Lotus birth: i primi giorni attaccati alla placenta

La pratica nota come “lotus birth” è l’ultimo ritrovato in fatto di parti alternativi; si tratta in sostanza di un parto al termine del quale il bambino non viene separato dalla placenta tramite il taglio del cordone ombelicale, come solitamente avviene. I bambini nati con lotus birth trascorrono quindi i primi giorni di vita ancora attaccati al cordone ombelicale e, tramite questo, alla placenta: queste due strutture, non più irrorate dalla circolazione sanguigna della madre, si seccano fino a staccarsi spontaneamente dopo qualche giorno.

A cosa serve il Lotus birth?

Secondo i promotori del lotus birth, non separare la placenta mantenendo intatto il cordone ombelicale garantirebbe al bambino una transizione dolce e naturale tra la vita nell’ambiente uterino e quella nel mondo esterno. La placenta sarebbe inoltre ricca di sangue (placentare appunto) utile al bambino, e di una non meglio specificata “energia positiva” che verrebbe a mancare nei parti tradizionali.

E’ realmente utile?

Il Lotus birth è una pratica recente, e non esiste dunque una casistica dettagliata che possa essere usata per determinare eventuali vantaggi di questa pratica rispetto ad un parto tradizionale. Le supposte utilitá che questo tipo di parto potrebbe avere si basano tuttavia su affermazioni prive di validitá scientifica.

Dopo il parto, la circolazione tra placenta e bambino si interrompe in pochi minuti, ed eventuali sostanze contenute in essa o nel cordone ombelicale non potrebbero arrivare al bambino. Dopo il parto, inoltre, placenta e cordone sono a tutti gli effetti de tessuti morti, e non si capisce in quale modo possano influenzare i primi giorni di vita del bambino.

Piú complicato è invece il discorso sulla componente emotiva legata ad un Lotus birth, che genererebbe un piú stretto legame tra genitori e bambino rispetto ad un parto tradizionale. Questo aspetto non puó essere escluso a prescindere, ma è ovviamente legato in generale alle modalitá del parto e all’ambiente in cui avviene, e non nello specifico a una particolare pratica.

Il Lotus birth è pericoloso?

Come detto, non esiste una casistica estesa per poter delineare l’utilitá del Lotus birth, e neanche la sua pericolositá. La placenta e il cordone sono tuttavia tessuto morto, e dunque terreno fertile per potenziali infezioni; il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, un’importante istituzione inglese di ginecologia, pur riconoscendo la mancanza di solidi dati su cui sviluppare un’analisi dettagliata, raccomanda di prestare particolare attenzione nei primi giorni dopo il Lotus birth, per il rischio di potenziali infezioni.

La donazione delle cellule staminali

La pratica del Lotus birth è infine in contrasto con la donazione delle cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale. Il prelievo di queste cellule, che vengono impiegate nella cura di varie malattie, deve avvenire tagliando il cordone subito dopo il parto (prima che smetta di pulsare), e non è dunque compatibile con il Lotus birth.

Ulteriori informazioni: Universitá del Michigan

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