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Kiwi rosso

Il kiwi è una pianta rampicante che produce frutti marroncini e con una lieve peluria sulla superficie. All’interno posso presentare colorazioni differenti a seconda della varietà, dal più conosciuto kiwi verde al kiwi giallo, ma anche al kiwi rosso. Le prime due varietà sono commercializzate da anni, ma attualmente si stanno sperimentando anche in Italia nuove varietà a polpa rossa, con buccia liscia e dal gusto tropicale.

Cos’è il kiwi rosso?

Una novità nel settore ortofrutticolo, il kiwi rosso arriva direttamente dalla Cina. La varietà Donghong, a polpa rossa, è stata selezionata e migliorata dall’azienda Italiana Jingold, facendole vincere nel 2019 il premio Fruit Logistica innovation award per il “Kiwi a polpa rossa Oriental Red®“.

Questa varietà è altamente conservabile (oltre 5 mesi in frigorifero) ed è caratterizzata da un periodo di raccolta molto precoce. L’epoca di germogliamento e fioritura sono anticipate di circa due settimane prima rispetto ad Hayward con una durata di 6/7 giorni e una schiusura delle gemme oltre il 70%. La pianta presenta buona resistenza allo stress, alle malattie e agli insetti.

La polpa è di colore vermiglio, colorazione conferitagli da pigmenti detti antociani, studiati per la loro marcata azione antiossidante contro l’invecchiamento delle cellule causato dai radicali liberi. Infine, il contenuto in vitamina C è quasi il doppio rispetto all’Hayward (120-150 mg/100g).

Leggi anche: Biosintesi delle antocianine

Origine dei kiwi

Il kiwi è il frutto della Actinidia deliciosa (actis dal greco significa raggio), specie originaria del sud della Cina introdotta in Inghilterra nel 1800 e poi in Nuova Zelanda. Questo frutto era conosciuto dai cinesi con il nome di Mihoutao ed era considerato la pianta della longevità. Arrivato in Nuova Zelanda, il nome venne cambiato in relazione all’uccello emblema di questo Stato, chiamato appunto kiwi, dal piumaggio e dalla forma simile al frutto.

Le piante di kiwi prediligono terreni argillosi, ricchi di umidità, profondi, leggeri e caratterizzati da un buon drenaggio. L’italia è tra i maggiori produttori mondiali insieme alla Nuova Zelanda e alla Cina, che si posiziona al primo posto. Alle nostre latitudini, la stagione dei kiwi inizia a novembre e termina a maggio. Tra giugno e ottobre possono invece trovarsi sul mercato frutti di provenienza neozelandese.

Caratteristiche e proprietà nutrizionali

I kiwi sono importanti fonti di fibre, antiossidanti (polifenoli e vitamine) e minerali. Come antiossidante primario troviamo la vitamina C, efficace nel neutralizzare i radicali liberi che possono danneggiare le cellule e il loro DNA.

100 g di kiwi (buccia esclusa) apportano 44 Kcal  e la seguente composizione:

  • 77% carboidrati
  • 12% lipidi
  • 11% proteine

In particolare, poi abbiamo 86,4 g di acqua, 1,2 g di proteine, 0,6 g di lipidi, 9 g di zuccheri solubili, 2,2 g di fibre.

Fra le vitamine e i minerali, 100 g di polpa di kiwi apportano:

  • 85 mg di vitamina C
  • 0,4 mg di niacina
  • 0,05 mg di riboflavina
  • 0,02 mg di tiamina
  • 400 mg di potassio
  • 70 mg di fosforo
  • 25 mg di calcio
  • 12 mg di magnesio
  • 5 mg di sodio
  • 0,5 mg di ferro

Controindicazioni del consumo dei kiwi

All’interno del kiwi si trovano però anche ossalati, sostanze naturali che in concentrazioni troppo elevate possono contribuire alla formazione di calcoli; per questo motivo il suo consumo può essere controindicato in presenza di problemi a reni o cistifellea, soprattutto se non adeguatamente trattati[1]. Inoltre, i semi del frutto non sono consigliati a chi soffre di problemi al colon (diverticolosi o morbo di Crohn).

Infine, il kiwi contiene molecole associate alla cosiddetta “sindrome lattice-frutta” e potrebbe essere pericolosa per quei soggetti affetti da allergia al lattice a causa delle reazioni crociate ovvero quando il nostro corpo ha una reazione allergica non solo nei confronti della molecola che causa la patologia ma anche di quelle simili, alcune contenute nella frutta.

Varietà dei kiwi

La varietà del frutto rosso è solamente una tra almeno quattro tipologie, elencate qua sotto:

  • Kiwi verde: questa varietà si chiama Hayward. Fu selezionata nel 1920 da Hayward Wright, un esperto di agraria neozelandese, perché dai grandi frutti saporiti e con eccellenti possibilità di conservazione.
  • Kiwi gold: frutto dalla polpa gialla, dimensioni allungate e dai sapori più aspri. Questa varietà ha un maggiore contenuto in polifenoli, acido folico e carotenoidi. In Italia viene coltivata in Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e nella Provincia Autonoma di Trento[2].
  • Kiwi bicolore giallo e rosso: i kiwi delle varietà Hongyang e Dong Hong sono bicolori. Essi infatti hanno la polpa gialla esternamente e rossa internamente. Il sapore è dolce e dalle note tropicali.
  • Kiwi-mini (Actinidia arguta): i baby kiwi in Italia sono conosciuti come Nergi, sono senza peluria e un maggiore apporto di fibre ma anche di magnesio, fosforo e calcio. Contiene anche vitamina B6.

Conclusione

La selezione artificiale operata dall’uomo su tutti i prodotti alimentari, svolta ormai da millenni, è cruciale al giorno d’oggi. Ci sono forti interessi nell’immettere nel mercato prodotti nuovi, dalle caratteristiche organolettiche piacevoli, dalle proprietà nutrizionali migliori e magari caratterizzati da un costo inferiore di produzione. Altre caratteristiche che l’uomo è interessato a selezionare è la resistenza agli sbalzi termici e alla manipolazione, l’attitudine alla conservazione e la capacità di soddisfazione per il consumatore. Il kiwi rosso potrebbe essere presto sugli scaffali dei nostri supermercati, pronto per essere degustato da solo o per essere sperimentato in qualche accostamento bizzarro ma gradevole.

Referenze

  1. Kiwi – Humanitas
  2. Kiwi – Alimentipedia
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