Con le elezioni degli ordini macroregionali, probabilmente già nel 2022, nasceranno figure come i Presidenti e i Consiglieri degli ordini regionali e saranno individuati i rappresentanti regionali in seno alla Federazione a livello nazionale. Per ciascun ordine macroregionale, infatti, un rappresentante andrà a far parte di un consiglio federativo che eleggerà il Presidente Nazionale di quello che non sarà più ONB ma una Federazione degli Ordini Regionali dei Biologi. Questi due livelli di organizzazione dei Biologi permetteranno agli eletti di essere maggiormente vicini ai bisogni dei colleghi. L’intera categoria, invece, potrà meglio interagire con il resto delle parti sociali sia a livello locale, sopratutto regionale data la competenza delle Regioni in materia di salute, sia“alto” e nazionale.

Per fare delle sensate ipotesi su cosa dovrà fare un Biologo eventualmente eletto in veste di Consigliere Regionale, prendiamo esempio dall’esperienza del dott. La Grua come Vice Delegato Regionale dell’ONB per la Puglia e la Basilicata.

Il Biologo eletto come Consigliere in un Ordine Regionale dei Biologi

Una persona eletta per rappresentare i Biologi, oltre alle funzioni di rappresentanza e al mantenimento dei rapporti con gli enti locali, dovrà sicuramente pensare al bene dei colleghi e fornire loro supporto. Per esempio, come accade nei gruppi di studio, organizzando corsi di preparazione all’Esame di Stato, seminari sul ruolo del Biologo in azienda e fornendo formazione e orientamento ai giovani colleghi.

Proprio per questo rispondere alle esigenze, ai dubbi e ai bisogni dei colleghi Biologi, il cellulare di un Consigliere di un Ordine Regionale squillerà spesso e altrettanto spesso verrà interpellato via social. Il carico di richieste dipenderà poi dalle urgenze e dai topic del momento (Come si possono eseguire tamponi? Come aprire uno studio da nutrizionista?).

Quanto all’ideal-tipo di un candidato al ruolo di Consigliere in un Ordine Regionale dei Biologi, Fabio lo traccia in analogia a quelli adatti in generale per tutte le cariche elettive.
Un rappresentante dei Biologi dovrebbe essere dotato di intelligenza sociale e saper comunicare, deve pensare al bene di chi rappresenta prima che al suo, dovrebbe godere di un’autorevolezza riconosciuta dai colleghi e possedere un’innata propensione ad aiutarli e a orientarli. Una consapevolezza che dovrebbe sempre accompagnarlo è che le sue posizioni e le sue idee sono espresse in base a delle deleghe: deve saper interpretare il proprio ruolo e “ragionare con cappelli diversi”, cioè sapere in ogni momento distinguere quali interessi, anche contrastanti, sta rappresentando e poter mettere in chiaro a sé stesso e agli interlocutori i propri conflitti di interessi, per dipanarli in modo trasparente.

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