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Metodi per la raccolta di insetti e “L’arte di collezionare mosche”

L’obiettivo del seguente articolo è quello di guidare il lettore a scoprire gli insetti nel loro ambiente naturale e non incoraggiarlo alla raccolta fine a sé stessa. La raccolta di insetti è infatti un utile strumento per lo studio della biologia e della tassonomia degli insetti. Un libro interessante da leggere per riflettere sull’argomento è senz’altro “L’arte di collezionare mosche” di Fredrik Sjöberg, lo scrittore entomologo che dal 1986 vive sull’isola di Runmarö, al largo di Stoccolma, dove studia le mosche ed in particolare i sirfidi.

La raccolta degli insetti

Innanzitutto, è bene, prima di iniziare una raccolta in un qualsiasi luogo, conoscere le specie protette e minacciate in quel luogo e soprattutto evitare di catturare più di una coppia per specie. È importante, infatti, tener presente la biologia della specie che si cattura e il suo rapporto con l’ambiente circostante ed evitare una raccolta massiva inutile e dannosa. Potrà risultare utile utilizzare un quaderno di campagna per annotare le caratteristiche di comportamento dell’insetto raccolto ma anche la località e la data di raccolta.

Alcuni collezionisti appuntano anche altri dettagli riguardanti l’ambiente in cui l’insetto è stato ritrovato, ad esempio: “recuperato sotto la corteccia”, “trovato mentre mangiava un’infiorescenza”. Gli insetti si possono raccogliere in tutti i periodi dell’anno (i mesi estivi sono i più indicati) e in quasi tutti i luoghi (anche dentro casa). I metodi di raccolta possono essere suddivisi in caccia attiva e trappolamento, diversi a seconda che l’insetto voli, cammini, viva nel suolo e nei detriti o sia acquatico.

Metodi di raccolta per gli insetti volatori

Per insetto volatore si intende quell’insetto che passa la maggior parte del suo tempo in volo e che quindi si può catturare mentre sta volando (ad esempio: gli odonati, i lepidotteri, i ditteri e gli imenotteri). Lo strumento principale è il retino, di cui ne esistono tanti modelli in commercio ma che è anche molto facile costruire in casa con il giusto materiale. L’armatura deve essere leggera e solida generalmente di nylon o di polietilene rivestita da un fil di ferro (circa 2 mm di diametro) che permette di ottenere la forma desiderata e di sostenere l’armatura. Le forme possono essere due, triangolare o circolare con diametro di almeno 30 cm affinché possa essere introdotta la mano e il tubo di raccolta.

Il manico a cui l’armatura verrà fissata potrà essere corto nel caso in cui si caccino tutti gli insetti o più lungo nel caso in cui si decide di cacciare solo gli insetti volatori. La sacca del retino dovrebbe essere di un tessuto leggero e trasparente con maglie abbastanza strette per evitare il passaggio di piccoli insetti. La lunghezza della sacca deve essere più o meno uguale al doppio del diametro cosicché, quando lo si rovescia, l’insetto rimane imprigionato e può così essere esaminato.

Metodi di raccolta per gli insetti camminatori

Per insetto camminatore si intende quell’insetto che passa gran parte del suo tempo immobile o camminando sul suolo o sulla vegetazione (ad esempio: i coleotteri, gli ortotteri, gli emitteri, gli psocotteri, i plecotteri, i neurotteri e i lepidotteri che si nascondono durante il giorno). Le specie più grandi possono essere raccolte con piccoli barattoli di vetro, mentre le specie più piccole possono essere cacciate con un aspiratore. Anche questo strumento può essere costruito in casa. Basta un tubo di plastica e/o di vetro e delle garze per ricoprire l’estremità che verrà portata alla bocca per aspirare.

Per raccogliere insetti camminatori sull’erba bassa è possibile utilizzare un retino per lo sfalcio. Il contenuto del retino è bene che sia frequentemente esaminato per evitare che semi o foglie danneggino l’insetto ma anche per capire da quale pianta l’insetto è stato raccolto. La sacca del retino in questo caso deve essere più resistente per supportare gli urti sulla vegetazione. Se gli insetti camminatori si trovano su piante di maggiori dimensioni (alberi o arbusti) si può praticare il metodo della battitura. In questo caso si utilizza un semplice bastone per scuotere e battere le piante ed un telo generalmente bianco. Il telo può essere semplicemente steso sul suolo o può essere teso su un’armatura in modo tale da poterlo tenere in mano e introdurlo facilmente sotto i rami considerati.

Metodi di raccolta per gli insetti che vivono sul suolo e nei detriti

Gli insetti che più rappresentano questo gruppo sono le formiche, alcuni coleotteri e gli apterigoti. Lo strumento più famoso ed efficace per catturarli è il selettore di Berlese. Anche questo può essere costruito in casa con pochissimi materiali: un imbuto, un setaccio e un recipiente. Ci sono molte variazioni dell’apparecchio ma la cosa più importante è capire come funzione, dopo di che possono essere apportate tutte le modifiche che ci sembrano necessarie in base ai nostri scopi.

