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Nevrosi animale – Uno studio del ‘900

Atteggiamenti strani, comportamenti extra aggressivi o super dimostrativi fanno paura alla maggior parte di noi, come se qualcosa nel nostro Io più profondo ci facesse allontanare da quella cosa “aberrante“. Nulla di più vero e di scientifico! Ma di cosa stiamo parlando? Non sempre i comportamenti esagerati sono connessi alla cultura della società o al passato di un individuo, ma possono derivare anche da variazioni della vita individuale. Stiamo parlando della nevrosi! Questo disturbo, ben studiato dalla scuola psicoanalitica e dal celebre Sigmund Freud, viene definito come una patologia psicologica che deriva da un’alterazione dell’ambiente in cui vive un individuo, impedendo così l’azione di un determinato istinto.

Un ambiente molto ostile

I danni percepiti da un individuo dalla realtà. Conseguenza? La nevrosi.
I danni percepiti da un individuo dalla realtà. Conseguenza? La nevrosi.

Non è difficile osservare quanto la nostra società moderna distrugga e deteriori molti dei nostri istinti , anche la semplice vita “più comoda”, le regole di bellezza e i tabù della società causano alla nostra mente, o per meglio dire all‘istinto, danni che alcune volte vengono riparati solo dopo aver compiuto una determinata azione.

A chi non è mai scappata un’azione “aggressiva”, come alzare la voce, battere un pugno sul tavolo o agitare le braccia e le gambe con gran foga? Questi piccoli gesti fungono da valvola di sfogo per liberare il sentimento principale di rabbia. Molte volte, a causa delle regole e del mondo frenetico in cui viviamo, non è possibile utilizzare questa valvola di sfogo; con effetti devastanti. Comportamenti super aggressivi, o in generale super emozionali, possono causare gravi danni: omicidi, violenze, suicidi.. Ma quindi è un problema esclusivamente umano? No, anche se in natura il fenomeno è meno frequente.

La nevrosi negli animali

Pollo in gabbia. In questo ambiente gli istinti vengono repressi - Nevrosi animale
Pollo in gabbia. In questo ambiente gli istinti vengono repressi.

In natura gli istinti sono largamente soddisfatti, ed è per questo che la nevrosi è meno frequente. Lo racconta uno studio svolto nel ‘900, ed effettuato da Wallace Craig. Utilizzando animali a cui gli è stata tolta la possibilità di esprimere una determinata azione istintiva. Questo scienziato ha potuto definire il termine consummatory action; cioè quella determinata azione che dopo essere stata effettuata, permette la scarica dell’impulso, e quindi uno stato di tranquillità nell’individuo. Il fenomeno di questa ricerca spasmodica dell’azione finale è stato definito appetitive behaviour, o comportamento appetitivo

Il non soddisfacimento di un’azione istintiva porta ad un “giro a vuoto”, ovvero un comportamento del tutto anormale a quello abituale. L’intero organismo si trova quindi in uno stato di agitazione e viene stimolata attivamente la ricerca della situazione di stimolo.

Arrivati a questo punto, una nota critica ci sta. Con risultati del genere, trovati in esperimenti non tanto recenti, come è possibile che non sia di ancora peso alla condizione psicologica degli animali, soprattutto quelli in cattività? I primi a soffrire di questa patologia, oltre agli animali d’allevamento, sono quegli animali che vivono nelle nostre case.

Le nostre regole, ma in particolare i nostri tabù culturali, mettono un freno ai nostri istinti con effetti drammatici; ci si può solo immaginare cosa accade negli animali.

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