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La scienza ai tempi della quarantena: un flashmob per misurare l’inquinamento luminoso

Tempi difficili, tempi di quarantena. In questi primi mesi del 2020, segnati dall’isolamento forzato a cui tutti siamo sottoposti, nascono e proliferano iniziative di ogni genere. Via libera alle catene che intasano le nostre chat e bacheche chiedendoci di non fermare la preghiera collettiva; terreno fertile per le bufale a tema Covid-19 e i tutorial sulle (inutili) mascherine fai da te; strada aperta anche a simpatici flashmob per scacciare la malinconia dell’isolamento e sentirci tutti più vicini.

Tra tutti, un flashmob in particolare ha colpito il divulgatore Luca Perri, che ha deciso di “smontarne” la pretesa di validità scientifica: l’iniziativa “Illuminiamo l’Italia, nella quale si cercava di coinvolgere il maggior numero possibile di persone ad appostarsi in serata presso il proprio balcone o finestra con la torcia del proprio smartphone puntata verso il cielo, nel tentativo di rendersi visibili dai satelliti in orbita. O almeno, questa era l’intenzione, ma come fatto notare dallo stesso Perri, la scarsa intensità luminosa offerta dalle torce led difficilmente potrebbe superare la distanza che ci separa dai corpi circolanti nell’orbita terrestre.

Tutto ciò ha però suscitato nell’astrofisico e divulgatore un moto di compassione verso chi era rimasto orfano della possibilità di lasciare una traccia visibile nello spazio. Così il dottor Perri ha deciso di coinvolgere tutta l’Italia in un simpatico, semplice e singolare esperimento che durerà non una, ma ben tre notti, dal titolo “Scienza sul balcone“, realizzato in collaborazione con Alessandro Farini, ricercatore presso l’Istituto nazionale di ottica (CNR-INO).

L’esperimento è a cura dell’Unità Comunicazione e Relazioni con il Pubblico della Direzione Centrale Servizi per la Ricerca. Lo scopo di questo esempio di “citizen science”, ovvero la scienza realizzata grazie ai comuni cittadini, è misurare l’intensità luminosa nel cielo della propria zona di residenza. Tutto ciò che si deve fare è scaricare un’applicazione gratuita per il proprio smartphone (disponibile per Android e per iOs) e usarla per misurare la luce ambientale dal proprio balcone o finestra per tre sere di seguito, dal 23 al 25 marzo 2020, dalle ore 21:00 in poi. Una volta ricavate le tre misurazioni, si potrà compilare in forma anonima un modulo dettagliato i cui dati concorreranno a formare una dettagliata mappa dell’inquinamento luminoso in Italia.

In un’apposita sezione del sito relativo, viene anche data risposta a qualche dubbio che il progetto può suscitare, come ad esempio perché proprio in queste date e perché siano necessarie tre misurazioni invece che una sola (qui l’autore del testo spiega in maniera estremamente semplice una questione spinosa quale la validità statistica dei dati raccolti).

Vi invito allora a visitare numerosi la pagina del progetto, a condividerla e a coinvolgere più persone possibili per realizzare la più accurata mappa dell’inquinamento luminoso mai realizzata.

e quindi uscimmo a riveder le stelle

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