Lutto nel mondo della ricerca: muore a 74 anni Kary Mullis, inventore della PCR

Il 7 agosto 2019 ci lascia Kary Banks Mullis, noto come l’inventore della PCR, la tecnica che ha portato all’alba di una nuova era nel campo delle biotecnologie.

Non ha importanza sapere chi fosse Isaac Newton. È stato lui a dimostrare che la forza equivale alla massa per l’accelerazione. Lui era un pazzoide antisociale e criminale che voleva dare fuoco alla casa dei suoi genitori, ma la forza continua a equivalere alla massa per l’accelerazione.

Vincitore del premio Robert Koch nel 1992, del premio Nobel per la Chimica nel 1993 e di numerosi altri, prolifico autore e divulgatore, ma anche personaggio controverso e provocatore, in grado di dividere l’opinione pubblica su temi come la correlazione tra virus dell’HIV e AIDS.

Sin da piccolo affascinato dal mondo intorno a lui, ha mantenuto vivi nei suoi scritti e nelle sue ricerche l’entusiasmo e la passione per la Scienza. Nei suoi consigli ai giovani scienziati sostiene fermamente il valore dell’interdisciplinarietà e della creatività, che permettono di vedere le cose da un punto di vista diverso e cogliere connessioni altrimenti invisibili [1].

Quando ci entri dentro, la scienza, come tutte le altre cose che la gente fa per vivere, non è molto complicata. Quello che devi fare è risolvere un enigma. E con gli enigmi, quello che devi fare è rifletterci per un po’, considerare tutti i fatti che puoi scoprire e poi formulare un’ipotesi. Proporre una soluzione. Il passo successivo è fare quanto possibile per confutarla. Mostrare che i pezzi non si incastrano nel modo in cui avevi proposto: se ci riesci, proponi un’altra soluzione. E poi riprovi.

Nella sua autobiografia, Ballando nudi nel campo della mente, il dottor Mullis descrive in modo audace e irriverente le tappe più rilevanti della sua vita e carriera e i suoi numerosi interessi, inclusi la parapsicologia e l’astrologia; spinge il lettore a mettere continuamente in discussione sé stesso e i dogmi forniti dalla nostra educazione, portando ad esempio la teoria del surriscaldamento globale e del buco nell’ozono, da lui non condivisa. Parla apertamente del suo uso di sostanze stupefacenti durante gli anni giovanili, attribuendogli addirittura il merito delle sue brillanti scoperte. Una cosa colpisce su tutte: la sua curiosità insaziabile, che lo porta ad interrogarsi su ogni cosa che incontra.

Il comportamento più adeguato per un essere umano è quello di sentirsi fortunato di essere vivo, umile di fronte all’immensità del tutto. Magari facendosi una birra.

Al di là delle sue posizioni poco ortodosse, la tecnica da lui inventata è più utilizzata che mai, ed il suo contributo alla genetica, alla medicina, all’immunologia a distanza di oltre 30 anni è diventato capillare, tanto da influenzare profondamente le nostre vite quotidiane. In un’intervista rilasciata nel 2011 [2], Kary si esprime in una riflessione sulle più recenti scoperte che mostra come il suo pensiero sia comunque valido e attuale, ben radicato nel contesto scientifico.

Il progetto è ambizioso e forse non procurerà vantaggi davvero tangibili. Ma tutte le conoscenze apprese nel lungo processo che ci ha portato alla vita artificiale sono invece utilissime per una miriade di applicazioni. È come essere andati sulla Luna: non tanto è importante per quello che ci abbiamo trovato, quanto per tutto ciò che abbiamo imparato per arrivarci. Poi, certo, ci sono implicazioni etiche e filosofiche non di poco conto. Qualsiasi scoperta scientifica può essere messa al servizio di scopi nobili o malvagi; questo però non può bloccare la ricerca.

Ad oggi dunque, non ci lascia solo un valente scienziato, ma anche un libero pensatore, creativo e irriverente, appassionato della scienza e soprattutto della vita.

Bibliografia

  1. The Benefits of Science
  2. Kary Mullis, in un weekend ha cambiato il corso della scienza
  3. Ballando nudi nel campo della mente.  Kary Mullis, 1998.
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