L’imbuto è utilizzato per contenere il campione di suolo da analizzare: alla base dell’imbuto è posizionato il setaccio (rete di plastica o metallo con maglie di dimensioni intorno ai 5 mm che permette il passaggio dell’insetto e al contrario trattiene la maggior parte delle particelle di terreno) e ancora un contenitore. Al di sopra dell’imbuto, invece, viene posizionata una fonte di calore (generalmente una lampada). Il selettore di Berlese funziona creando un gradiente di temperatura sul campione di terreno tale che gli insetti si allontanano dalle zone a temperatura elevata per raggiungere quelle più profonde e ancora umide fino a superare il setaccio e a cadere nel recipiente di raccolta.

Se si vuole analizzare l’insetto vivo è importante posizionare nel recipiente un panno umido che eviti che l’animale raggrinzisca, altrimenti si aggiunge dell’alcol nel contenitore affinché l’insetto venga subito conservato. Lo strumento può essere lasciato per diversi giorni o anche settimane ma il campione di terreno è bene che non sia troppo profondo, bastano infatti 2-4 cm di terreno, in questo modo l’insetto non ci mette troppo tempo a cadere.

Metodi di raccolta per gli insetti acquatici

Tra gli insetti acquatici ci sono quelli che passano i primi stadi di sviluppo in acqua (ad esempio: gli efemerotteri, gli odonata, i plecotteri e i neurotteri) e quelli che ci vivono anche da adulti (alcuni emitteri e coleotteri). Anche in questo caso verrà utilizzato un retino, diverso però da quelli descritti precedentemente. Un retino per la raccolta di insetti acquatici deve essere molto più solido e molto più resistente per opporre la sua forza a quella dell’acqua. Il manico deve essere molto robusto e la forma dell’armatura dovrebbe essere quadrata per raschiare il fondale.

Trappole

La trappola a caduta è sicuramente la più semplice da utilizzare. Basta immergere un barattolo scoperto nel terreno, l’apertura del barattolo deve essere al pari della superficie del terreno. All’interno del barattolo possono essere aggiunte delle esche per facilitare la raccolta di determinati insetti: le sostanze zuccherine possono attrarre diverse specie come anche i fiori, mentre la carne putrefatta e gli escrementi possono attrarre ditteri e coleotteri. Le trappole possono risultare utili per catturare gli insetti volatori di piccole dimensioni (come molti ditteri e imenotteri). In questo caso una delle trappole più comuni ed efficaci è la trappola di Malaise descritta appassionatamente nel libro dell’entomologo Sjöberg.

L’arte di collezionare mosche

Fredrik Sjöberg, nel suo libro “L’arte di collezionare mosche”, indaga il mondo di coloro che come lui collezionano, il mondo della bottonologia o meglio “l’arcipelago della bottonologia”. Il collezionismo viene tradotto in un bisogno irrequieto di controllare il caos dell’esistenza e tutto ciò viene raccontato attraverso innumerevoli divagazioni, storie e aneddoti. Ad appassionarlo più di tutto è l’avventura dell’entomologo svedese Rene Malaise il quale ha viaggiato in Kamčatka, in Birmania e in altri luoghi selvaggi e ha inventato un’importantissima trappola per insetti:

«Il destino ha però voluto che la vera fama imperitura gli venisse non dalle sue ricerche, dai suoi scritti e nemmeno dalle sue avventure, bensì da un’invenzione epocale nel vero senso della parola (…) Durante uno dei suoi lunghi viaggi in paesi lontani notò che un enorme quantità di insetti entravano nella tenda e poi non ne trovavano l’uscita, e comunque non uscivano dall’apertura. (…) Le riflessioni fatte nella natura selvaggia si erano con il tempo cristallizzate nell’idea si un dispositivo leggerissimo di rete a maglie strette, non molto diverso da una vecchia tenda per due persone aperta ai lati. Il colmo della tenda era leggermente inclinato e nell’angolo più in alto era praticata un’apertura che conduceva ad una camera a gas insidiosa quanto ingegnosa.»

Quindi la trappola di Malaise può essere posizionata in luoghi di passaggio permettendo la cattura degli insetti volatori. Gli insetti cercheranno una via di fuga verso l’alto ed è così che vengono spinti in un contenitore di raccolta posto all’estremità superiore. Nel libro, la raccolta degli insetti acquista un’aurea magica grazie alla descrizione delle avventure degli antichi entomologi disposti ad allontanarsi da tutto e tutti alla ricerca di nuove scoperte.

E poi ancora, l’affascinante descrizione di chi come lo scrittore passa le giornate a cacciare sirfidi in maniera piuttosto aristocratica: fermo e in agguato, in luoghi battuti dal sole e pieni di fiori, immerso in una qualche forma di meditazione con il retino in una mano e l’aspiratore nell’altra. Il mondo che viene descritto non assomiglia per niente a quello che i documentari naturalistici ci mostrano in televisione, niente è così immediatamente comprensibile e accessibile. Lo scrittore umilmente ammette che la sua ricerca, capire il mondo che lo circonda, non avrà mai fine.

Referenze

  1. Chinery M. (2010). Guida degli insetti d’Europa. Atlante illustrato a colori, Franco Muzzio Editore.
  2. Sjöberg F. (2015). L’arte di collezionare mosche, traduzione di Fulvio Ferrari, Iperbola, Milano.
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