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Mango: proprietà, valori nutrizionali e calorie

Il mango, originario dell’India[1], simbolo di prosperità ed abbondanza, considerato come da tradizione “cibo degli dei”, è il re dei frutti esotici che sta conquistando sempre più apprezzamenti anche in altre parti del mondo, tanto da essere recentemente annoverato tra i super food. Sono molte le proprietà benefiche attribuite al mango: antiinfiammatoria, antitumorale, diuretica, digestiva, ipocolesterolemizzante e termogenica. Proprio in virtù delle sue proprietà termogeniche questo frutto sta catturando sempre più l’attenzione delle case farmaceutiche che stanno mettendo a punto diversi integratori con proprietà dimagranti[3].

Origine, distribuzione e coltivazione

Il mango (Mangifera indica L.) è una pianta arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, originaria della regione Indo-Burmese[4]. Il termine mango deriva da un termine (mangai) in lingua Malayalam, una delle lingue dravidiche del sud dell’India. La coltivazione del frutto, è antichissima, si narra che sia stato coltivato per la prima volta in India 4.000 anni fa. Solo nel Nel XVI secolo, i coloni portoghesi dell’India, considerando il mango un’opportunità per il commercio lo portarono in altre parti del mondo, producendo anche nuove varietà tramite innesto[5]. Attualmente il mango si coltiva e si importa da tanti Paesi, dall’Asia, all’Africa passando per il Sudamerica[5]. In Italia la produzione è limitata alla Sicilia e alla Calabria precisamente nella zone costiere settentrionali che si affacciano sul mar Tirreno.

Il mango è una pianta arborea sempreverde. L’albero di Mango che, negli ambienti tropicali, può raggiungere dimensioni ragguardevoli, nei nostri ambienti costieri, caratterizzati da clima mediterraneo-subtropicale, mantiene dimensioni assai più ridotte. La chioma è formata da foglie ellittiche e lanceolate, alterne e disposte a spirale sui rami, di colore verde intenso nella pagina superiore e verde pallido nella pagina inferiore mentre i giovani germogli sono di colore tendente al bronzo o al rosso. I frutti sono drupe grandi (dai 200 g ai 2 kg) e carnose, con epicarpo verde, giallo o rosso con sfumature viola, prive o provviste di lenticelle, mesocarpo a tessitura più o meno fibrosa, con sapore dolce, acido e, spesso, con sentore di trementina, aroma caratteristico del mango[4].

Frutto: le varietà

Ci sono molte varietà di questo frutto, circa 400 censite in India. In Italia solo un numero limitato di queste viene coltivata con successo. Tra le varietà più comuni coltivate ricordiamo: Glenn, Keitt, Tommy Atkins, Kent e Maya (Fig. 1). Per questo i frutti in commercio sono molto variabili sia in termine di dimensioni che di forma: si possono trovare più o meno grossi, più o meno ovali, più o meno colorati. La buccia è di colore verde, che vira al giallo-rosso quando il mango giunge a maturazione. La polpa è di colore giallo-arancione e può essere più o meno fibrosa a secondo della varietà. Al suo interno c’è un seme piuttosto grosso, di forma appiattita, che aderisce strettamente alla polpa. Il sapore è molto intenso e profumato, leggermente acidulo[4].

Figura 1: Principali varietà di Mango coltivate in Italia

Calorie e valori nutrizionali

Il mango è un frutto con un discreto apporto calorico, infatti 100 g di polpa apportano circa 65 Kcal. Come la maggior parte dei frutti è ricco di acqua (81 %), povero di grassi (0,27%) e di proteine (1%) ma ricco di alcuni minerali come il potassio (250 mg), il magnesio (13 mg), il rame e il manganese. Molto ricco anche in vitamine, ben rappresentata la vitamina A con ben 533µg, la vitamina C (28 mg), la vitamina B6, la vitamina E, i folati e il beta-carotene. Il frutto contiene inoltre molte sostanze anti-ossidanti (α- e β-carotene, luteina), polifenoli (quercetina, acido gallico, acido caffeico, catechine, mangiferina, tannini) (Figura 2). Questo frutto non è tra i più indicati per le persone affette da diabete mellito nonostante abbia valori moderati di indice e carico glicemico (indice glicemico pari a 50 e carico glicemico pari a 6)[6].

Figura 2. Contenuto di micronutrienti in 100 g di polpa di Mango

Proprietà e benefici

I recenti studi presentati alla l’Experimental Biology Conference 2016 a San Diego hanno evidenziato che il Mango possiede diverse potenzialità per la salute umana. Secondo questi studi, infatti, il Mango ha un’azione anti-obesogena grazie alla sua capacità di inibire la crescita delle cellule adipose. Sembra inoltre che il mango possa avere effetti protettivi versi determinati tipi di tumori grazie alle sue proprietà anti-infiammatorie che giocano anche un ruolo benefico per la salute intestinale determinando un miglioramento significativo della costipazione nell’uomo[6].

Potenziale anti-infiammatorio e azione anti-obesogena

La componente bioattiva responsabile della proprietà anti-infiammatoria sembra essere la mangiferina, un componente glucosilxantone presente nel frutto e nelle foglie di mango. La mangiferina manifesta attività antinfiammatoria in modelli sperimentali murini probabilmente grazie alla sua capacità di bloccare i fattori trascrizionali responsabili della produzione delle citochine pro-infiammatorie. Un recente studio ha dimostrato inoltre che in modelli murini, il consumo abituale di Mango, determina un miglioramento della sensibilità insulinica e una riduzione dell’accumulo di grassi a livello epatico, anche in presenza di una dieta sbilanciata verso i grassi saturi. Questo effetto benefico sembra essere dovuto alla capacità della mangiferina di attivare il percorso metabolico AMPK/SIRT 1[7].

