I pesci bevono?

Anche il pesciolino rosso di casa necessita di assumere acqua, proprio come noi. Per ogni organismo vivente l’acqua è un bene prezioso. Questo liquido è importante poichè interviene sia come reagente che come prodotto in molte reazioni chimiche, tra cui quelle di biosintesi, come anche per mantenere il più possibile costante la temperatura corporea, processo detto di termoregolazione. È inoltre la principale responsabile anche degli altri processi essenziali per il mantenimento dell’omeostasi, la tendenza naturale a mantenere stabili e costanti nel tempo derminati parametri e valori chimici e fisici interni all’organismo anche quando ci sono delle variazioni nell’ambiente esterno. Parlando dei pesci uno dei parametri importanti da mantenere stabile è la concentrazione di sali minerali all’interno dell’organismo.

Per poter fare questo, essendo circondati da acqua, si avvalgono principalmente della capacità di questo liquido di muoversi spontaneamente attraverso le membrane delle loro cellule, che sono selettivamente permeabili, da un ambiente meno concentrato ad uno più concentrato col fine di ottenere la stessa concentrazione in entrambi gli ambienti. Questo processo è definito osmosi.

Nei pesci il processo di assorbimento ed eliminazione di acqua è, quindi, molto importante. Bevono molto quando sono in presenza di acqua salata, che ha un contenuto di sali maggiore rispetto a quello del loro organismo. In acqua dolce, invece, i valori di concentrazione salina sono maggiori all’interno dell’organismo e quindi producono molta urina. Vediamo più nel dettaglio come funziona questo meccanismo.

Acqua dolce

I pesci di acqua dolce sono considerati iperosmotici, cioè hanno una concentrazione salina al loro interno nettamente superiore rispetto a quella dell’ambiente esterno perché esso ne è povero.

Per osmosi l’acqua tende ad entrare nelle cellule di questo organismo, portandole a gonfiarsi. Se questa continua espansione non viene fermata, le cellule reagiranno come palloncini in cui è stata introdotta troppa aria: scoppieranno portando alla morte l’organismo.

Per poter contrastare questo rigonfiamento, il liquido in eccesso deve essere eliminato mediante urina molto diluita. L’elevato livello di diluizione delle urine è dovuto anche al fatto che il sistema renale è molto sviluppato e permette di trattenere sali importanti per l’organismo come il cloruro di sodio (NaCl) e il carbonato di calcio (CaCl2).

Le branchie hanno anch’esse un importante ruolo nel mantenere l’equilibrio salino, permettendo l’assorbimento di questi composti dall’ambiente circostante.

Acqua salata

In questo ambiente il problema è l’opposto: i pesci hanno una concentrazione salina al loro interno che è inferiore rispetto a quella dell’ambiente esterno e vengono definiti organismi ipoosmotici.

Per osmosi, in questo caso, i pesci tendono a perdere acqua per diffusione o attraverso le branchie. Per evitare di disidratarsi bevono acqua salata, ma questo porta ad un accumulo deleterio di sali all’interno dell’organismo, la cui concentrazione deve essere controllata.

L’espulsione di sali bivalenti (come calcio e magnesio) avviene insieme all’acqua attraverso l’ano, mentre per quanto riguarda i sali monovalenti (come potassio, cloro e sodio) vengono buttati fuori dall’organismo grazie all’azione di particolari cellule delle branchie, chiamate cellule del cloro, che li espellono nell’ambiente esterno.

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