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È morto Frans de Waal, l’etologo che ha avvicinato gli umani alle scimmie

Mancato a 75 anni il pioniere degli studi sulla cognizione animale e sulla socialità dei primati, che ci ha fatto conoscere scimpanzé, bonobo e noi stessi

Franciscus Bernardus Maria de Waal, noto come Frans de Waal (1948-2024), è stato un primatologo, etologo e divulgatore scientifico olandese. Ha studiato per oltre 40 anni la cognizione e il comportamento sociale dei primati, come la risoluzione dei conflitti e la cooperazione, facendo luce su aspetti poco noti della loro e della nostra natura e rendendoli noti anche al pubblico grazie alla sua attività di comunicazione della scienza. Frans de Waal è morto il 14 marzo, a 75 anni, a causa di un cancro allo stomaco. La famiglia lo ha condiviso 2 giorni dopo l’accaduto, il 16 marzo[1, 2].

de Waal ha frantumato idee consolidate da tempo su cosa significa essere animali ed essere umani.

– Università Emory, ricordando l’etologo[1].

Biografia di Frans de Waal

Frans de Waal nacque il 29 ottobre 1948 nella città olandese di ’s-Hertogenbosch, in una famiglia numerosa con 6 figli maschi. Già da bambino, nel giardino di casa, osservava con interesse il comportamento degli animali. Così, da adulto assecondò la sua passione studiando zoologia ed etologia presso tre università olandesi (Nijmegen, Groningen e Utrecht)[1, 2].

In occasione del suo dottorato in biologia, nel 1975 de Waal iniziò a lavorare con una colonia di scimpanzé presso lo zoo di Arnhem. Qui fece la sua prima importante scoperta: dopo i “litigi”, questi primati “fanno pace” con baci e abbracci. Questo comportamento, detto di riconciliazione, è stato l’oggetto della sua tesi, con cui ha conseguito il dottorato nel 1977 presso l’Università di Utrecht. Nessuno aveva un particolare interesse a studiare questo tema[1, 2].

Nel 1980 si sposò con Catherine Marin, insegnante di francese[3], con cui si trasferì negli Stati Uniti. Prima in Winsconsin (lavorando presso il Centro nazionale di ricerca sui primati); poi in California (allo zoo di San Diego); e infine in Georgia (al Centro nazionale di ricerca sui primati dell’Università di Emory, ad Atlanta), dove rimasero per oltre 40 anni[1, 2].

Nei primi anni Ottanta, inoltre, de Waal pubblicò i suoi primi libri, incentrati sulle dinamiche di dominanza, conciliazione e cooperazione tra primati: “La politica degli scimpanzé” e “Far la pace tra le scimmie”. Con queste pubblicazioni, il nome di de Waal iniziò a essere conosciuto a livello internazionale. Nei decenni successivi diventò poi professore presso il Dipartimento di Psicologia dell’Emory University e poi presso l’Università di Utrecht; direttore del Living Links Center presso il Centro di ricerca nazionale dei primati di Yerkes; e membro di diverse accademie nazionali. Inoltre, diventò celebre con la pubblicazione di altri libri divulgativi, attraverso la televisione e come speaker internazionale[1, 2].

Frans de Waal si è ritirato dall’Università nel 2019, ma ha continuato a essere un membro attivo della comunità scientifica, tra conferenze e discussioni, e nella divulgazione grazie a speech e scrittura di libri[1].

L’impatto e l’eredità di Frans de Waal

Per secoli, i temi della cognizione e dell’empatia animale sono stati poco considerati dalla comunità scientifica, dominata soprattutto dall’idea che gli animali non umani fossero incapaci di intelligenza, di provare alcune emozioni e di empatizzare e cooperare con altri individui. Nonostante le ricerche di alcuni scienziati in tal senso, infatti, gli esperimenti erano complessi da condurre e, soprattutto prima dell’avvento delle videocamere, c’era il rischio di essere considerati parziali o testimoni di semplici aneddoti[1, 4].

