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La GFP (Green Fluorescent Protein) – Storia e usi

La GFP è una famosa proteina fluorescente, la sua estrazione valse un premio Nobel per la Chimica. Aequorea victoria è una medusa della classe Hydrozoa che viene anche chiamata medusa di cristallo e si trova nei mari della costa Ovest del Nord America. Questa specie non supera i pochi centimetri di grandezza e come la maggior parte delle meduse è carnivora: i suoi tentacoli possiedono delle nematocisti che iniettano un veleno capace di immobilizzare prede di piccole dimensioni, ma innocuo per l’uomo. Tuttavia, la caratteristica principale e più importante di questo animale è la sua bioluminescenza, ossia è in grado di emettere luce da particolari zone che circondano il cappello grazie a reazioni chimiche che includono due proteine: la proteina aequorin e la molecola GFP.

Green Fluorescent Protein

Green Fluorescent Protein - gfpLa GFP (in italiano proteina verde fluorescente), in particolare, venne estratta per la prima volta da Osamu Shimomura, che venne nominato Premio Nobel per la Chimica nel 2008 proprio per questa sua importante scoperta. Questa proteina, infatti, oltre ad avere dimensioni modeste, se colpita da una radiazione ad una specifica lunghezza d’onda, riemette una luce di colore acceso verde, quindi può essere usata come marcatore per l’identificazione e localizzazione subcellulare delle proteine o di particolari caratteri nel genoma e per molti altri usi.

Inutile dire quanto questa scoperta ha cambiato radicalmente il mondo della microscopia a fluorescenza e la GFP ha sostituito velocemente i marcatori radioattivi precedentemente usati, molto più pericolosi; inoltre, grazie alla sua struttura relativamente semplice, l’ingegneria genetica è riuscita a modificarla e a creare GFP che emettono per fluorescenza colori diversi.

Recentemente la GFP è stata applicata anche nell’arte: l’artista Eduardo Kac ha creato un coniglio verde fluorescente ingegnerizzando la proteina GFP nelle sue cellule.

gfp

Disegno ottenuto su una piastra di coltura, strisciando colture batteriche contenenti diverse forme di GFP (più un’altra proteina con fluorescenza rossa).

Tuttavia piante e animali ingegnerizzati sono ancora oggetto di controversie, e stanno stimolando un importante dialogo sulla sicurezza e la moralità dell’ingegneria genetica.

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