AMPK e SIRT 1 sono degli enzimi metabolici coinvolti nella stimolazione del metabolismo e del peso corporeo. SIRT 1 infatti regola la produzione di insulina e glucosio, il metabolismo lipidico e la sopravvivenza cellulare; mentre AMPK è un regolatore metabolico che promuove la sensibilità all’insulina e l’ossidazione degli acidi grassi e un potente inibitore della gluconeogenesi[8]. Questi studi suggeriscono dunque che un consumo abituale del Mango, potrebbe contribuire alla prevenzione del diabete mellito, dell’obesità e delle complicanze correlate.

Potenziale antitumorale

Altri studi hanno inoltre mostrato proprietà anticancro degli estratti di mango. Tra gli anti-ossidanti spicca il lupeolo al quale sono state riconosciute spiccate proprietà anti-infiammatorie e anti-tumorali[9].

Il lupeolo, contenuto in molti frutti e piante medicinali, è in grado di indurre in vitro e in vivo l’apoptosi cellullare in modo dose-dipendente. Alcuni studi hanno mostrato che l’estratto in etanolo del nocciolo di mango esplica una chiara azione citotossica in cellule di carcinoma mammario (MCF7 e MDA-MB231). L’estratto infatti riduce la vitalità delle cellule tumorali in modo dose-dipendente mostrando un effetto sia in cellule estrogeno positive (MCF7) che in quelle estrogeno negative (MDAMB231)[10].

Salute intestinale

Il mango sembra inoltre avere un ruolo importante sulla salute intestinale, grazie alla combinazione di fibre, polifenoli e acqua promuove la peristalsi intestinale contrastando la stipsi[2]. Inoltre un recentissimo studio  ha dimostrato come l’assunzione continuativa di Mango può contribuire ad una riduzione della disbiosi intestinale associata spesso all’obesità. Alcune specie batteriche produttrici di tannasi sono considerate probiotiche in quanto produttrici di acidi grassi a corta catena o SCFAs nell’intestino Gli SCFAs hanno un ruolo benefico per l’ospite, in quanto migliorano il metabolismo e le funzioni immunitarie. Al contrario, i batteri associati all’obesità producono endotossine.

Le endotossine inducono risposte infiammatorie e sono responsabili dell’aumentata infiammazione associata all’obesità. In studi precedenti è stato dimostrato che l’esposizione continua di gallotannini (presenti nel mango) è in grado di modulare il microbiota intestinale, a favore di specie batteriche benefiche, produttrici di SCFAs (Bifidobacterium spp. e Lactobacillus spp.).

Figura 3: Rappresentazione schematica della differente modulazione dell’esposizione sistemica ai gallotannini in soggetti magri ed obesi

In questo studio, si è cercato quindi di verificare se l’assunzione continuativa di mango (per un periodo di 6 settimane) potesse in qualche modo apportare dei benefici. Lo studio ha dimostrato come i batteri produttori di endotossina (Clostridium e Bacteroides) erano più alti nei partecipanti obesi rispetto a quelli magri e come l’assunzione continuativa di mango abbia determinato nei soggetti obesi una riduzione dei batteri produttori di endotossina. Ciò suggerisce che l’assunzione continuativa di mango potrebbe contribuire ad una riduzione della disbiosi intestinale associata all’obesità (Figura 3)[11].

Referenze

  1. Mangifera indica – Wikipedia
  2. Obesity-Associated Diseases Biomarkers Are Differently Modulated in Lean and Obese Individuals and Inversely Correlated to Plasma Polyphenolic Metabolites After 6 Weeks of Mango (Mangifera indica L.) Consumption. Fang G. et al. Molecular Nutrition & Food Research. 2018, Vol. 62, Issue 14.
  3. Mango: proprietà, benefici, uso in cucina e studi – prezzisalute.com
  4. Innovazione nella filiera frutticola – Università degli studi di Palermo
  5. Frutta che viene da lontano – Altroconsumo
  6. Mango e Litchi, una sfida per il futuro – Università degli studi di Palermo
  7. Consumption of a Mango Fruit Powder Protects Mice from High-Fat Induced Insulin Resistance and Hepatic Fat Accumulation. Sabater AG et al. Cell Physiol Biochem. 2017, 42(2):564-578.
  8. Resveratrolo e sirtuine – ARTOI
  9. Induction of apoptosis by lupeol in human epidermoid carcinoma A431 cells through regulation of mitochondrial, Akt/PKB and NFkappaB signaling pathways. Prasad S et al. Cancer Biol Ther. 2009, 1632-9.
  10. Cytotoxic effects of Mangifera indica L. kernel extract on human breast cancer (MCF-7 and MDA-MB-231 cell lines) and bioactive constituents in the crude extract. Abdullah AS et al. Complementary and Alternative Medicine. 2014, 14:199.
  11. Body Mass Index as a Determinant of Systemic Exposure to Gallotannin Metabolites during 6-Week Consumption of Mango (Mangifera indica L.) and Modulation of Intestinal Microbiota in Lean and Obese Individuals. Ryan C. Barnes et al. Nutr. Food Res. 2019, 63.
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