I social network creano dipendenza?

La dipendenza da social network è uno stato di dipendenza psicologica in cui gli utenti sono eccessivamente preoccupati riguardo alle attività svolte sui social e sono spinti ad un uso incontrollabile di queste piattaforme sino al punto da arrivare a interferire con le loro normali azioni quotidiane. Demograficamente, gli adolescenti sono maggiormente a rischio di soffrire di certi disturbi per via della loro maggiore capacità di adattamento alle nuove tecnologie e alla loro costante ricerca di nuove sensazioni. Tuttavia, la rapidità con cui la comunicazione online si evolve non ha ancora permesso di raggiungere un consenso tra gli esperti riguardo alla possibilità di aggiungere questo tipo di dipendenza al “Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali”. Per tale motivo, in questo articolo tenderemo a prediligere termini quali “uso eccessivo” o ” uso problematico”.

I social network

I social network sono comunità virtuali dove gli utenti possono creare profili pubblici o privati, interagire con persone conosciute nella vita reale o conoscerne di nuove sulla base di interessi comuni e con essi condividere contenuti più o meno intimi della loro vita quotidiana.

Negli ultimi 10 anni, l’utilizzo dei social media è aumentato sensibilmente fino a diventare uno strumento indispensabile per la vita sociale. Adolescenti e studenti sono chiaramente i maggiori utilizzatori, specialmente grazie all’utilizzo degli smartphone. La percentuale degli adolescenti che afferma di essere “costantemente connesso” a internet è del 24%.

I social network sono utilizzati principalmente per scopi sociali. Tuttavia, recentemente sembrerebbe che certi utilizzatori possano sentirsi forzati a mantenere la loro cerchia di contatti virtuale portandoli a un utilizzo eccessivo delle diverse piattaforme social. Bisogna però puntualizzare come la ripetizione eccessiva di un’attività non implichi necessariamente una dipendenza dalla stessa.

Possiamo parlare di dipendenza?

Non sono ancora molti gli studi effettuati su questo argomento portando quindi ad un certo livello di confusione e di carenza metodologica. Vi è ancora una mancanza di precise definizioni e di strumenti diagnostici adeguati comportando un problema di riproducibilità dei risultati. Nei vari studi presenti ad oggi, i campioni principalmente studiati sono studenti universitari e il social network maggiormente analizzato è Facebook. Tuttavia, è importante tenere conto del fatto che social network differenti sono concettualmente differenti e determinano di conseguenza comportamenti differenti. Vi è inoltre la limitazione data dall’autovalutazione da parte degli stessi partecipanti riguardo al loro utilizzo dei social network.

La rapidità con cui questo tipo di tecnologie evolve è un ulteriore ostacolo alla comprensione degli effetti che queste ultime possono avere sulla salute psicologica dei loro utilizzatori, non lasciando tempo per il naturale processo di adattamento. Questo potrebbe causare una prematura “patologizzazione” del fenomeno social network.

Sintomi

Gli studi effettuati sembrano confermare l’esistenza di un certo livello dipendenza da social network, paragonabile ai noti comportamenti da dipendenza non associati ad uso di sostanze. Gli utilizzatori eccessivi dei social network presentano un atteggiamento preoccupato quando non hanno accesso a queste piattaforme; mostrano cambiamenti di umore legati all’utilizzo dei social e sintomi da astinenza in seguito al tentativo di interromperne l’utilizzo, seguiti spesso da ricadute. Uno studio effettuato su studenti americani mostra come, ad esempio, in caso di brevi periodi di astinenza i soggetti abituati ad un uso eccessivo dei social network rispondevano con una diminuzione della sensazione di stress.

Un’importante similitudine tra l’uso eccessivo dei social network e l’abuso di sostanze è stato recentemente mostrato da lavori di neuroimmagine. Il sistema di ricompensa del cervello, che risponde al consumo di droghe o alla vincita di denaro (coinvolto nella dipendenza da gioco d’azzardo), è anche implicato in risposta all’utilizzo dei social network.

Bisogna infine ricordare come, spesso, le dipendenze risultino difficili da superare per via dei legami sociali instaurati in associazione al consumo della sostanza stupefacente.

