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Un lavoro da Biologo: il Nutrizionista Animale

La nutrizione umana è sicuramente uno degli ambiti più tradizionali in cui operano i laureati in scienze della vita (biologi e biotecnologi). Alla figura del biologo nutrizionista sta cominciando, però, ad affiancarsi una controparte dedicata agli animali non umani.

Sì, anche loro possono aver bisogno di una dieta equilibrata, soprattutto se si tratta di animali domestici la cui alimentazione dipende dai padroni umani. Intervistiamo Sofia Bertaso che ci parla della nuovissima figura del nutrizionista animale.

Contesto in cui opera il nutrizionista animale

Sono principalmente gli animali d’affezione, cani e gatti, a necessitare delle cure di un nutrizionista animale. Formulare mangimi per gli animali d’allevamento, invece, è appannaggio anche di altre figure professionali.

Di per sé, il cane e il gatto hanno una dieta con poche variazioni di rilievo ma i problemi da risolvere possono essere comunque molti. Per esempio ci sono casi di animali che mangiano poco. Altre hanno, invece, qualche malattia – come quelle gastrointestinali e le dermatiti – che richiede una nutrizione specifica.

Spesso una causa inconsapevole dei problemi nutrizionali dell’animale sono i padroni stessi. Somministrando loro una dieta sbilanciata, infatti, li predispongono a patologie, carenze nutritive oppure eccessi. In questo influisce molto anche lo sviluppo dell’animale. Un cucciolo, un adulto e un anziano hanno, infatti, fabbisogni nutrizionali diversi che devono essere soddisfatti con cura. Solo così è possibile mantenere un buono stato di salute ed evitare gli scompensi alimentari, che nelle diverse età possono avere importanza molto differente. Un esempio riguarda i cuccioli di cani di taglia grande: se alimentati in modo che crescano molto alla svelta sono più portati a sviluppare displasie. Oppure, capita che i proprietari aggiungano alla dieta già completa del proprio cane l’olio di fegato di merluzzo, nella convinzione che faccia bene alla pelliccia. Il risultato può essere, invece, un eccesso di vitamina D e A con gli scompensi correlati.

Quando gli animali mostrano sintomi visibili, per esempio la perdita del pelo localizzata (alopecia), i padroni comprendono che può dipendere dalla dieta sbilanciata. Sono quindi loro stessi, in base al proprio interesse e alla propria sensibilità, che richiedono l’intervento del nutrizionista animale dopo eventuali accertamenti veterinari del caso.

Cosa fa un nutrizionista animale?

Il nutrizionista animale si occupa di fare consulenze nutrizionali sia nel proprio studio, sia a domicilio, sia on-line. In linea generale, una visita di un cucciolo inizia valutando la curva di crescita tipica della razza e della taglia dell’animale. In base a quanto il singolo esemplare si discosta dai valori attesi, poi, si conclude con la formulazione di una dieta il più possibile su misura dei suoi bisogni. Lo stesso vale per gli animali adulti a crescita completata.

La visita all’animale comprende sempre pesarlo – lo strumento in assoluto più utilizzato dal nutrizionista animale è la bilancia veterinaria – e misurare manualmente dati morfologici e biometrici. Questi dati permettono di stimare le percentuali di massa magra e grassa, e confluiscono nel calcolo del suo Body Condition Score, BCS, analogo del Body Mass Index usato negli esseri umani, uno dei descrittori del suo stato nutrizionale. Di vitale importanza è valutare anche l’MCS, che descrive le condizioni muscolari del soggetto.

I padroni fanno la loro parte fornendo una serie di informazioni utili a formulare una dieta il più possibile su misura.

Si comincia dalle domande “anagrafiche”, sull’età e sul pedigree dell’animale, dal momento che entrambi i fattori influenzano i suoi bisogni nutrizionali. Il nutrizionista animale compie poi un’accurata anamnesi nutrizionale, cioè si farà descrivere la dieta dell’animale fino a quel momento, le eventuali preferenze alimentari o cibi che non accetta. Importanti saranno anche altri fattori come l’attività fisica dell’animale, se vive al chiuso o all’aperto, il suo temperamento – cani nervosi consumano più energia di cani calmi e sedentari – ed eventuali patologie.

