Omeostasi: definizione e tipologie

In ogni cellula, tessuto organo, l’omeostasi rappresenta lo stato di migliore performance con minor dispendio energetico (stato di normalità). Per omeostasi si intende l’insieme dei meccanismi messi in atto da ogni essere vivente per mantenere a livello ottimale le funzioni espletate dalle cellule, dai tessuti, dagli organi e dagli apparati che li costituiscono.

Distinguiamo:

  • Omeostasi intracellulare: assunzione di nutrienti per l’energizzazione cellulare,controllo del volume cellulare e del pH, sintesi di proteine e sistemi di detossificazione.
  • Omeostasi tissutale: controllo della costanza numerica della popolazione cellulare, dello stato di differenziazione cellulare e dei processi rigenerativi.
  • Omeostasi sistemica: controllo dell’equilibrio idrosalino, termoregolazione, regolazione della glicemia, omeostasi pressoria.

Il perturbamento dell’omeostasi, può portare le cellule a modulare le loro funzioni sotto influenza di stimoli di vario tipo, determinando la comparsa di un nuovo tipo di equilibrio che può portare ad un adattamento. In un soggetto, un agente patogeno, può determinare una deviazione dall’omeostasi o una restitutio ad integrum (risposta difensiva efficace → o il danno non avviene oppure il tessuto danneggiato torna ad essere uguale a prima) con la conseguente guarigione oppure si innesca un processo patologico che comporta danni reversibili o irreversibile qualora la noxa patogena persiste (l’organismo non reagisce al danno → morte cellulare).

Le manifestazioni patologiche sono le deviazioni dello stato di salute, hanno diversi gradi di gravità:

  • Fenomeno morbosi: più semplice e meno grave dello stato di salute. Esempi sono: abrasione, ipertrofia rigenerativa e l’arrossamento o il pallore della cute
  • Processo morboso: associazione di più fenomeni morbosi. Esempi: febbre e infiammazione
  • Stato morboso: non è una patologia in evoluzione ma una definita manifestazione patologica stazionaria
  • Malattia: condizione dinamica/evolutiva che si manifesta con l’alterazione anatomica e funzionale di uno o più organi. Esempio: Alzheimer.
  • Sindromi: più sistemi, con più malattie, contribuiscono ad uno stato patologico. Esempi: sindrome metabolica → alterazione glicemia che porta al diabete.

Fonte: Robbins e Cotran. Le basi patologiche delle malattie. Patologia generale.

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