Mastociti: caratteristiche e funzioni

I Mastociti sono cellule dell’immunità innata che possiedono caratteristiche citologiche e funzionali simili ai basofili e, per questo, si pensava che fossero cellule uguali ma in condizioni diverse. Originano da un progenitore mieloide comune, situato nel midollo osseo. Una volta prodotti circolano nel flusso ematico in una condizione di immaturità e, giunti nel tessuto differenziano e maturano in mastociti.

Si localizzano all’interno dei tessuti più esposti ai patogeni come la cute e le mucose, e possono essere considerate quindi cellule residenti e prime sentinelle (insieme ai macrofagi) della risposta immunitaria.

Caratteristiche citologiche

I mastociti sono cellule rotondeggianti che presentano delle estroflessioni al livello della membrana cellulare chiamati pseudopodi. Il loro nucleo cellulare è rotondo e spesso mascherato dalla massiccia presenza di granuli che legano i coloranti basici. I granuli citoplasmatici sono composti da molteplici e diversi tipi di molecole e per questo sono definiti eterogenei; contengono principalmente istamina sintetizzata tramite una decarbossilazione dell’aminoacido istidina ed eparina che fa parte dei glicosamminoglicani solforati.

Possiedono inoltre anche corpi lipidici che contengono riserve di acido arachidonico utilizzato dagli enzimi lipossigenasi e ciclossigenasi che producono rispettivamente leucotrieni e prostaglandine, mediatori lipidici dell’infiammazione e dell’allergia.

Funzioni ed attivazione

I mastociti attivati cambiano aspetto citologico: il nucleo si espande a causa dell’attiva ed ingente trascrizione, i granuli sono poco visibili o assenti e la presenza di pseudopodi aumenta. Queste cellule possiedono numerosi recettori membranari come i Toll-Like Receptors, che intervengono nel riconoscimento di patogeni più piccoli come i batteri ma anche più grandi come gli elminti e costituiscono, insieme agli eosinofili, la principale linea di difesa contro questi parassiti.

Rispondono a questi patogeni con la secrezione dei loro granuli e la sintesi de novo di molecole pro-infiammatorie come citochine e chemochine che mediano il reclutamento di ulteriori leucociti nel sito di infezione ed inducono una condizione di infiammazione.

Cambiamento strutturale in seguito ad attivazione.

Queste cellule sono anche tra i primi effettori dell’allergia grazie alla massiccia presenza sulla membrana di recettori ad alta affinità per il frammento Fc delle immunoglobuline IgE. Le IgE legano antigeni presenti sull’allergene e, a loro volta, sono legati dai recettori membranari; questo legame induce l’attivazione e degranulazione dei mastociti che rilasceranno l’istamina con conseguente vasodilatazione e andranno a sintetizzare i mediatori lipidici coinvolti nelle risposte allergiche come le prostaglandine che causano broncocostrizione agendo sulle cellule muscolari lisce.

Fonti

  • Abul K. Abbas, ottava edizione, Immunologia cellulare e molecolare, edra
  • Robbins, nona edizione, Fondamenti di Patologia e di Fisiopatologia, edra
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