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Ginseng: proprietà, uso e controindicazioni

Il Panax ginseng è una pianta largamente conosciuta in Cina e ormai diffusa in quasi tutto il mondo. Già nel’antichità veniva sfruttata per le sue innumerevoli proprietà benefiche, quali di ringiovanimento, anti-infiammatoria, anti-tumorale,e così via, tanto da ritrovarsi l’appellativo di “panacea”. Pianta appartenente alla famiglia delle Araliaceae, il ginseng (Panax ginseng) è di origine asiatica e il  nome deriva dalla parola cinese “rensheng”, ovvero “uomo”, forse per la natura antropomorfa della radice.

Varietà di ginseng

Di questa pianta se ne conoscono ben 11 specie, che possono essere classificate per luogo di origine:

  • quelle asiatiche, coltivate in Cina, Nepal e Himalaya orientale: Panax ginseng, P. schinseng o ginseng cinese, P. pseudo-ginseng, P. notoginseng, P. japonicus e P. vietnamensis.
  • quella americana: Panax quinquefolius (equivalente al ginseng asiatico)
  • quella siberiana: Eleutherococcus senticosus (con differente struttura chimica ma simili proprietà)

Tra queste, quella maggiormente diffusa, commercializzata e studiata è la Panax ginseng. Essa ha una grossa radice a tubero, dal colore bruno-giallastra costituita da un corpo principale con numerose ramificazioni laterali.

Caratteristiche nutrizionali

La radice del ginseng contiene proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali.

In 100 grammi di prodotto ci sono:

  • 5,19 g di proteine
  • 1,94 grammi di lipidi
  • 8,7 grammi di carboidrati disponibili
  • 1,47 grammi di zuccheri solubili
  • 7,12 grammi di fibra
  • 207 calorie

Tra le vitamine sono presenti la vitamina A, E e tracce di vitamine del gruppo B; mentre, tra i minerali, vanno citati calcio, fosforo e magnesio.

Composti bioattivi

La radice contiene inoltre diversi composti bioattivi, che le conferisco proprietà benefiche[1]:

  • i ginsenosidi (che sono delle saponine)
  • panaxosidi (glicosidi steroidei)
  • alcuni oli essenziali
  • composti estrogenici
  • enzimi e fosfatidi (amilasi, fenolasi e colina)
  • steroli e acidi grassi (acido oleico, acido palmitico e acido stearico)

Proprietà benefiche del ginseng

Nell’antica Cina era considerato un rimedio universale, una droga-panacea, utile soprattutto contro invecchiamento, disturbi gastrointestinali e anche afrodisiaco e rivitalizzante. Grazie a numerosi studi scientifici, oggi sappiamo che le sue radici contengono diversi composti bioattivi, responsabili delle sue proprietà benefiche.

Effetti antitumorali

Diversi sono gli studi condotti che dimostrano come saponine, in particolare i ginsenosidi, contenuti nel ginseng abbiano effetti antitumorali[1, 2]. Sebbene questi sono tra i più studiati, anche molecole diverse dalle saponine hanno mostrato questa attività[1, 2]. In particolare, si è visto che tutte queste sostanze inibiscono l’angiogenesi e stimolano l’apoptosi cellulare[1, 2]. Pertanto, la loro efficacia è stata riscontrata per tumori ovarici, al seno, alla prostata, al fegato, all’utero, al colon e in caso di leucemia e melanoma[1, 3].

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Proprietà anti-invecchiamento

E’ ormai noto che l’invecchiamento cellulare è favorito dallo stress ossidativo, il quale è generato in conseguenza della formazione di ROS (specie reattive dell’ossigeno) e altre molecole. Queste sostanze sono prodotte normalmente in piccole quantità, per questa ragione il nostro organismo è dotato di meccanismi di difesa contro di esse. Affinché questa protezione venga garantita, è importante assumere una certa quota di antiossidanti attraverso l’alimentazione. Alcuni estratti del ginseng, in particolare i ginsenosidi, hanno dimostrato di essere attivi sul sistema nervoso favorendo la memoria, l’apprendimento e ritardando l’invecchiamento[1, 2].

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Effetto anti-diabetico

Polveri ed estratti di ginseng si sono dimostrati utili nel controllo della glicemia, sopratutto in soggetti diabetici[4]. In particolare, si notano miglioramenti nei livelli di insulina postprandiali, sui trigliceridi e sul colesterolo LDL[4]. Complessivamente, ciò si traduce nel mantenimento dell’omeostasi glucidica e nel miglioramento della sensibilità all’insulina.