La questione cambiò soprattutto a partire dagli anni 1960-1970, con libri come “Animal machines” di Ruth Harrison e “The Question of Animal Awareness: Evolutionary Continuity of Mental Experience” di Donald Griffin. Questi illustravano come anche gli altri animali potevano mostrare intelligenza e come questa poteva essere indagata grazie al metodo scientifico. Proprio su questi ambiti, creando un nuovo campo di ricerca, de Waal imperniò i suoi studi: osservò fenomeni come la risoluzione dei conflitti, l’empatia, la condivisione, il senso di giustizia, la moralità e l’apprendimento sociale nei primati, mostrando alla comunità scientifica e al pubblico che scimpanzé, bonobo e altre scimmie non erano così diverse dagli esseri umani come si pensava[1].

Tra centinaia di paper scientifici, insegnamento, decine di articoli su giornali a diffusione nazionale, 16 libri tradotti in 20 lingue e memorabili discorsi, l’impatto di Frans de Waal nel farci conoscere noi stessi e gli altri primati è stato enorme. Complici i video girati dallo scienziato, che fu tra i primi a riprendere costantemente i suoi esperimenti.

Da menzionare anche l’importanza che lo scienziato dava al benessere degli animali che studiava. Lo studioso, infatti, osservò che assecondare la curiosità, lo spirito di esplorazione, le abilità fisiche e le necessità dei primati li rendeva meno stressati e più abili nel dimostrare le loro abilità. Così, superò dei limiti metodologici che avevano limitato la ricerca sulla cognizione animale, con un fondamentale impatto sull’etologia[3, 4].

Premi e riconoscimenti

È difficile riassumere l’enormità dell’impatto di Frans de Waal, sia a livello globale sia per l’Università Emory. Era capace di pensare in modo straordinariamente profondo e anche in modo ampio, con intuizioni interdisciplinari. Era sempre pronto a partecipare a una discussione intellettuale.”

– Lunne Nygaard, Direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università Emory

Frans de Waal ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua attività di ricercatore e per quella di divulgatore, a partire dal 1993, anno in cui è stato eletto nella Royal Dutch Academy of Sciences. Nel 2004 è anche stato eletto nella National Academy of Sciences, mentre nel 2007 è stato incluso nella lista delle 100 persone più influenti del mondo dalla rivista Time e nel 2010 è stato nominato Cavaliere nell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi[1].

Anche alcuni dei suoi 16 libri hanno meritato dei riconoscimenti, come il Los Angeles Times Book Award per “Far pace tra le scimmie” (1989), la nomina di “La scimmia che siamo” come “Notable Book of the Year” dal New York Times (2005) e l’E.O. Wilson Literary Science Writing Award (2020)[1].

Ma si è meritato anche uno dei premi più ambiti e insoliti del nostro tempo. Infatti, nel 2012 ha ottenuto un premio Ig Nobel, riconoscimento satirico dedicato alle scoperte e invenzioni “che prima fanno ridere e poi riflettere”. Insieme alla collega statunitense Jennifer Pokorny, ha vinto il premio Ig Nobel per l’Anatomia per aver dimostrato che gli scimpanzé possono riconoscere altri individui basandosi sulle immagini dei loro fondoschiena[5].

“[Noi umani] finiamo sempre per sopravvalutare la complessità di ciò che facciamo. Ecco come si può riassumere la mia carriera: ho portato le scimmie un po’ più vicino agli umani, ma ho anche portato gli umani un po’ più con i piedi per terra.”

– Frans de Waal

Referenze

  1. Emory University, 16 marzo 2024. Emory primatologist Frans de Waal remembered for bringing apes ‘a little closer to humans’.
  2. NRC, 16 marzo 2024. De man die mens en aap dichter bij elkaar bracht.
  3. Encyclopedia.com. de Waal, Frans – 1948.
  4. de Waal F., 2017. Are We Smart Enough to Know How Smart Animals Are? Norton & Co Inc. ISBN-13: 978-0393353662.
  5. Improbable, 2024. Ig® Nobel Prize Winners – 2012.

 

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