Per quanto riguarda le patologie, esattamente come capita ai colleghi che operano sugli esseri umani, il nutrizionista animale non può effettuare diagnosi e si appoggia quindi alla collaborazione stretta con un veterinario. A lui indirizza i pazienti che mostrano sintomi da approfondire e sarà poi tenuto considerare solo condizioni certificate da un suo referto.

Questo dato è essenziale per decidere l’apporto calorico necessario, che alimenti includere nella dieta e se essa potrà essere commerciale, casalinga oppure BARF bilanciata, ad esempio a base di carne cruda.

Una visita a distanza prevederà i medesimi passaggi. Unica differenza, sarà il padrone a pesare l’animale e a mandarne fotografie in posizioni standard. Il nutrizionista le userà, poi, per prendere le misure dell’animale.

Chi può fare il nutrizionista animale?

In Italia i nutrizionisti animali sono pochissimi. Ancor meno sono i biologi che svolgono questa professione, dato che perlopiù si tratta di veterinari specializzati in nutrizione animale.

Va da sé, quindi, che non esiste un percorso formale per diventare nutrizionisti animali. Questa professione, al momento, non è normata in alcun modo.

Per poter esercitare come Biologi i requisiti di legge sono di essere iscritti all’Ordine Nazionale Biologi e, dunque, aver conseguito una qualsiasi tra le lauree abilitanti. Per ottenere le competenze necessarie a svolgere la professione nel concreto, però, conta parecchio l’autoformazione attraverso corsi singoli, come quelli offerti dalle università o dagli ordini professionali.

Un nutrizionista animale, ovviamente, deve conoscere bene la nutrizione del cane e del gatto. Per sviluppare una figura professionale completa, però, occorre un set di differenti competenze. Ad esempio la conoscenza di base delle patologie degli animali e della parassitologia. Anche una preparazione di base sulla loro etologia permette di trarre le giuste indicazioni dal loro comportamento alimentare, e non solo. Nutrizione e comportamento sono strettamente correlati.

Sofia, grazie al suo trascorso come informatrice veterinaria – l’analogo animale dell’informatore scientifico del farmaco – si avvantaggia anche del fatto di conoscere sia i vari farmaci veterinari sia, molto importante per il suo lavoro, gli integratori nutrizionali per gli animali domestici.

Cosa aspettarsi?

Quello del nutrizionista animale è un lavoro che si svolge in libera professione e che quindi richiede un incessante lavoro di autopromozione. Questo vale tanto di più nella misura in cui si tratta di una figura nuova e poco conosciuta. Quindi per cercare clienti sarà utile avere una presenza online, nei social e tramite una pagina indicizzata su Google, partecipare a eventi tematici e tenere dei webinar su argomenti collegati alla nutrizione animale.

Sviluppati una stabile identità online e un pubblico di riferimento, un nutrizionista animale dovrebbe diversificare i propri servizi per aumentare il proprio valore aggiunto per i clienti. Questi ultimi arriveranno, quindi, sia dalla rete di contatti professionali del nutrizionista animale, una su tutte i veterinari con i quali collabora, sia dal suo seguito online. Sarà soprattutto da quest’ultimo che verranno le chiamate per operare a distanza, complice anche la scarsità di competizione.

Il rapporto con i clienti merita una menzione specifica. Capita spesso al nutrizionista animale di imbattersi in padroni che hanno richieste particolari per la dieta dei propri animali, motivate dalle loro convinzioni in campo alimentare. Altri clienti, prima di rivolgersi al nutrizionista, hanno sperimentato per conto proprio variazioni incongrue della dieta dei loro animali domestici portandoli a sviluppare, ad esempio, intolleranze plurime. Altri ancora tendono a spacciare per certe quelle che, in realtà, sono “autodiagnosi” errate.

In questi casi sarà compito del nutrizionista animale educare il cliente a migliorare il proprio approccio alla dieta dell’animale. Quando necessario lo dovrà anche convincere a rivolgersi al veterinario per una diagnosi affidabile, prerequisito per la formulazione di una dieta.

La collaborazione con i veterinari, sempre auspicabile, è talvolta osteggiata – come può capitare anche tra medici e biologi nutrizionisti umani – dalla scarsa conoscenza da parte dei sanitari del ruolo del biologo.

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