Legionella: rischi e prevenzione

Tutto quello che è necessario sapere per prevenire il contagio

La legionella è un genere di batteri gram-negativi composto da più di 50 differenti specie. Il ceppo più pericoloso per l’uomo è rappresentato da Legionella pneumophila. Isolata per la prima volta nel gennaio del 1977, deve il suo nome all’epidemia che colpì, nel 1976, un gruppo di veterani dell’American Legion, in cui morirono 34 dei 221 contagiati.

Il batterio

La legionella è presente praticamente in tutti gli ambienti acquatici, sia naturali che artificiali. Acque stagnanti e presenza di incrostazioni, biofilm e amebe rappresentano le condizioni ideali per la proliferazione batterica. Proprio il biofilm, ovvero un’associazione di microrganismi eterogenei, e le amebe rappresentano una fonte di nutrimento e protezione del bacillo. Sopravvive a temperature tra i 5,7 e i 63°C e a pH sia acido che alcalino, compreso tra 5,5 e 8,1. Sulla sua superficie sono presenti dei pili, estroflessioni utili per ancorarsi alle cellule.

In natura, la legionella colonizza ambienti idrici di tutti i tipi: sorgenti termali, falde acquifere, fiumi e laghi. È generalmente presente in qualsiasi ambiente particolarmente umido. Da questi serbatoi naturali, il bacillo riesce a risalire lungo le tubazioni fino a stanziarsi negli impianti idrici artificiali, da cui parte il contagio.

I rischi per la salute

La trasmissione all’uomo avviene tramite aerosol, ovvero l’inalazione di acqua nebulizzata contaminata. Sono quindi particolarmente a rischio i luoghi con presenza di impianti di condizionamento, umidificazione o trattamento dell’aria. Il rischio di contrarre la malattia è tanto più alto quanto più sono piccole le goccioline d’acqua in sospensione. Un diametro minore riesce infatti a penetrare più in profondità nelle vie respiratorie. Non sembrano esserci evidenze sulla trasmissione da uomo a uomo.

Come detto, l’infezione umana avviene per via aerea. Una volta che il batterio entra nelle vie respiratorie vi aderisce tramite i pili e dà inizio all’infezione. Da questo momento si distinguono due diverse patologie: la legionellosi e la febbre di Pontiac. I fattori che aumentano la facilità di adesione alle vie respiratorie sono:

  • abuso di fumo e alcool
  • età avanzata
  • patologie cronico-degenerative
  • immunodeficienza

La malattia

La legionellosi, o malattia del legionario, è il quadro clinico più frequente. Si presenta con una polmonite atipica, ovvero una polmonite dettata da cause raramente associabili a questa malattia. I principali sintomi sono febbre, cefalea, tosse (con eventuale presenza di sangue), dolori muscolari e brividi, fino ad arrivare all’insufficienza respiratoria e allo shock.

Colonia di Legionella illuminata con luce ultravioletta

La febbre di Pontiac non causa complicanze polmonari e ha una sintomatologia simile a quella di una comune influenza. Si può contrarre anche legionellosi extrapolmonare. In questo caso saranno attaccati altri organi, come ad esempio milza, fegato e reni. La diagnosi viene effettuata tramite specifici test di laboratorio. Il trattamento delle due forme è differente. La malattia del legionario necessita di terapia antibiotica a base di macrolidi, mentre la febbre di Pontiac prevede la sola gestione dei sintomi. Se trattate precocemente, la mortalità rimane bassa, tra il 5 e il 10% dei casi.

Prevenzione

Nel 2015, l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto le linee guida per prevenire un’infezione da legionella. Per evitare il contagio, è estremamente importante un’accurata manutenzione degli impianti. Non meno fondamentale è anche la disinfezione delle acque, effettuata in genere tramite cicli periodici di surriscaldamento a 70-80°C o ionizzazione con rame-argento. Il rame e l’argento sono infatti ottimi battericidi, in quanto danneggiano la membrana cellulare batterica uccidendo il bacillo. Inoltre il rame ha la capacità di accumularsi nel biofilm così da rendere il trattamento duraturo nel tempo. Anche l’aggiunta di cloro sembra dare effetti positivi, ma solo a dosaggi troppo elevati per gli attuali standard dell’acqua potabile.

Per i nuovi impianti idrici sarebbe preferibile un impianto di riscaldamento istantaneo invece che un serbatoio di accumulo. Sono da evitare inoltre tratti terminali ciechi o di ristagno dell’acqua, che diventerebbero territori ideali alla proliferazione batterica.

Particolare importanza è data alla prevenzione in ambito ospedaliero, dove la mortalità sale sensibilmente fino al 40-50%. Le misure da adottare nel caso riguardano:

  • periodica disinfezione degli impianti idrici
  • monitoraggio ambientale
  • utilizzo di acqua e attrezzatura sterile
  • test diagnostici specifici per ogni caso di polmonite

I primi due punti restano comunque validi per qualunque tipo di impianto idrico, anche non ospedaliero.

Conclusioni

La legionella è un batterio che determina gravi infezioni nell’uomo causando problematiche sia polmonari che sistemiche. Le malattie scatenate dal batterio prendono il nome di legionellosi, in caso di interessamento polmonare, e febbre di Pontiac. Si diffonde tramite impianti idro-sanitari e di condizionamento. Il contagio avviene per inalazione di acqua contaminata dal batterio che andrà ad ancorarsi alle vie respiratorie. Se non trattata in tempo, la malattia del legionario può portare alla morte. La sanificazione degli impianti idrici rappresenta la migliore forma di prevenzione.

Referenze

Collegamenti esterni

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