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Effetto antiinfiammatorio

L’azione antiinfiammatoria degli estratti di ginseng e dei ginsenosidi sono dovute alla capacità di modulare la cascata delle citochine e alla fagocitosi nell’immunità innata, nonché all’attivazione dei linfociti T e B[5]. Conseguentemente, da questo effetto derivano le proprietà anti-aterosclerotiche, anti-artritiche, anti-ossidative e anti-allergiche del ginseng[5]. Le principali molecole bersaglio sono il TNF-α,  NF-kB e varie interleuchine.

Azione immuno-regolatrice

Inoltre, il ginseng contiene dei composti con attività immuno-modulatrice: infatti, essi producono diverse citochine, interleuchine e interferone gamma[1]. Sembra che essi siano in grado di stimolare anche la produzione di cellule linfoidi e del fattore stimolante colonie di macrofagi-granulociti[1]. In particolare, il composto k contenuto nel ginseng, eserciti un’attività antiinfiammatoria inibendo le cellule B della memoria, l’espressione di CD40L sulle cellule T e di CD40 sulle cellule B[2].

Attività anti-trombotica

Alcuni studi hanno dimostrato che le saponine contenute nel ginseng sono in grado di influenzare il metabolismo lipidico: nel complesso, esse stimolano l’assorbimento, il metabolismo e il trasporto dei lipidi[1]. In particolare, si nota una riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo e trigliceridi e l’inibizione della formazione dell’ateroma aortico in animali con ipercolesterolemia. Inoltre, gli effetti antitrombotici riportarti sono dovuti alla sua azione anticoagulante e anti-piastrinica[1].

Controindicazioni ed effetti avversi

Gli integratori a base di estratti di ginseng non hanno grossi effetti collaterali; in alcuni casi, a seguito di somministrazioni di alte dosi, si sono verificate insonnia, tachiaritmie, ipertensione e nervosismo[2]. Altri effetti collaterali possono essere disturbi gastrointestinali e mal di testa. I pazienti psichiatrici, specie se in terapia farmacologica, dovrebbero astenersi dal consumo di ginseng, in quanto potrebbero manifestare cefalea, tremori ed episodi maniacali[2]. Effetti collaterali si possono verificare anche nelle donne in terapia con progestinici. Inoltre, chi esegue terapia con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, dovrebbe evitarne il consumo a causa dell’elevato rischio di sanguinamento[2]. Infine, dovrebbero assumerlo con cautela quei pazienti in terapia con digossina o corticosteroidi o immuno-compromessi in terapia immuno-stimolante o con disordini autoimmuni[2]. Va anche ricordato che si sconsiglia l’uso del ginseng in gravidanza ed allattamento.

Conclusioni

Il ginseng gode sicuramente di innumerevoli proprietà e continua ancora oggi ad essere studiato per un suo impiego sempre più accurato. Conosciuto già in antichità, grazie ai sui composti, i ginsenosidi, è in grado di agire a livello del sistema nervoso e cardiocircolatorio, sul sistema immunitario, ha effetti antiinfiammatori e non meno importanti, effetti anti-tumorali. Proprio per questo, alcune categorie di pazienti devono consumarlo con parsimonia o addirittura evitarlo, in quanto potrebbe dare effetti avversi quali mal di testa, tachicardia, ipertensione e insonnia.

Referenze

  1. Wenwen Ru et al., 2015. Chemical constituents and bioactivities of Panax ginseng (C. A. Mey.). Drug Discoveries & Therapeutics. 2015; 9(1):23-32
  2. Cesare Mancuso et Rosaria Santangelo, 2017. Panax Ginseng and Panax Quinquefolius: From Pharmacology to Toxicology. Food Chem Toxicol . 2017 Sep;107(Pt A):362-372.
  3. T K Yun et al., 2001. Anticarcinogenic Effect of Panax Ginseng C.A. Meyer and Identification of Active Compounds. J Korean Med Sci . 2001 Dec;16 Suppl(Suppl):S6-18.
  4. Qi-Feng Gui et al, 2016. The Efficacy of Ginseng-Related Therapies in Type 2 Diabetes Mellitus: An Updated Systematic Review and Meta-analysis. Medicine (Baltimore) . 2016 Feb;95(6):e2584.
  5. Davy C W Lee e Allan S Y Lau, 2011. Effects of Panax Ginseng on Tumor Necrosis factor-α-mediated Inflammation: A Mini-Review. Molecules . 2011 Mar 30;16(4):2802-16.
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