Nuove strategie terapeutiche contro il cancro

Spietato come un killer, lo era fino a qualche decennio fa, quando ancora le bioscienze erano lontano dalle sofisticate tecnologie che hanno permesso di curare milioni di persone in tutto il mondo: il cancro.

Una sola parola ma che racchiude in sè tutto l’orrore di chi combatte contro la morte per rinascere a nuova vita. Attualmente sono numerosi i casi clinici di gente comune e non che ha affrontato la lotta contro il cancro uscendone vittoriosa. Merito della loro forza di volontà e di vivere, senz’altro, che coniugata alla recente tecnologie e scoperte nel campo biomedico, hanno creato un mix vincente.

Quali sono i recenti progressi della scienza in campo oncologico?

Da qualche anno è sempre più diffuso l’utilizzo della PET, (acronimo che sta per tomografia ad emissioni di positroni), una tecnica suggerita dalla contaminazione, sempre più frequente, della fisica con le medicina. Si tratta infatti di una tecnica di medicina nucleare utilizzata in oncologia allo scopo di ottenere immagini di rilevante importanza alla diagnosi, in quanto sono informazioni fisiologiche e non morfologiche ottenute, le seconde, dalla risonanza o dalla Tomografia computerizzata.

Le finalità sono molteplici:

Prima fra tutto individuare la stadiazione e la ri-stadiazione a fine terapia, secondo monitorare l’andamento delle terapie anticancro, terzo accertare  la malignità o meno di una lesione, caratterizzare metabolicamente una neoplasia, individuare il punto nel corpo del paziente su cui effettuare una biopsia con successo, valutare i piani radioterapici.

Come funziona questa tecnica?

Al paziente viene somministrato un radio farmaco composto da un radio isotopo come 11C, 18F, isotopi con un’emivita breve, legati ad una molecola vettore, come uno zucchero (il glucosio), metabolicamente attivo.

Dopo un intervallo di tempo breve, la concentrazione di radiofarmaco nei tessuti organici diventa sufficiente ad essere rilevata da un apposita strumento.

Il paziente viene posto in uno scanner dove vengono elaborate delle mappe dell’organismo in cui il radio isotopo si è concentrato maggiormente; infatti proprio perché i tessuti neoplastici sono molto attivi metabolicamente, la concentrazione di radio-farmaco è maggiore che nei tessuti non neoplastici.

Ancora più ingegnosi sono gli esperimenti di scienziati che addestrano cellule isolate del Sistema immunitario del paziente a riconoscere selettivamente le cellule neoplastiche e a distruggerle.

I nuovi farmaci sono naturali, a base di cellule, quindi eviterebbero i fastidiosi problemi legati alla tossicità dei normali chemioterapici. Ancora più allettante è la notizia di qualche mese fa proveniente direttamente dai banconi di laboratori di ricerca, quella secondo cui il cancro si potrebbe sconfiggere con l’utilizzo di un virus.

Infatti i virus del raffreddore, dell’ormai eradicato vaiolo, e addirittura HIV sono impiegati per indurre la lisi delle cellule cancerose, uccidendo selettivamente ed esclusivamente le cellule malate. Il virus opportunamente ingegnerizzato in modo da non essere virulento per l’organismo ospite, si rende innocuo  per la sua virulenza ma comunque continua a replicarsi nella cellula ospite fino a che le particelle virali prodotte non ne causano la lisi .

Tirando le somme la scienza è andata avanti dagli anni in cui la parola cancro seminava terrore e sgomento ma non abbastanza per dichiarare la partita vinta.

La sfida degli scienziati continua e alimenta ogni giorno che passa le speranze di chi, in tanti, si ammalano di questa malattia. Per quanto il cancro continui a spaventare, l’età media degli ammalati si è notevolmente innalzata negli ultimi decenni ed è notevolmente migliorata la qualità della vita dei pazienti.

Dei notevoli passi in avanti sono stati compiuti dalla comunità scientifica. Auspichiamo a tutti gli ammalati di guarire presto e di continuare a guardare con fiducia alla vita.

Link utili: http://www.airc.it

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