Effetti sulla vita quotidiana

Distorsione temporale

Una distorta percezione del tempo trascorso è una caratteristica tipica dell’abuso di molte sostante così come di disordini impulsivi che comportano l’uso anormale di smartphone, videogiochi e social media.

Si possono distinguere due tipologie di percezione distorta del tempo:

  1. la prima comporta una percezione diminuita del tempo speso durante l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto
  2. la seconda comporta una percezione aumentata del tempo passato svolgendo mansioni che tengono il soggetto lontano dalla sostanza o oggetto protagonista dell’abuso.

Studi mostrano come, in caso di breve astinenza dai social network, la percezione del tempo trascorso sia maggiormente distorto in caso di utilizzatori eccessivi. Questo è un risultato che presenta interessanti parallelismi con simili studi effettuati sui fumatori.

Processo decisionale

Il sistema di ricompensa del cervello è costituito da diverse regioni, tra le quali lo striato e l’amigdala. Studi di neuroimmagine hanno recentemente mostrato come queste strutture risultino meno sviluppate in individui che fanno un eccessivo utilizzo dei social network, proprio come in coloro che fanno abuso di sostanze. Queste stesse strutture sono chiaramente coinvolte anche in altre funzioni, prima fra tutte, quella del processo decisionale. Il processo decisionale, o decision making, è la capacità di prendere decisioni sulla base di un ragionamento impostato sul valore delle cose.

È già noto come coloro affetti da una dipendenza da sostanza o da gioco d’azzardo risultino avere dei deficit di decision making. Recentemente, risultati simili sono stati mostrati su un gruppo di studenti universitari. Nello studio in questione si è visto come quanto più sia grave l’uso eccessivo dei social network peggiore è il decision making mostrato nei test psicologici.

Performance scolastica

Aspetti estremamente importanti per la salute e l’apprendimento degli adolescenti sono il senso di appartenenza e la sensazione di essere connessi con gli altri. Tuttavia, il sempre crescente utilizzo dei social media nella routine quotidiana degli studenti di tutte le età può creare un fenomeno di disconnessione tra la comunicazione telematica e quella personale.

Gli studi effettuati a riguardo sugli studenti universitari hanno spesso mostrato risultati contraddittori. Diversamente, studi effettuati su studenti di scuole medie e superiori hanno mostrato come l’uso eccessivo e disregolato dei social network sia associato a un peggioramento delle prestazioni scolastiche e del senso di appartenenza tra i ragazzi. Questo implica che un uso eccessivo dei social network abbia un impatto negativo sulla soddisfazione personale degli adolescenti e quindi comportare un significativo danno psicologico.

Al contrario, un utilizzo moderato dei social network risulta positivo. Questo può infatti essere d’aiuto nel mantenimento di amicizie e relazioni con gli altri rispetto a coloro che non ne fanno alcun uso.

Performance lavorativa

L’uso dei social media si diffonde rapidamente anche all’interno dei luoghi di lavoro. Questo fenomeno ha in parte effetti positivi poiché aiuta gli impiegati a costruire i loro legami lavorativi. Tuttavia, alcuni studi hanno mostrato come l’uso eccessivo dei social media sia legato ad una diminuzione dell’efficienza lavorativa. Da un lato vi è un aspetto fisico, legato all’uso dei social media che toglie tempo allo svolgimento delle mansioni lavorative. Dall’altro, l’aspetto emotivo legato alle sensazioni vissute durante l’utilizzo dei social media che possono causare un senso di burnout emotivo (termine con il quale si intende una risposta ad elementi stressanti caratterizzata da sensazioni di fatica, cinismo e spossatezza).

Disordini psichiatrici

Vari studi hanno valutato l’associazione tra un uso problematico dei social media e diversi disturbi psichiatrici.

Un’associazione diretta è stata trovata rispetto all’insorgenza di sintomi tipici di:

  • disturbi ossessivo compulsivi
  • depressione
  • disturbi del sonno
  • ansia
  • stress

È noto, ad esempio, che gli standard di bellezza mostrati dagli utenti dei social possano facilmente determinare sensazioni di inadeguatezza fisica e sociale. Il dato che risulta chiaro però è che non sia l’uso  dei social media quanto la frequenza o, in altre parole, il modo in cui queste piattaforme vengano usate ad essere correlato con queste sintomatologie.

