Intossicazione alimentare: Panni disinfettanti possono prevenirla

Uno studio pubblicato sul Journal of Applied Microbiology ha testato l’uso di diversi panni o salviette disinfettanti per pulire la cucina allo scopo di constatare se il loro utilizzo potesse in qualche modo ridurre la contaminazione o addirittura l’avvelenamento dei cibi. Il gruppo di ricerca ha utilizzato questi panni disinfettanti su vari materiali come granito, laminato e piastrelle di ceramica – per determinare se ciò potesse prevenire il rischio di ingerire batteri pericolosi per la salute. I risultati dei test sono stati inseriti in un computer per calcolare il potenziale rischio ed è stato riscontrato che le salviettine disinfettanti possono ridurre l’ ingestione di batteri fino al 99.2%. Ciò significa che il rischio di intossicazione alimentare è sceso dal 2: 10 al 2:1000.

Il Responsabile della ricerca, Dr. Gerardo Lopez, ha detto, “la cosa spaventosa del Campylobacter* è che in realtà non c’è bisogno di ingerire molti batteri per sviluppare una brutta malattia, per questo motivo dobbiamo pulire le superfici della cucina e lavare le mani dopo aver preparato il pollame”.

“Abbiamo scoperto che non è solo la rimozione fisica dei batteri che è efficace – ma anche il fatto che la soluzione antibatterica lasciata sulla superficie della cucina continua a disinfettare per diversi minuti”.

“È anche importante che i consumatori puliscano con un panno immediatamente dopo la preparazione del pollame.

Se rimangono gocce e schizzi della carne, i batteri possono trasferirsi ad altri alimenti mediante utensili e superfici sporche” ha aggiunto il Dr Lopez.

Se il top della cucina si asciuga, i batteri possono talvolta attaccarsi alla superficie, rendendo più difficile pulirla in seguito. Anche se i ricercatori hanno testato questi panni disinfettanti solo in relazione al Campylobacter, sono fiduciosi che possano ridurre anche il rischio di altre malattie generate da altri batteri come la salmonella e l’Escherichia Coli.

Campylobacter: Batterio che può provocare una condizione patologica nota come campylobatteriosi, caratterizzata da: diarrea, febbre, nausea, crampi addominali e brividi di freddo.

È trasmissibile attraverso derrate alimentari contaminate ed in particolar modo le carni crude non trattate, in particolare quella di pollo.

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