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Mascherine e COVID-19: quando e come usarle

In questo breve articolo spiegheremo come e quando usare le mascherine per proteggersi dal SARS-CoV-2.

Mascherine chirurgiche

Le mascherine chirurgiche impediscono a chi le indossa di contaminare l’ambiente perché limitano la trasmissione di agenti infettivi. Ricadono nell’ambito dei dispositivi medici (D.Lgs. 24 febbraio 1997, n.46 e s.m.i.) e sono utilizzate negli ospedali e nei luoghi dove si presta assistenza a pazienti, ad esempio nelle case di riposo o negli ambulatori.

Affinché siano sicure, le mascherine chirurgiche devono essere prodotte nel rispetto della norma tecnica UNI EN 14683:2019 rispettando, dunque, i seguenti requisiti:

  • resistenza a schizzi liquidi;
  • traspirabilità;
  • efficienza di filtrazione batterica;
  • pulizia da microbi[1]

Considerando le evidenze scientifiche disponibili, le mascherine chirurgiche rappresentano una protezione sufficiente nella maggior parte dei casi. Esse, infatti, bloccano particelle molto grandi minimizzando l’esposizione del paziente a saliva e secrezioni respiratorie da parte del personale sanitario. Tuttavia, per la massima protezione si raccomanda l’uso di dispositivi filtranti facciali[2].

Mascherine FFP1, FFP2 e FFP3

In alcuni casi è fortemente raccomandato l’utilizzo di filtranti facciali (filtering face piece, FFP) sulla base del principio di precauzione. Cioè queste mascherine vengono fornite al personale sanitario per l’assistenza diretta di casi di COVID-19 anche quando la positività al virus non è stata ancora confermata[2, 4].

In generale, i filtranti facciali sono raccomandati nei luoghi di lavoro dove si superano i Valori Limite di Esposizione Professionale (VLEP).

“VLEP: limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un agente dannoso nell’aria (polveri, fumo, aerosol), rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione a un periodo di riferimento determinato”[3].

I filtranti facciali sono classificati in base all’efficacia di filtrazione:

  • FFP1 (filtrano l’80% delle particelle che si trovano nell’aria ed il superamento del VLEP può essere al massimo di 4 volte);
  • FFP2 (filtrano il 94% dell’aria ed il VLEP può essere di 10 volte superiore alla norma);
  • FFP3 (filtrano il 99% dell’aria con un VLEP superiore fino a 30 volte)[4].

Le mascherine FFP2 e FFP3  sono utilizzate in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere chi le indossa da agenti esterni come polvere e germi trasportati da goccioline e aerosol. Sono certificate come previsto dal D.lgs. n. 475/1992 e sulla base di norme tecniche come la UNI EN 149:2009.

Quest’ultima specifica i requisiti minimi che le semi-maschere filtranti antipolvere devono possedere per garantire:

  • efficienza;
  • traspirabilità;
  • stabilità della struttura[1, 2]

Le norme tecniche sono disponibili gratuitamente al sito: uni.com

Altri tipi di mascherine

Tutte le mascherine diverse da quelle descritte sopra e presenti in commercio non sono dispositivi medici né di protezione individuale. Per questo motivo non vengono utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale. Queste mascherine, infatti, non sono sottoposte a valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità né dell’INAIL. La loro realizzazione è comunque regolata dal D.L. 18/2020 (art. 16, comma 2) che impone al produttore di garantirne la sicurezza. A questo proposito, i materiali utilizzati non devono causare irritazione o effetti nocivi per la salute[1].

Leggi anche: Coronavirus: le mascherine ne limitano davvero la diffusione?

Mascherine: istruzioni per l’uso

Ecco le istruzioni per indossare la mascherina nel modo corretto:

  • lavarsi le mani prima di indossarla, prima di toglierla e dopo averla tolta;
  • assicurarsi che copra naso, bocca e mento aderendo perfettamente al viso;
  • non toccare la parte esterna della mascherina perché potrebbe essere stata esposta al virus;
  • non toccare la parte interna della mascherina perché si corre il rischio di contaminarla e portare agenti infettivi al viso;
  • indossarla sempre utilizzando gli appositi lacci;
  • non riutilizzare le mascherine monouso, non lavarle e non disinfettarle;
  • sostituire la mascherina monouso se diventa umida, sporca o si danneggia;
  • la mascherina monouso deve essere correttamente smaltita in un contenitore per rifiuti appropriato;
  • oltre all’uso dei dispositivi di protezione individuale, è necessario curare l’igiene delle mani e mantenere la distanza di almeno 1 metro;
  • la mascherina in tessuto, lavabile, deve essere riposta in una bustina pulita e non lasciata in giro o in borsa senza alcuna protezione[2, 5].

Mascherine: dove e quando indossarle?

  1. Indossare la mascherina è particolarmente importante quando non è possibile rimanere fisicamente a distanza, in particolare in ambienti interni affollati e scarsamente ventilati.
  2. È possibile indossare la mascherina in tessuto a meno che non ci si trovi in ​​una particolare situazione di rischio;
  3. Indossare una mascherina FFP2/FFP3 in situazioni ad elevato rischio;
  4. È bene indossare una mascherina chirurgica se:
  • di età superiore ai 60 anni;
  • si hanno particolari condizioni di salute;
  • non ci si sente bene e/o si prestano cure ad un malato[5].

Non sono soggetti all’obbligo di mascherina i bambini al di sotto dei sei anni e le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso continuativo della mascherina[6].

Referenze

  1. Mascherine, le norme tecniche per la produzione – Ministero della Salute
  2. Rapporto ISS COVID-19, n. 2/2020 Rev – Istituto Superiore di Sanità
  3. Limiti di esposizione professionale – Inail
  4. Particle Size-Selective Assessment of Protection of European Standard FFP Respirators and Surgical Masks against Particles-Tested with Human Subjects – Journal of Healthcare Engineering
  5. Coronavirus disease (COVID-19) advice for the public: When and how to use masks – WHO
  6. Decreto del presidente del consiglio dei ministri 24 ottobre 2020 – Ministero della Salute
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