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Il Fu Vincenzo D’Anna: il presidente dell’Ordine Nazionale Biologi rassegna le dimissioni

Il Senatore Vincenzo d’Anna ha rassegnato in data 14 marzo 2020 le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Biologi.

Tante le prospettive che ora si aprono, altrettanti i coni d’ombra della sua breve carriera nel direttivo: il Senatore si è infatti reso protagonista di molti episodi che hanno suscitato perplessità tra i membri dell’Ordine e più in generale tra gli esponenti della comunità scientifica. Su tutti sono degni di nota i suoi exploit contro la validità dei vaccini e l’obbligo vaccinale e le sue recenti dichiarazioni sul ceppo di Coronavirus “padano” che porterebbe ad una sindrome parainfluenzale assolutamente non pericolosa (come dichiarato a Dagospia).

Nel febbraio 2018, pochi mesi dopo la sua fortunosa elezione, il Senatore ha organizzato per il cinquantennio della fondazione dell’ONB il convegno “New Frontiers in Biology”. A dispetto del nome, l’evento è stato tacciato come avanguardia di posizione antiscientifiche in seno all’Ordine, per via degli ospiti presenti e degli argomenti discussi: dal premio nobel Luc Montagnier, virologo noto per aver isolato il virus dell’HIV e ad oggi aperto sostenitore dell’omeopatia, alla dottoressa Antonietta Morena Gatti, fervente sostenitrice della pericolosità delle nanoperticelle presenti nei vaccini, passando per il filosofo Diego Fusaro, che non ha bisogno di presentazioni (qui il suo account Twitter). Per questo motivo è stata indetta da alcuni membri dell’ONB una petizione rivolta al Ministro della Giustizia per chiedere le dimissioni del Senatore dall’incarico,  che è rimasta inascoltata. Qui è disponibile la rassegna stampa dell’evento con un’interessante intervista proprio al Senatore D’Anna che nella sua difesa dell’evento mostra la pretesa di validità scientifica di un convegno sul rapporto tra nanoparticelle e salute umana.

Il Senatore d’Anna rilascerà non appena possibile una dichiarazione sulle cause che l’hanno condotto a prendere questa decisione. Rende noto inoltre che lascia la carica di Presidente, ma non la poltrona: rimarrà infatti in seno al Consiglio fino alla fine del suo mandato.

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