Micosi: cosa sono e come si curano

Le micosi sono infezioni di natura fungina che danno luogo a una varietà di effetti clinici nell’organismo umano.

Le micosi sono infezioni causate da funghi patogeni che, trovando condizioni favorevoli alla crescita, danno origine a forme patologiche più o meno gravi. Esistono diversi tipi di micosi classificate in base alla loro patogenesi, ovvero il modo in cui alterano le condizioni fisiologiche dell’organismo[1].

Cause

Il nostro sistema immunitario generalmente ci difende dalle infezioni fungine non gravi, ma in alcuni soggetti queste possono svilupparsi trovando una condizione favorevole e dare origine ad una forma patologica.

Tra le persone a rischio di sviluppare una forma micotica si evidenziano i pazienti:

  • immunocompromessi;
  • con impianti chirurgici;
  • malati oncologici;
  • che assumono farmaci immuno-soppressori come i chemioterapici, corticosteroidi o farmaci antirigetto (in seguito a trapianti: ciclosporina metotressato);
  • che usano farmaci per artriti e disturbi associati;
  • con ustioni estese;
  • affetti da AIDS;
  • diabetici;
  • con forme tumorali;

Quindi la patogenesi varia da persona a persona e spesso il fattore determinante è rappresentato proprio dalla salute del paziente. Lo studio dello stato di latenza dei miceti patogeni ha evidenziato tempi molto variabili: nell’ordine di giorni in soggetti debilitati fino ad anni nei soggetti più sani.

Dal punto di vista della virulenza si evidenziano andamenti che possono portare a coinvolgimenti di tipo sistemico o localizzarsi in un distretto corporeo specifico.

Tipi di infezioni micotiche

Le infezioni micotiche sono classificate, in base alla loro modalità di infezione, come:

  • opportunistiche;
  • primarie[2].

Leggi anche: Differenza tra contagio e infezione

Infezioni opportunistiche

Le infezioni opportunistiche sopraggiungono in seguito all’abbassamento delle difese immunitarie dell’uomo. Alcune specie di miceti che normalmente vivono sulla nostra pelle e nelle cavità del corpo (come le specie di Candida che in condizioni fisiologiche colonizzano pelle, cavità orale, intestino e vagina) vengono a trovarsi in situazioni tali per cui la loro crescita non viene più controllata in modo adeguato e si passa dalla condizione di commensalismo a quella di parassitismo[2].

Tra le infezioni tipiche da micosi opportunistica si evidenziano:

  • aspergillosi;
  • candidosi;
  • mucormicosi;
  • criptococcosi.

Infezioni primarie

In soggetti sani con un sistema immunitario che non presenta alterazioni significative possono sopraggiungere infezioni micotiche definite primarie, tra le quali si annoverano:

  • paracoccidioidomicosi;
  • coccidioidomicosi;
  • istoplasmosi;
  • blastomicosi.

Le infezioni micotiche possono presentare siti di specifica localizzazione o dare origine a micosi di tipo sistemico.

Nelle infezioni localizzate tra i siti corporei colpiti si evidenziano:

  • aree superficiali e sono interessati principalmente le unghie ed i capelli.
  • aree sub-cutanee in cui le infezioni sono a carico del derma, tessuto sottocutaneo e muscolare. Tali tipi di infezioni sono in grado di penetrare negli strati più profondi dando origine a siti di flogosi profondi e talvolta difficili da trattare.
  • aree cutanee in cui le infezioni invadono profondamente l’epidermide e gli annessi cutanei come unghie e capelli; questo tipo di infezioni vede il coinvolgimento del sistema immunitario con cambiamenti patologici negli strati cutanei profondi. Le infezioni che coinvolgono tali distretti prendono il nome di dermatofitosi, tigna o tricofizie. Esse sono causate da funghi quali Microsporum, Tricophyton ed Epidermophyton[3].

Nelle infezioni a decorso sistemico si vedono coinvolgimenti multiorgano da parte di funghi dimorfi intrinsecamente virulenti. Tali tipi di infezione hanno luogo a partire dalla sede polmonare e danno origine, generalmente, a cinque forme patologiche diverse:

  1. istoplasmosi;
  2. blastomicosi;
  3. paracoccidioidomicosi;
  4. coccidioidomicosi;
  5. criptococcosi.

Cryptococcus neoformans

Il Cryptococcus neoformans presente in tutto il mondo, si trova tipicamente negli escrementi dei piccioni, nel suolo, sul legno in decomposizione e nelle cavità degli alberi[4].

 

Esso rappresenta uno dei possibili agenti eziologici che danno origine alla meningite micotica e alla criptococcosi. La sua via di ingresso è rappresentata dall’apparato respiratorio, dove l’agente patogeno nella maggior parte dei casi non causa alcuna patologia. Tuttavia, in soggetti immunocompromessi può rimanere in una forma di latenza e causare infezioni in un secondo momento[5].

