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Lemuri: i primati del Madagascar

Caratteristiche generali e principali specie

Tutti siamo in grado di riconoscere un lemure quando ne vediamo uno, soprattutto se si tratta di un lemure dalla coda ad anelli. Questi animali sono infatti diventati famosi soprattutto grazie al film d’animazione “Madagascar”, che ha contribuito fortemente a farli entrare nell’immaginario comune. Però potreste non sapere che, oltre alla specie di Re Julien (i lemuri dalla coda ad anelli, appunto), esistono svariate altre specie di lemuri, ben più di 100!

Ma come si è arrivati ad una così vasta diversificazione dei lemuri? Quali sono le specie più particolari? E qual è il modo migliore per proteggere questi animali?

Morfologia ed anatomia dei lemuri

Le dimensioni dei lemuri variano molto da specie a specie: alcuni sono della grandezza di una mela, ad esempio il microcebo pigmeo (Microcebus myoxinus), mentre altri possono arrivare ad altezze a statura eretta di oltre un metro, come il lemure variegato (Varecia variegata).

I lemuri sono tutti dotati di una coda più o meno lunga; essa non è però prensile come quella di molti altri primati e perciò non viene utilizzata per afferrare oggetti.

Inoltre, tutti i lemuri possiedono pollici opponibili (in questa condizione, il pollice è in grado di piegarsi in maniera tale da riuscire a toccare tutte le altre dita della mano) per una presa migliore sugli alberi dove vivono o tramite i quali si spostano. Le loro dita sono munite di unghie, ma quella  dell’indice delle zampe posteriori è modificata in modo da assumere la forma di pettine ed è utilizzata per la toeletta.

Una particolarità di questi animali sono i loro grandi occhi, che possiedono (come ad esempio anche i gatti) un tapetum lucidum, cioè uno strato riflettente per la visione notturna. Questa particolare struttura riflette per l’appunto la luce verso la retina, aumentando così la quantità di luce che può essere catturata dalla retina stessa; non a caso, quasi tutte le specie di lemuri conducono una vita per lo più notturna[6].

Per di più, i lemuri hanno una limitata visione a colori e per l’orientamento utilizzano dunque principalmente l’udito e l’olfatto, con cui riescono ad individuare i membri della propria specie e soprattutto della propria famiglia, anche a chilometri di distanza.

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Principali specie di lemuri

Lemure catta

Uno dei lemuri più celebri è senza dubbio il lemure dalla coda ad anelli, o lemure catta (Lemur catta). Infatti, proprio come si può intuire dal suo nome, possiede una particolare coda che lo distingue da qualsiasi altra specie di lemure[5]: essa presenta un pattern di colorazione con anelli bianchi e neri, simile in effetti a quello della coda del procione (con il quale però non c’è alcuna parentela prossima).

I lemuri catta sono animali diurni e vivono all’interno di società costituite da circa 20 individui e guidate, come nella maggior parte dei lemuri, da una femmina dominante. Per di più, sono in grado di riconoscere i membri del gruppo grazie ad una impronta odorosa secreta dalle ghiandole genitali e ascellari dell’animale[7].

Sifaka

Un’altro gruppo di lemuri sono i sifaka (genere Propithecus), noti soprattutto per la particolare andatura negli spostamenti al suolo, caratterizzata da una sorta di salto laterale a due gambe. Questi primati trascorrono tuttavia la maggior parte del loro tempo sugli alberi, tra i quali saltano rapidamente utilizzando le loro zampe posteriori.

Infine, i sifaka sono vegetariani. A differenza di altri lemuri, che si nutrono anche di piccoli insetti, i sifaka mangiano infatti foglie, fiori, frutti, germogli e corteccia di alberi: si stima che arrivino a mangiare circa 100 piante diverse.

lemure sifaka
Lemure sifaka. (di Mark Thomas, Pixabay; Pixabay License)

Indri

La più grande tra le specie di lemuri esistenti è l’indri (Indri indri), che può arrivare fino a 10 kg di peso! Gli indri sono noti per il loro caratteristico grido, che può durare fino a tre minuti; esso viene utilizzato per mettere in guardia i propri simili da eventuali pericoli o per annunciare la disponibilità all’accoppiamento.

Il biologo tedesco Alfred Edmund Brehm scrisse di loro in Vita degli Animali (1968): “Pare portino i guanti di un animale molto più grosso di loro”. Infatti, le zampe anteriori sembrano molto grandi se paragonate alla loro corporatura. Le zampe posteriori sono al contrario parecchio lunghe e muscolose, perché sono utilizzate per spiccare salti da un ramo all’altro. Infine possiedono una coda molto ridotta che arriva ad un massimo di 5 cm.

lemure indri
Lemure indri. (di Mathias Appel, Pxhere; CC0)

Microcebo

Tra i lemuri è presente anche il più piccolo genere di primati esistente, quello dei microcebi (Microcebus): il suo peso medio si aggira intorno ai 33 g!

