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Che cos’è la linea di Wallace?

Quando biologia e geografia s'incontrano.

Nel 1860 il naturalista Alfred Russell Wallace scoprì che lo stretto di Lombok, che separa le isole di Bali e Lombok, coincide con una linea immaginaria che divide due aree biologiche diverse. Da un lato dello stretto vivono infatti tigri, elefanti e altri animali ben radicati nell’immaginario europeo. Dall’altro lato, invece, si trovano marsupiali, varani di Komodo, insetti ed uccelli tipicamente australiani. Fu così che nel 1868 questo confine invisibile, tra Borneo e Sulawesi, fu ribattezzato linea di Wallace dal biologo inglese Thomas Henry Huxley[1].

Ma cosa sappiamo della linea di Wallace? E chi era Alfred Russell Wallace che le ha prestato il proprio nome?

Caratteristiche della linea di Wallace

Il contributo di Wallace alle scienze naturali non si limitò alla co-scoperta della teoria evolutiva. Il viaggio che compì nel sudest asiatico gli diede infatti tempo ed occasioni per approfondire la conoscenza del mondo naturale: egli individuò quel confine invisibile che oggi porta il suo nome, una sorta di barriera tra animali asiatici ed australiani, che passa attraverso Indonesia e Filippine.

In pratica, la linea di Wallace si estende attraverso lo stretto di Makassar, una fascia di acqua di soli 25 km, tra i mari di Celebes e di Giava. La linea divide le isole del Borneo e di Mindanao, rispettivamente indonesiana e filippina, da quella di Sulawesi, indonesiana. Proseguendo verso sud-ovest, nel mar di Bali, la linea costeggia poi l’isola di Lombok e la divide dall’isola di Bali, attraverso lo stretto di Lombok[1-3].

Secondo quanto stabilito dal suo scopritore, la linea di Wallace scinde la fauna tipica australiana da quella residente in Asia: queste due aree biogeografiche furono individuate strettamente sulla base dell’osservazione delle specie di mammiferi. Nel 1944, il biologo Ernst Mayr incluse nella definizione anche uccelli ed insetti.

In termini geologici, la linea di Wallace è allineata con il margine della piattaforma continentale di Sunda: da questa emergono Borneo, Sumatra, Giava, le isole più piccole adiacenti e la penisola del Sudest asiatico.

Attualmente la linea di Wallace indica il limite orientale di distribuzione della sola fauna asiatica. In breve, oltrepassando la linea da est verso ovest, non si trova più alcuna specie australiana. Trattandosi di un confine di tipo biologico, la linea scoperta da Wallace è definita linea biogeografica[1].

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Fig. 1 – Le linee di Wallace, di Lydekker e di Weber. Verde: terre emerse ad ovest della linea di Wallace. Giallo: terre tra le linee di Wallace e di Weber, dentro Wallacea. Azzurro: terre tra le linee di Weber e di Lydekker, dentro Wallacea. Rosa: terre ad est della linea di Lydekker, fuori da Wallacea. (Modificata da [1]).

La regione biogeografica di Wallacea

È chiamata Wallacea la regione biogeografica delimitata dalla linea di Wallace e da quella di Lydekker… Ebbene sì, esiste anche un’altra linea per descrivere la biodiversità di questa parte del Pianeta! Esiste persino una terza linea biogeografica a Wallacea: quella di Weber. Ma facciamo un passo alla volta.

La subregione di Wallacea rappresenta un’area geografica ad alto tasso di endemismo, ovvero in cui si possono trovare moltissime specie di esseri viventi che non esistono in nessun’altra zona del pianeta[1, 3]. Qualche numero di riferimento? Delle 650 specie di uccelli osservabili in questa regione, 265 sono endemiche. Su 10000 specie di piante presenti a Wallacea, circa 1500 sono endemiche. Per i mammiferi la situazione è ancor più straordinaria: su 226 specie, addirittura 123 sono endemiche di quest’area[1]!

