Animali

Lo strano caso delle rane deformi

Nell’ultimo ventennio del secolo scorso, molte zone umide degli Stati Uniti fecero da sfondo ad un fenomeno che preoccupò non poco la comunità scientifica: orde di rane deformi che sembravano giusto uscite dal laboratorio del dottor Frankenstein popolavano gli specchi d’acqua, destando lo scalpore dei malcapitati. La loro particolarità? Zampe posteriori deformi e in soprannumero. Sin da subito i ricercatori puntarono il dito contro l’inquinamento antropico e la mutagenesi da raggi UV, non trovando tuttavia alcun nesso diretto tra questi fenomeni e le alterazioni morfologiche degli anfibi. Solo successivamente, a cavallo con il nuovo millennio, fu individuata dagli esperti la vera causa di tali mutazioni: un piccolo organismo del gruppo dei platelminti (più comunemente conosciuti come vermi piatti) si stava di fatto divertendo ad infestare i girini con cui condivideva l’habitat, inducendo la crescita di arti accessori durante la metamorfosi allo stato adulto.

Ribeiroia ondatrae: biologia e ciclo vitale

Da sinistra: un miracidio, una sporocisti e una cercaria di digeneo generalizzato.

Ribeiroia ondatrae è un trematode digeneo che infesta molluschi, anfibi e uccelli. Schiudendosi, le uova degli adulti liberano i miracidi, parassiti ciliati liberamente natanti che si insediano nelle gonadi della lumaca acquatica Helisoma (primo ospite intermedio); qui essi si sviluppano in sporocisti, quindi in redie e infine in cercarie, ma con una peculiarità: ogni sporociste è infatti in grado di dar vita a molte redie, e così ogni redia molte cercarie, grazie a un meccanismo di riproduzione asessuale. Da ogni uovo, in altre parole, non si genera un unico parassita adulto, ma innumerevoli.

Le cercarie di Ribeiroia a questo punto lasciano il gasteropode e si mettono alla ricerca di un altro organismo da infettare, il secondo ospite intermedio del loro ciclo vitale. È qui che entrano in gioco le nostre rane: le cercarie, infatti, attaccano proprio i loro girini, penetrando in essi e incistandosi sottoforma di metacercarie al livello degli abbozzi dei futuri arti dell’animale. Il parassita entra quindi in uno stadio di vita silente e vi permarrà fintantoché non riuscirà a infettare un uccello (ospite definitivo) in cui le metacercarie si svilupperanno in adulti sessualmente maturi.

Rappresentazione del ciclo vitale di Ribeiroia su Research Gate.

E tutte queste zampe deformi?

Per riuscire a spostarsi da una rana (animale prevalentemente acquatico) ad un uccello (invece di terraferma) un verme microscopico come Ribeiroia dovrebbe avere i superpoteri! Ma niente paura, il nostro parassita non ricorre a nessun incantesimo, anzi la sua strategia è tanto subdola quanto affascinante.

Le metacercarie incistate nei girini alterano l’espressione genica delle cellule circostanti dell’ospite inducendo la crescita anomala degli arti durante la metamorfosi. Le rane adulte, nonostante siano perfettamente vitali, risultano così compromesse nella locomozione e diventano ben presto facili prede di uccelli e altri animali acquatici. Ribeiroia non deve ora far altro che attendere che la sfortunata rana in cui è comodamente incistato venga mangiata; una volta arrivata nello stomaco di un uccello, la metacercaria si attiva, metamorfosa ad adulto e inizia ad riprodursi sessualmente all’interno del tubo digerente dell’ospite. Le uova prodotte vengono liberate con le feci e, se raggiungeranno l’acqua, inaugureranno un nuovo ciclo di infezione.

Fonti

consultate il 08/09/2018

Sono un giovane biologo evoluzionista con un dottorato in genomica comparata nel corso "Tecnologie innovative e uso sostenibile della pesca e delle risorse biologiche del Mar Mediterraneo". Il mio principale interesse di ricerca è la zoologia e la genomica comparata, soprattutto di invertebrati. Al momento sono un ricercatore postdoc all'Università di Leicester, nel Regno Unito. La natura non smette mai di stupirmi, dai meccanismi più nascosti che permettono ad una cellula di vivere e riprodursi, fino alle grandi interazioni ecosistemiche che si sviluppano tra le comunità di organismi. Da quando al liceo ho iniziato i primi studi di biologia c'è però sempre stata una domanda che ha mosso il mio interesse più delle altre: come può l'evoluzione aver dato origine a tutta la diversità genetica, di specie e di ambienti che oggi osserviamo sul nostro pianeta? Non potevo allora che farne la mia occupazione principale. - Enjoy BioPills -

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Una risposta a “Lo strano caso delle rane deformi”

  1. Avatar Luca trotta
    Luca trotta

    Grazie!
    Anni fa c’è stato il mistero dei rospi esplosi (in Germania). La causa era stata inizialmente attribuita a potenziali parassiti, poi il mistero è stato risolto.
    Check it out!
    https://www.theregister.co.uk/2005/04/28/exploding_german_toads/

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