Nelle popolazioni di questi esemplari, i maschi sono più numerosi rispetto alle femmine e non c’è dimorfismo sessuale (ossia non si osservano differenze morfologiche sostanziali tra maschi e femmine). Le femmine tendono a rimanere vicine alla loro casa, o comunque vicine al loro luogo di nascita; i maschi tendono invece a disperdersi maggiormente.

L’alimentazione dei microcebi varia a seconda delle stagioni. Il clima del Madagascar è di tipo subtropicale, quindi si alternano una stagione calda e piovosa (da novembre ad aprile) e una stagione secca e fresca (da maggio ad ottobre). Insieme agli insetti volanti, che sono disponibili in entrambe le stagioni, i microcebi si nutrono anche di frutta secca (abbondante durante la stagione delle piogge) e di frutta fresca (abbondante nella stagione estiva). Nella stagione secca, inoltre, più povera di cibo, le femmine si mantengono in uno stato letargico, nel quale tutte le funzioni vitali sono ridotte; in questo modo, esse risparmiano energie e sopravvivono ai mesi di maggiore siccità.

lemure microcebus
Lemure microcebo. (di Arjan Haverkamp, Wikimedia Commons; CC BY 2.0)

Lemuri giganti

Tra le specie di lemuri degne di nota, sebbene siano estinte, ci sono anche quelle dei lemuri giganti (generi Megaladapis e Archaeoindris): Archaeoindris fontoynonti, ad esempio, aveva le dimensioni di un attuale gorilla, arrivando fino a 180 kg!

Questi lemuri estinti possedevano un corpo simile a quello dei bradipi e, grazie alle loro lunghe zampe anteriori e alle più corte zampe posteriori, erano dotati di un’ottima capacità di cingere e scalare lentamente i rami più grossi. Anche la dentatura era simile a quella degli animali folivori (animali che si nutrono di foglie), per cui l’alimentazione era probabilmente costituita per lo più da foglie.

Si suppone che queste specie siano vissute fino alla colonizzazione umana del Madagascar, e perciò che siano stati proprio gli uomini a provocarne l’estinzione tramite la caccia e l’occupazione dell’habitat[8].

Distribuzione e habitat dei lemuri

Le varie specie di lemuri sono distribuite in tutto il Madagascar: ad esempio, i catta sono concentrati prevalentemente nel sudovest dell’isola, dove colonizzano le foreste umide, mentre l’indri vive nelle zone di foresta pluviale, lungo la costa orientale del Madagascar; i sifaka, infine, sono diffusi nel Madagascar occidentale e sud-orientale. I lemuri sono tuttavia assenti dalla penisola di Masoala e dal parco nazionale di Marojejy, nonostante si trovino nelle aree vicine.

I lemuri sono mammiferi arboricoli, ossia particolarmente adattati alla vita sugli alberi; essendo infatti piccoli e molto agili, sono in grado di spostarsi da un albero all’altro molto facilmente. Questo però non significa che trascorrano la loro vita esclusivamente sugli alberi. Infatti, i lemuri scendono a terra, soprattutto se ci sono alberi intorno a proteggerli, per cercare del cibo e, come nel caso dei lemuri catta, per posizionarsi al sole nella posizione del loto e riscaldarsi.

lemuri posizione loto
Lemuri catta nella tipica posizione del loto. (di Mariamichelle, Pixabay; Pixabay License)

Perché i lemuri vivono solo in Madagascar?

Si pensa che gli antenati dei lemuri arrivarono in Madagascar grazie a tronchi e vegetazione galleggianti che permisero loro di attraversare grandi distanze in mare. Una volta che queste scimmie giunsero sull’isola, non essendoci animali concorrenti o pericolosi, iniziarono a moltiplicarsi affermandosi come unica specie di primate (uomo escluso)[5].

Le analisi evolutive (filogenetiche) supportano la teoria secondo cui sembrerebbe che due gruppi ancestrali di lemuri si dispersero dall’Africa al Madagascar in modo indipendente, probabilmente durante il Cenozoico. A questo punto sarebbero poi intervenute barriere riproduttive di qualche genere che hanno isolato le diverse popolazioni di lemuri e che hanno permesso così alla speciazione di avere luogo, per arrivare alla diversificazione odierna delle specie.

In un recente studio, è emerso non a caso che un fossile proveniente dal Kenya, appartenente al genere Propotto e ritenuto per oltre mezzo secolo un pipistrello della frutta, sia in realtà un antenato di un primate appartenente al sottordine degli Strepsirrhini, al quale appartengono proprio i lemuri odierni. Insieme a Propotto, anche un altro antenato dei lemuri proveniente dall’Egitto (genere Plesiopithecus) si stabilì nell’isola, portando alla comparsa della specie aye-aye (Daubentonia madagascariensis) tutt’oggi esistente. La morfologia dentale comparata di Propotto e Plesiopithecus mostra come il primo sia uno stretto parente del secondo[2].

