L’affascinante fenomeno dell’aurora boreale

L’aurora boreale è uno straordinario fenomeno naturale del quale la maggior parte di noi ha sentito parlare almeno una volta nella vita magari avendo pure la possibilità di assistervi, ma la vera domanda è: quanti di questi possono affermare con certezza di sapere che cos’è? Essa, infatti, risulta ancora oggi il “bersaglio” di numerosi miti e leggende, ma la verità è che almeno sino alla metà del XIX secolo nessuno aveva realmente capito come potesse prendere forma un simile spettacolo. Finchè, il 28 agosto del 1859, un astronomo inglese di nome Richard Christopher Carrington espose una sua teoria che di lì a poco sarebbe stata destinata a stravolgere completamente tutte le convinzioni di cui noi tutti ci eravamo sino ad allora nutriti.

Egli, infatti, fu capace di dimostrare che all’origine di tutto ci fosse il cosiddetto vento solare, ossia un particolare flusso alimentato da particelle cariche quali protoni ed elettroni.
Questi ultimi, grazie ad un processo denominato riconnessione magnetica, riescono a penetrare e a interagire direttamente con la fascia dell’atmosfera posta tra i 60 e i 450 km di altitudine, ovvero la ionosfera.
Ed ecco una meravigliosa aurora boreale apparire davanti ai vostri occhi.

Talvolta, però, tale fenomeno è accompagnato da suoni elettrofonici che non sono nient’altro che dei sottilissimi sibili ritenuti per lo più una conseguenza delle diverse perturbazioni del campo magnetico terrestre locale.

Ad occhio nudo, comunque, l’aurora boreale si può presentare sia sotto forma di macchie lampeggianti e sia, soprattutto, come luminosi raggi di luce dalla colorazione più disparata. La maggior parte di quest’ultima, infatti, risulta essere di un giallo verdognolo o, in alternativa, di un blu e di un rosso molto intensi rispettivamente dovuti all’azoto (N) e all’ossigeno molecolare (O).
Essa, infine, risulta essere per lo più visibile da fine aprile a fine agosto statisticamente in un orario che preceda di poco la mezzanotte.

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