Linea di Lydekker

La linea di Lydekker divide le isole indonesiane Kai e Tanimbar, nella provincia indonesiana di Maluku, da Papua Nuova Guinea ed Australia. Queste due grandi isole poggiano sulla piattaforma continentale di Sahul. Il confine di Lydekker divide quindi il mar di Banda dai mari di Arafura e di Timor, e costituisce il limite occidentale di distribuzione della sola fauna australiana. Oltre questa linea, ad est, non si trovano più specie del continente asiatico[1, 3].

Linea di Weber

È la terza ed ultima linea biogeografica di cui parleremo. La linea di Weber percorre il centro di Wallacea, tra le linee di Wallace e di Lydekker. Si tratta di un confine di equilibrio numerico tra specie di mammiferi e molluschi asiatici ed australiani. La proporzione di specie qui presenti dei due gruppi è infatti, straordinariamente, di 50:50[1, 3].

Origine di Wallacea

L’origine della regione biogeografica di Wallacea, delimitata dalle linee di Lydekker e di Wallace, è imputabile principalmente alla tettonica delle placche, ossia il fenomeno responsabile dello spostamento, dell’emersione e dell’immersione delle terre del pianeta. È infatti noto che i nostri attuali continenti non sono sempre stati disposti in questo modo. Per esempio, nel Pleistocene, Borneo, Giava, Sumatra e Bali erano ancora connesse all’Asia… Ed il livello del mare, in questa zona, era più basso di circa 180 metri rispetto ad oggi! Incredibile, ma vero.

I confini geografici attuali della regione di Wallacea, con i suoi mari profondi e le numerose isole, hanno contribuito a mantenere separate le specie presenti su ciascun territorio. Animali e piante hanno continuato i propri percorsi evolutivi indipendentemente tra loro, mantenendo una distribuzione con confini netti e visibili all’occhio esperto.

Tutte le regioni biogeografiche terrestri derivano dal movimento tettonico delle placche. Su di esse si trovano gli oceani e i Paesi che oggi conosciamo[1]. Come si vede in fig. 1, Wallacea si trova tra due piattaforme continentali diverse: quella di Sunda e di Sahul. Ma come siamo arrivati fin qui? Milioni di anni fa, su una cartina geografica molto diversa da quella attuale, la vita era già presente. Ha continuato a svilupparsi e ad evolversi anche quando isole e continenti hanno cambiato posizione. Dai lenti movimenti della Terra, con l’aiuto dell’evoluzione, si è formato un mosaico di forme di vita che non coincide con i nostri odierni confini geografici, come visibile in fig. 2[1].

regioni biogeografice
Fig. 2 – Cartina che evidenzia le principali aree biogeografiche del pianeta. Come suggerito dai colori, le forme di vita sono distribuite in modo difforme dalla disposizione dei continenti. (fonte: [1])
Una volta che le terre emerse hanno assunto l’attuale disposizione, erano ormai già abitate da parte delle forme di vita che conosciamo oggi, e l’evoluzione ha continuato il proprio corso. Alcune specie vegetali e animali non sono riuscite ad attraversare le barriere geografiche che le dividevano dalle altre. Possibili esempi di barriera? Forti venti, correnti marine, montagne, fiumi, o distanze molto ampie tra due punti. Altre forme di vita riescono a sopravvivere solo con risorse e caratteristiche ambientali precise, tipiche dell’area di origine, da cui perciò non si discostano.

Infine, come nel caso della fauna australiana, incide anche il tempo che un’isola o un continente hanno trascorso separati dagli altri. Cosa significa? Australia e Nuova Guinea, ancora unite, si separarono dall’Antartide ben 53 milioni di anni fa. Le forze evolutive e la separazione prolungata da altre terre hanno plasmato flora e fauna di queste due isole secondo le caratteristiche ambientali e climatiche della zona. Per questo, Australia e Nuova Guinea ospitano animali e piante assai diversi da quelle del nostro continente.

Leggi anche: Teoria della biogeografia insulare

Aspettando qualche milione d’anni, potremmo dunque osservare forme di vita profondamente differenti sul pianeta… oppure potrebbero anche esistere continenti diversi dai nostri[1]!

Eccezioni alla linea di Wallace

Un’interessante eccezione alla distribuzione di specie di Wallacea è costituita dagli aracnidi: ragni, scorpioni, acari e pseudoscorpioni, tra gli altri. Pare infatti che la loro diffusione in questa regione non rispetti le tre linee biogeografiche[1].