Riproduzione e sistema matriarcale dei lemuri

Il periodo di riproduzione dei lemuri varia a seconda delle specie: ad esempio, i catta si accoppiano da aprile a giugno, ma le femmine vanno in calore un solo giorno, mentre il lemure microcebo si accoppia da settembre a marzo[5].

I gruppi sociali di lemuri seguono in genere un modello matriarcale, ossia in cui le femmine sono dominanti rispetto ai maschi. Nelle società di lemuri, infatti, le femmine hanno la priorità sulla scelta del nido e hanno diritto a nutrirsi prima dei maschi. Cibandosi di più, quindi, hanno un maggior volume muscolare per competere con i maschi. Il sistema matriarcale dei lemuri fu osservato per la prima nel 1966 da Alison Jolly nei lemuri catta[3].

Alimentazione

Per i lemuri, gli alberi rappresentano per lo più un mezzo di spostamento. Infatti, la maggior parte dei lemuri svolge molte delle proprie attività a terra: questi animali scendono dalle piante, oltre che per proteggersi e per riposare tra la vegetazione, anche per andare alla ricerca degli alimenti che prediligono, come frutta fresca, insetti e vegetali[5].

Ovviamente, la dieta dei lemuri cambia a seconda della specie: la maggior parte è prevalentemente onnivora, mentre le specie più grandi e quelle notturne tendono a cibarsi esclusivamente di vegetali.

Minacce e conservazione dei lemuri

Secondo la Lista Rossa delle Specie a Rischio della IUCN, la maggior delle specie di lemuri conosciute è in pericolo critico, o vulnerabile ad una prossima estinzione[4].

La sopravvivenza dei lemuri è messa a repentaglio da diverse minacce, prima tra tutte l’intensa distruzione del loro habitat, cioè la foresta tropicale. Infatti, gli alberi del Madagascar vengono massivamente abbattuti per ricavarne legno da vendere ad altri Paesi, attività tra l’altro molto remunerativa per le popolazioni locali.

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Ulteriori minacce per questi primati sono rappresentate dalla caccia come cibo e dal commercio come animali da compagnia. Secondo un’intervista ai membri di un villaggio della penisola di Masoala, i fattori che determinano la caccia di lemuri sono la povertà, la cattiva salute e la malnutrizione infantile; la conoscenza delle leggi, il livello di istruzione, i valori culturali tradizionali o le preferenze di gusto non sembrano dunque influire su questa pratica[1].

Nonostante il bracconaggio sia una pratica illegale, i trafficanti locali sono facilitati dal fatto che la legge del Madagascar punisce solo i bracconieri con una pena che va da 2 a 5 anni di prigione; la legislazione non è tuttavia applicabile ai ristoratori e ai consumatori: praticamente, se un lemure arriva in un ristorante, nessuno è colpevole della sua uccisione.

Conclusioni

La vasta diversificazione dei lemuri, sia nel numero di specie che nella morfologia generale, è avvenuta grazie all’isolamento e all’assenza di competitori nell’isola del Madagascar. Questo ha portato alla formazione di specie famose come Lemur catta, Indri indri Microcebus. Ognuna di esse ha di conseguenza adottato diverse diete e colonizzato diverse aree per ridurre la competizione con le altre, arricchendo in questo modo la ricchezza in specie. Senza dubbio, questi primati unici sono un patrimonio enorme, in grado di mostrare l’immensa bellezza e complessità del nostro pianeta. Motivo per cui tali animali, assieme al loro habitat, sono da preservare con la massima premura e attenzione.

Referenze

  1. Borgerson, C., et al. (2016). Who hunts lemurs and why they hunt them. Biological conservation197, 124-130;
  2. Gunnell, G. F., et al. (2018). Fossil lemurs from Egypt and Kenya suggest an African origin for Madagascar’s aye-ayeNature communications9(1), 1-12;
  3. Hrdy, S., & Wright, P. (2014). Alison Jolly: A supremely social intelligence (1937–2014)Evolutionary Anthropology: Issues, News, and Reviews23(4), 121-125;
  4. IUNC News;
  5. Mittermeier, R. A., et al. (2010). Lemurs of madagascar. Arlington: Conservation International;
  6. Pirie, A. (1959). Crystals of riboflavin making up the tapetum lucidum in the eye of a lemurNature183(4666), 985-986;

  7. Scordato, E. S., Dubay, G., & Drea, C. M. (2007). Chemical composition of scent marks in the ringtailed lemur (Lemur catta): glandular differences, seasonal variation, and individual signaturesChemical Senses32(5), 493-504;

  8. Spoor, F., et al. (2007). The primate semicircular canal system and locomotion. Proceedings of the National Academy of Sciences104(26), 10808-10812.

Immagine di copertina da Pikist.

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