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Il killer australiano: la medusa irukandji

La medusa irukandji è la più piccola al mondo e la più letale. Le sue minuscole dimensioni, 2-3 centimetri di diametro, la rendono pressoché invisibile all’occhio umano e la lasciano agire indisturbata; ogni estate perciò, da 60 a 120 persone sono ricoverate in ospedale a causa del suo veleno, che se non viene curato tempestivamente risulta essere fatale. È stata scoperta per la prima volta da Hugo Flecker, che nel 1952 le diede l’appellativo di “Irukandji”, ovvero il nome della popolazione autoctona della zona costiera settentrionale del Cairns. D’allora queste meduse infestano le spiagge nelle zone tra Exmouth, in Western Australia e Gladstone, in Queensland; possono essere avvistate tutto l’anno, ma si mostrano vicino alla costa soprattutto da ottobre ad aprile o da ottobre a maggio.

Hanno sia i tentacoli che l’ombrello pieni di cellule velenifere, per procacciarsi al meglio pesci di piccola stazza, il cui decesso avviene al minimo contatto con gli aculei. Il morso dell’ Irukandji tuttavia non colpisce solo le specie marine, infatti miete circa una decina di vittime l’anno e sembra essere di gran lunga più temibile di quello del cobra e della tarantola; i sintomi che produce sono: una forte sensazione di bruciore seguita da tosse, sudorazione, dolori muscolari, vomito e un insopportabile mal di testa, oltreché ipertensione e attacchi di ansia. Tutti questi effetti sfortunatamente tardano a presentarsi..

La “ sindrome Irukandji ”

Compare dopo più di 30 minuti dal contatto con la medusa, causando in questo modo una probabilità di morte ancora più elevata per l’ignara vittima. L’ Irukandji è inoltre una fra le specie più difficili da studiare, poiché il suo corpo è così fragile e inconsistente che l’impatto con le pareti di un normale contenitore in vetro la ucciderebbe.

Rimangono per questo motivo ancora molti misteri da svelare, i ricercatori che si occupano del caso sperano nei prossimi anni, di riuscire a scoprirne di più sul ciclo vitale della piccola cubomedusa che ha sollevato soprattutto nell’ultimo decennio paura e curiosità.

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