È vero che risultati paragonabili sono stati trovati analizzando diversi paesi, con diverse realtà sociali, economiche e culturali. Tuttavia, non è chiaro se l’uso eccessivo dei social media sia causa o conseguenza di preesistenti disturbi psicologici.

Anche il discorso inverso è infatti interessante da tenere in considerazione. Ad esempio, sembrerebbe che persone con problemi di ansia da separazione siano a rischio maggiore di incorrere in un uso eccessivo dei social media. Questi sono infatti utilizzati da questi individui come un mezzo per migliorare il loro benessere psicologico. Essi hanno infatti un forte bisogno di integrazione sociale, ma trovano complicato formare dei legami interpersonali nel mondo reale. I social media potrebbero, in un certo senso, ovviare a queste problematiche dando loro quel senso di connessione, appartenenza e accettazione sociale che non riescono a soddisfare altrimenti.

Autolesionismo

Un’altra preoccupazione riguarda la presenza sui social di contenuti che incoraggino all’autolesionismo. Da un lato dipingendolo come un comportamento “normale”, dall’altro connettendo i giovani con persone che lo abbiano già provato. Studi al riguardo hanno potuto osservare come certi contenuti risultino di facile accesso per qualsiasi fascia di età, e siano spesso concepiti con lo scopo di incoraggiare gli spettatori verso le suddette pratiche.

Se è vero che i giovani con intenzioni autolesionistiche cerchino, attraverso i social network, un mezzo per comunicare con persone a loro affini per trovare un supporto sociale, è anche vero che cercare aiuto in coloro che soffrono di un problema psicologico anziché in un professionista, risulta spesso controproducente.

Comportamenti suicidi

Un’ulteriore preoccupazione che si è sviluppata oggigiorno è l’associazione crescente tra i social media e il suicidio. Il suicidio è una delle cause di morte più frequenti tra i giovani ed è principalmente causato da stati depressivi. Le più comuni cause scatenanti di comportamenti suicidi riguardano fattori interpersonali, la sensazione di esclusione dalla società.

I social media mettono gli adolescenti a rischio di subire fenomeni di cyberbullismo e molestie sessuali che sono, direttamente o indirettamente, collegati ai suicidi.

Il cyberbullismo è un atto o comportamento aggressivo e intenzionale, individuale o collettivo, portato avanti tramite l’uso di forme elettroniche di contatto, ripetutamente e per periodi estesi di tempo contro una vittima che non può facilmente difendersi. Il cyberbullismo è associato a più elevati livelli di depressione, bassa autostima, problemi del comportamento, abuso di sostanze, pensieri suicidi e tentativi di suicidio sia per le vittime che per gli esecutori.

Inoltre, uno studio effettuato su Instagram mostra come la depressione è più comune in quegli adolescenti che seguono degli estranei rispetto a coloro che seguono solo degli amici.

Body shaming

I social media sono anche pieni di pubblicità che promuovono messaggi sulla perdita di peso e modelli che corrispondono a ideali di apparenza irreali. Si è visto, per esempio, che le adolescenti che usano Facebook presentino maggiori preoccupazioni riguardo al loro aspetto rispetto a coloro che non ne fanno uso. Ne risulta un’insoddisfazione per il proprio corpo che come conseguenza determina effetti fisici e psicologici avversi negli adolescenti, più frequentemente nelle donne che negli uomini.

Psicoeducazione

Sarebbe utile considerare la possibilità di effettuare una sorta di psicoeducazione alla tecnologia per far sì che le persone possano adattarsi alle continue innovazioni in maniera salutare. Si potrebbero fornire classi e seminari nelle istituzioni accademiche e nel mondo del lavoro per insegnare alle persone come gestire efficacemente i nuovi canali di comunicazione. Si potrebbe fare chiarezza sui modi in cui i dispositivi influenzino il benessere psicologico degli individui, le loro vite sociali e professionali. Infine, sarebbe utile prevenire e fornire i mezzi per gestire i potenziali rischi derivati dall’uso di dispositivi elettronici e dei social network.

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