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Con la ricerca non si mangia?

A cosa è servito scoprire le onde gravitazionali? Con la cultura non si mangia? Queste domande non sono affatto banali visto che la scienza e le istituzioni fanno davvero fatica a comunicare i benefici della ricerca di base a tutti i cittadini. Quando fu scoperta l’elettricità (un fenomeno naturale come le onde gravitazionali) furono in molti a deridere la scoperta e a domandarsi a cosa potesse servire. Il GPS che utilizziamo nelle nostre automobili e sempre di più in ogni altro tipo di trasporto funziona grazie alla relatività di Einstein. Internet non esisterebbe se non ci fosse stata una ricerca di base finanziata dalla Difesa degli Stati Uniti per scopi militari.

Inoltre, quasi tutte le conoscenze di natura medica nascono dalla ricerca di base: se possiamo curarci da un sacco di malattie lo dobbiamo alla ricerca di base finanziata con denaro pubblico (quasi sempre) che studia le proprietà delle cellule umane, dei virus, dei batteri e via discorrendo. Per esempio, se non fosse stato scoperto il DNA non potremmo curarci da un sacco di malattie. Quando è stato scoperto il Bosone di Higgs sono stati utilizzati molti laboratori con altrettanti strumenti commissionati ad aziende che altrimenti non avrebbero avuto lo stimolo per produrre beni a così alta tecnologia. Quegli strumenti diventeranno ben presto utilizzabili per applicazioni pratiche.

In una puntata di Superquark, il programma condotto da Piero Angela, fu ospitato Paolo De Bernardis, un fisico italiano tra i più autorevoli che studia la cosiddetta “radiazione cosmica di fondo”, vale a dire un segnale proveniente dal Big Bang che dovrebbe farci capire un sacco di cose sull’Universo.

A un certo punto del video si parla di uno strumento inventato per realizzare il telescopio che dovrebbe osservare le radiazioni cosmiche: si tratta di un chip, di un sensore con una sensibilità mai vista prima, in grado di misurare le microonde a livello di una singola particella. In futuro, come dice lo scienziato, questo sensore troverà un’applicazione pratica nelle automobili per consentire di vedere attraverso la nebbia, una cosa che non si riesce a fare né con i radar né con gli infrarossi, ma lo si può fare con le microonde (mancava solo lo strumento adatto).

Tornando un po’ indietro e riassumendo il discorso, la ricerca di base può avere sia ritorni pratici immediati, come appunto gli strumenti inventati per compiere la ricerca stessa, sia ripercussioni positive che si scoprono a distanza di anni. Abbiamo già parlato del DNA, e abbiamo già detto che la relatività di Einstein ha avuto applicazioni pratiche come il GPS. Abbiamo anche detto che l’elettricità ha avuto applicazioni abbastanza ovvie nonostante all’inizio non si sapesse che cosa farci.

Allo stesso modo, quindi, si troverà un’applicazione futura dalla scoperta delle onde gravitazionali e, grazie agli strumenti inventati e messi a disposizione da Ligo e Virgo (i laboratori che hanno fatto la scoperta) sono già in vista nuove applicazioni pratiche per gli stessi strumenti.
Ad ogni modo, la scienza è il frutto dell’intelletto, della curiosità e della creatività. Inoltre ci permette di conoscere il mondo, sia su larga scala che su piccola scala. In fondo basterebbe sapere questo per capire che dalla ricerca di base si può ottenere solamente qualcosa di utile.

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