Lieviti di Cryptococcus neoformans
www.microbiology.ubc.ca
Criptococcosi (sistema nervoso centrale) In un ospite immunosoppresso, l’infezione da criptococco causa meningite, che può manifestarsi all’imaging con lesioni cerebrali grandi e focali. www.msdmanuals.com

Miceti

I miceti comprendono diverse forme di sviluppo in base alle quali vengono diversificati in:

  • lieviti;
  • muffe;
  • dimorfi.

I lieviti sono organismi unicellulari dalla forma sferica con dimensioni che possono raggiungere anche i 20-50 micron (millesimo di millimetro).

Le muffe sono organismi pluricellulari organizzati in miceli in grado di formare ife, strutture filamentose capaci di radicare e provocare effetti dannosi secondari in caso di infezioni. Le loro dimensioni sono molto variabili.

Esistono, altresì, funghi dimorfici in grado di cambiare organizzazione in base alle condizioni ambientali in cui si vengono a trovare. Dal punto di vista metabolico i miceti sono classificati come eterotrofi, e in base alla specie, si distinguono comportamenti di tipo saprofitico o parassitario. La loro riproduzione avviene tramite spore microscopiche in forma sessuata o asessuata 5 . Queste sono veicolate attraverso l’aria, il terreno e superfici. Ed è proprio per questa loro “disponibilità” ambientale che le infezioni coinvolgono principalmente il tratto respiratorio e l’apparato tegumentario.

Tra le possibili cause di infezione si annoverano anche le esposizioni accidentali alle tossine micotiche. Tali sostanze sono metaboliti rilasciati nell’ambiente dai miceti e possono infestare edifici, veicoli e derrate alimentari. La maggior parte delle esposizioni da micotossine avviene per ingestione accidentale o esposizione ad ambienti con aria contaminata[6].

Come si curano?

Per il trattamento delle infezioni micotiche vengono usati farmaci detti antifungini. La via di somministrazione adottata e la scelta dei principi attivi avviene a seconda della localizzazione dell’infezione, dal tipo di patogeno e in base al quadro clinico.

  • Per le micosi superficiali che non prevedono un coinvolgimento del sistema immunitario, di solito, vengono adottati farmaci ad uso topico.
  • Nelle micosi cutanee, invece, vengono scelti antimicotici topici o sistemici.
  • Il trattamento varia in base al quadro clinico nel caso delle micosi sottocutanee.
  • Nelle micosi sistemiche vengo adottati antifungini aggressivi ad azione sistemica.

Antifungini

Gli antifungini agiscono principalmente su cinque diversi fronti (quali sono? Non si capisce). Vi sono antifungini che sono attivi contro le funzioni associate alla membrana come i POLIENI, antifungini attivi contro la sintesi della parete cellulare usando POLIOXINE che inibiscono la sintesi della chitina e le ECHINOCANDINE agendo sull’inibizione della sintesi del glucano.

Altri tipi di antimicotici hanno azione contro la sintesi dell’ergosterolo (presente in tutti i miceti), tali farmaci utilizzano principi attivi quali AZOLI e ALLILAMINE che ne inibiscono la sintesi.

Inoltre, non mancano farmaci attivi contro la formazione dei microtubuli (agendo durante le fasi mitotiche) come la GRISEOFULVINA usta per infezioni cutanee da dermatofiti. Sono attivi contro la sintesi degli acidi nucleici, tra i quali si evidenziano principi attivi come la 5-FLUOROCITOSINA utilizzata spesso con amfotericina B per un’azione di sinergismo contro la meningite criptococcica.

I polieni sopradescritti agiscono legando gli steroli e compromettendo l’integrità osmotica delle membrane. Tali composti sono contenuti nell’amfotericina B usata per infezioni sistemiche in soggetti immunocompromessi e nella nistatina usata per infezioni delle mucose.

Gli azoli inibiscono l’enzima responsabile della sintesi dell’ergosterolo. Un esempio è rappresentato dal fluconazolo per infezioni sistemiche gravi e ketoconazolo per micosi mucocutanee[7].

Referenze

  1. Panoramica sulle infezioni micotiche. Manuale MSD
  2. Aspergillosi. Manuale MSD
  3. Micosi. Studio dermatologico, Dott. Tracanna & Dott.ssa Di Rollo
  4. C. neoformans Infection. CDC
  5. Criptococcosi. Manuale MSD
  6. Cryptococcus neoformans research in the Kronstad Lab. The University of British Columbia
  7. Farmaci antifungini. Manuale MSD
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