Un’altra eccezione, forse legata alle attività antropiche, è quella di Cherax quadricarinatus, un crostaceo molto allevato nel Pacifico. Questa specie era in origine residente solo nella parte meridionale della provincia di Papua, quindi ad est della linea di Lydekker. Attualmente, però, almeno due popolazioni di questo gambero vivono nelle acque dell’isola di Giava, dentro Wallacea! È probabile che qualche individuo sia scappato da un allevamento o sia stato rilasciato, forse per errore, dall’uomo[4].

Chi era Alfred Russell Wallace?

Ormai noto come co-scopritore della teoria evolutiva, Alfred Wallace (1823-1913) nacque e crebbe in una famiglia povera. Wallace lavorò per mantenersi e, crescendo, frequentò istituti educativi dedicati alla classe operaia. Arricchì inoltre le proprie conoscenze studiando owenismo, frenologia e mesmerismo: correnti di pensiero assai popolari all’epoca.

In sostanza, la vita di quest’uomo differì molto da quella di Charles Darwin: il ben più noto padre della teoria evolutiva proveniva da una famiglia benestante e poté vantare un’educazione di prim’ordine. Non ebbe, inoltre, mai bisogno di lavorare per guadagnarsi da vivere[2].

Dopo aver svolto varie professioni nel corso degli anni, Alfred Russell Wallace partì alla volta dell’Oceano Pacifico. Era in compagnia di Henry Bates, naturalista autodidatta. Obiettivo del viaggio? Guadagnarsi da vivere come collezionista di piante ed animali, per conto di gentiluomini inglesi. Fu in queste sue esplorazioni tra arcipelaghi e tribù indigene che Wallace lesse il saggio di Thomas Malthus Essay on population: un libro fondamentale anche per Darwin, per l’elaborazione delle sue teorie.  Le esperienze vissute tra i popoli nativi del Pacifico, su isole e territori ad alto tasso di biodiversità, consentirono a Wallace di sviluppare la propria idea di evoluzione per selezione naturale[1, 2].

La teoria evolutiva, scoperta due volte

Nel 1858, Wallace intuì che il processo di selezione naturale dei caratteri ereditabili è un meccanismo fondamentale per l’origine delle diverse specie. Si trovava nell’arcipelago malese.

Cercando conferma delle proprie idee, Alfred Russell Wallace scrisse a Charles Darwin, già allora un affermato biologo. Egli rimase stupefatto leggendo il materiale di Wallace: avevano raggiunto le stesse conclusioni, in modo del tutto indipendente!

Pochi mesi dopo, i due uomini presentarono separatamente il proprio lavoro alla Linnean Society. Wallace riconobbe piena paternità alla teoria di Darwin, dato che egli aveva sviluppato prima, e più approfonditamente, la rivoluzionaria idea [1, 2].

Conclusione

Sembra che non ci sia fine alle meraviglie che ci riserva il nostro Pianeta. Infatti, studi genetici condotti su diverse popolazioni di un crostaceo indonesiano (Haptosquilla pulchella), suggeriscono l’esistenza addirittura di un confine biogeografico sottomarino! Insomma, un equivalente  acquatico della linea di Wallace[5]. Si tratta di una scoperta sorprendente, ancora da approfondire… Pare proprio che il mondo sia più vasto di quanto suggerito dalle nostre mappe!

Referenze

  1. Beron, P. (2015). The arachnogeography and the “lines”(of Wallace, Lydekker, Weber)Historia naturalis bulgarica22, 5-30;
  2. Gross, C. (2010). Alfred Russell Wallace and the evolution of the human mindThe Neuroscientist16(5), 496-507;
  3. www.google.com/maps, dati cartografici 2020 Google;
  4. Patoka, J., et al. (2016). Cherax quadricarinatus (von Martens) has invaded Indonesian territory west of the Wallace Line: evidences from JavaKnowledge & Management of Aquatic Ecosystems, (417), 39;
  5. Barber, P. H., et al. (2000). A marine Wallace’s line?Nature406(6797), 692-693.
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